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Locandina del film Ave, Cesare! Fonte: trovacinema.it

 

Regia: Ethan e Joel Coen

Con: Josh Brolin, George Clooney, Tilda Swinton, Scarlett Johansson, Channing Tatum.

Genere: Commedia

VISTO DA MARVIN

Sono passati ormai 25 anni da “Barton Fink – E’ successo a Hollywood” quando i due cineasti di culto provenienti dallo stato del Minnesota del Nord America omaggiarono la Hollywood degli anni ’50 in cui si realizzavano musical sfarzosi e leggendari, si giravano kolossal da mozzare spesso in Panavision e di fatto il genere “peplum” era nel periodo di massimo fulgore. Era anche l’epoca di star capricciose e volubili che spesso e volentieri finivano nei guai o avevano un temperamento tumultuoso costringendo cosi gli studios a reclutare una figura all’epoca nota come “fixer”.

Il cinema dei fratelli Joel & Ethan Coen può sembrare molto vario (hanno toccato la comedy, il western, il thriller, il noir etc etc….) ma spesso il filone che lega i loro film è quello di trasportare personaggi spesso “stupidi” in situazioni assurde, più grandi di loro e vedere come se la cavano. Il tutto con una sempre riuscita e forte senso di humour nero, dissacrante e spiazzante (ma mai volgare).

Di solito i Coen sono più leggeri, più frizzanti ma stavolta sono più “cattivelli” (forse lo erano stati solo con “a serious man”) verso un po’ tutto: lo star system, il comunismo e il cinema in generale. Il loro spirito anarchico e irriverente continua ad essere presente come sempre anche e soprattutto in una narrazione tanto esplosiva e a volte illogica che può risultare spiazzante almeno al pubblico più classico che non è abituato al loro modo di fare cinema.

Inoltre il film non tocca quei livelli pseudo/filosofici alti come era capitato in precedenza forse solo con … “A seriuos man” (si è capito che questo film mi è piaciuto???) e trovo giusto il suo rimanere tutto molto leggero e superficiale perché è il contesto della vicenda che lo richiede essendo ambientata in quella hollywood anni ’50 dove era tutto un divertissement raffinato e perfezionista a livello estetico ma molto frivolo.

Il film è fatto quasi a episodi, archetipi, situazioni e macchiette del mondo del cinema che parrebbero slegate e staccate con un solo filo conduttore cioè quel Eddie Mannix che risolve e tiene tutto sotto controllo ma invece le cose sono tutte legate perché ognuno di questi buffi e strani personaggi difende quello che rappresenta DIO nel film cioè il “cinema” e quei personaggi che cercano di andare oltre, di fare discorsi pseudo/filosofici e di sminuire il “cinema” vengono trattati malissimo in maniera goliardica e ne escono fuori volutamente male dalla pellicola.

Le risate che i fratelli Coen ci fanno fare nei loro film, a volte possono essere più larghe e altisonanti; molte altre volte sono semplici sogghigni e freddure che lasciano attoniti davanti a situazioni grottesche e assurde. Qualcuno potrebbe pensare che senza vere risate il film renda meno, risulti non completo e meno riuscito di altri. Io preferisco sempre risate sorde, iconiche e di testa piuttosto che quelle di pancia e questo film ha centrano completamente questo aspetto.

In definitiva credo che questa sottile distinzione porti a non idolatrare il mondo del cinema passando per fanatici ma allo stesso tempo ritengo che non si corra il rischio di ridicolizzarlo in maniera grossolana e sfacciata. No, i fratelli Coen rispettano completamente il cinema sapendo bene che si può e si deve ironizzare su questa fantastica “macchina dei sogni” ma sempre con il massimo rispetto: solo chi lo rispetta sa come e quando farci ridere nei giusti toni.

VISTO DA JOE

Per me è sì (strano, vero?). I fratelli Coen tornano in sala con un’opera più convincente rispetto alla precedente (un opaco “A proposito di Davis”). Convince l’ironia ed il sarcasmo utilizzato dai due cineasti nella realizzazione del film, nell’illustrare la loro presa in giro su un ambiente e la relativa contestualizzazione del periodo anni ’50. Più un film è fatuo, più è tronfio, più è sicuro del suo successo: sembra questa legge vigente nel fantastico mondo della celluloide di quei tempi. Era un periodo in cui il cinema era ricco e questa ricchezza doveva filtrare attraverso lo schermo. Sono pure gli anni in cui affiora pericoloso lo spettro del comunismo e i due fratelli non si risparmiano una serie di letture sarcastiche riguardo a questo periodo di caccia alle streghe.

ATTENZIONE! Non prometto la risata grassa: di sicuro, per tutta la durata del film vi troverete a sorridere costantemente (sempre che siate fini lettori delle opere dei due fratelli).

AVE, CESARE risulta complessivamente interessante per la molteplicità di registri che offre al pubblico. Magari potrà non piacere (dubito) ma di sicuro non annoierà proprio per la varietà di situazioni che presenta.

A PROPOSITO DI DAVIS era un film che potevano “fare” tutti: non traspare un’impronta alla Coen&Coen in quanto trattasi dello spaccato di vita di questo cantante trasposta su schermo. AVE; CESARE invece non è da tutti.

A parte Josh Brolin (l’impresario), filo rosso che unisce tutti i pezzi del film, i componenti del cast hanno parti apparentemente secondarie. Probabilmente anche questo è una lettura dei due registi a proposito di uno star system/tritacarne che tendeva ad uniformare le star che lanciava (e se non si adeguavano erano grossi guai).

Eppure gli attori che interpretano queste parti non sono certo mestieranti. Partendo da George Clooney, dico che i due autori del film hanno avuto il pregio di togliergli la #patina_nespresso che oramai perseguita Clooney qualunque cosa faccia: qualunque sia il film, sembra sempre di vederlo ammiccare con una tazzina in mano. E’ inutile ribadire la bellezza e la bravura di Scarlett Johansson attrice sorridente di fronte alle telecamere ma nevrotico a luci spente. Non posso non citare Tilda Swinton (a cui darei un premio per l’alta versatilità che contraddistingue le sue interpretazioni) che per non smentirsi ricopre il ruolo di due sorelle gemelle in lite perenne.

Vorrei poi fare una menzione speciale a Channing Tatum, attore considerato forse frivolo, forse usa&getta. La stagione in corso ci presenta un attore che sta iniziando a solleticare cineasti che tutto sono tranne che frivoli ed usa e getta: Tatum è già stato recensito qui per l’ultimo film di Tarantino, e adesso appare pure in AVE. CESARE dimostrando una certa dose di autoironia in merito alla propria fisicità.

Stavo quasi per dimenticare Ralph Fiennes nella parte di un regista molto meticoloso molto ben riuscito.

Insomma andate a vederlo

Marvin è in mezzo alla scena; va avanti ed indietro rileggendo affannosamente un plico di fogli che ha in mano finché dopo un po’ non arriva Joe vestito da centurione romano

JG (prostrandosi e ad alta voce): Ave Marvin.. Criticone te salutat!!

Marvin, sorpreso e preso di soprassalto -i fogli che aveva in mano sono volati in aria e ora ‘nevicano’ sulla scena-, fa un balzo all’indietro rischiando pure di cadere

M (assistendo allo scempio che si è creato, guardando Joe): Almeno, il latino.. SALLO!! (esce prima che Joe possa fermarlo e dire qualcosa)

Fonte: youtube

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