IL PONTE DELLE SPIE

Pubblicato: dicembre 29, 2015 in Uncategorized
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Locandina del film Il ponte delle spieFonte: Trovacinema.it

Regia: Steven Spielberg

Interpreti: Tom Hanks, Alan Alda, Dominick Lombardozzi, Amy Ryan

Genere: Drammatico/Spionaggio

VISTO DA MARVIN

Ci voleva un gran coraggio per uscire al Cinema con un film non del genere commedia nello stesso weekend di “Star Wars”. Infatti quasi tutti gli unici altri film in uscita in questo periodo sono commedie negli USA e cine-panettoni in Italia.

Solo Steven Spielberg poteva osare tanto e portare un film di questo genere (spionaggio bellico in piena guerra fredda), proprio in un periodo in cui improvvisamente e inspiegabilmente si ha tanta voglia di buonismo e di risate.

Il regista è colui che ha inventato e iniziato il buonismo e tutte quelle storie romantiche, fantastiche piene di buoni sentimenti e di avventura… Alcuni film, dagli anni ’80 in poi, si possono tranquillamente definire “alla Spielberg” per il loro svolgimento e per tutta un’aurea che aleggia in loro .

Nella sua lunga filmografia solo alcune volte il grande regista americano ha osato realizzare film meno votati al buon sentimento, meno stucchevoli e favolistici (secondo me, questi, sono stati i suoi film migliori). Dopo “Lincoln” (semplicemente una lunga lezione di storia), ecco quindi tornare Steven Spielberg con un film che ne contiene tanti. Uno spy-movie alla vecchia maniera, un film processuale, un film psicologico più di parecchi altri e molto morale (ma non moralistico) ma per nulla bambinesco e favolistico.

Da non dimenticare che il film nasce da una sceneggiatura di Joel & Ethan Coen: sono infatti molto presenti alcuni spunti, chiavi di lettura, dialoghi ed elementi quasi surreali che donano al film uno spessore maggiore. Tutto questo allarga l’intrattenimento ma non in modo puramente commerciale (non sto parlando di mezzucci per far ridere in maniera stupida), semmai in maniera molto intelligente.

Ma il film ha parecchio Spielberg in sé, in una maniera diversa dal solito.

Dopo la visione del film, quello che rimane, più che l’estetica e l’accurata messa in scena, sono i personaggi e le loro personali psicologie, le loro particolari caratteristiche nonché le loro interpretazioni. Questa particolarità si sta un po’ perdendo e ci voleva proprio Spielberg a ricordare che si può fare cinema anche in questa maniera, grazie ad una narrazione di questo tipo, riuscendo anche ad aggiungere che l’etica e la coerenza dei due personaggi principali (l’avvocato e la spia russa) sono ideologie “rivoluzionarie” e isolate ma dirompenti in un mondo che fa sempre più a gara tra“chi è più anti-convenzionale”.

Questa cosa si vede non solo dentro al film ma anche nella cinematografia di Spielberg che risulta precisa, limpida e senza sbavature allo scopo di dare una vera lezione di cinema a tutti quanti.

Certo; ci sono anche tutte quelle caratteristiche tipiche di un cinema “alla Spielberg” come i troppi finali, la musica non tropo caricata, i buoni sentimenti, i punti saldi quali la famiglia e i cattivi che non sono proprio cosi cattivi. Ma questa volta l’essere riuscito a tenere a freno altri suoi vezzi artistici quali il voler rendere il tutto troppo buonista, il cercare a tutti i costi di creare un capolavoro ben confezionato e l’evitare di fare un film troppo lezioso hanno reso questo film uno dei suoi migliori in assoluto per il giusto bilancio di caratteristiche tecnico/artistiche.

VISTO DA JOE

Tom Hanks. Già ho detto di lui qualche stagione fa. Ma ribadisco ancora una volta: ci sono aspetti oggettivi e soggettivi di lui che non me lo rendono per nulla apprezzabile. Non gli perdonerò mai (oh! Quante volte lo ripeterò ancora…) la vittoria dell’Oscar a scapito di un impareggiabile John Travolta in Pulp fiction. Forse fu più colpa dell’Academy: meglio un rassicurante Hanks che incarna i soliti valori retorici dell’americano medio, rispetto ad un trasgressivo Travolta o ad un monello Tarantino.

Con “Ponte delle spie” non dico di aver fatto pace con l’attore, ma posso dire che rispetto ad altre pellicole che ho visto, mi risulta di sicuro meno sgradevole. I valori retorici dell’americano medio di sicuro sussistono, ma sono un ingrediente di regia, un elemento rappresentato come denominatore comune della mentalità del popolo USA di quel tempo (primi anni ’60, cioè piena guerra fredda). In quel periodo, l’America si sente portavoce di un ruolo e di una moralità che devono essere contrapposte a tutto quello che esprime il Gigante cattivo dell’Est. Quindi, questa moralità, questi valori eccessivamente positivi NON SONO una tesi portata avanti dal film, bensì un voler mettere sullo schermo quello che erano gli Stati Uniti in quegli anni. Ed è bravo Spielberg a rappresentare tutto questo soprattutto nelle scene corali, dove anche semplici sguardi parlano da soli e fanno capire quale sia il pensiero prevalente nell’America di quel periodo. Non solo, la contrapposizione è ancora più marcata nella descrizione di Berlino nei giorni precedenti alla costruzione del famoso muro: forse, certe scene sono costruite apposta per certo pubblico medio americano, ma rimangono comunque una piccola testimonianza da non sottovalutare.

Tom Hanks, qui, pensa alla sua parte di negoziatore sfruttando le sue abilità di avvocato e nulla più: non c’entra la moralità. C’entra piuttosto il fatto che ha di fronte una serie di avversari da affrontare con la sola forza della parola: e questa forza deve contenere l’impeto di questi avversari e non permettere che degeneri in altri ambiti (vedi uso di armi di distruzione di massa). La storia del film, ma anche la Storia degli uomini incombono: non c’è tempo per la retorica quando si è in mezzo allo spionaggio e al controspionaggio.

Per quanto il film mi abbia catturato, le riserve nei confronti dell’attore continueranno sempre. Piccola notazione: a un certo punto del film, Hanks riceve come regalo un ritratto, ma… più che Hanks, il disegno ricorda molto di più Antonio Banderas.

Tornando a Spielberg, è sicuramente autore di acclarata fama ed eclettico nelle sue scelte anche se non sempre nella sua carriera è andato a segno. In questo caso è notevole il fatto che sappia tenere un costante livello di tensione per tutto il film che non diminuisce nemmeno di fronte a qualche piccolo siparietto simil-comico.

Dell’ambientazione ho già detto: non solo c’è attenzione nel rappresentare com’erano e come vivevano gli americani dell’epoca della guerra fredda. Il regista effettua questa trasposizione non certo per sottolineare che quei tempi fossero migliori di questo: anzi, se può, ci mette un pizzico di ironia e sarcasmo. Piuttosto, l’intento è quello di evidenziare come la società attuale, rispetto ad allora si sia evoluta (ma comunque deve ancora fare passi da gigante per arrivare ad uno standard accettabile).

Marvin e Joe stanno nervosamente camminando sulla scena. Qualcosa sembra non andare per il verso giusto

M (con aria fintamente contenta, decisamente polemico) : Ma come siamo bravi!! Il cinema è pieno di cine-panettoni e il film del momento è Star Wars e noi cosa andiamo a recensire??? Un film che parla di guerra e spionaggio!!! (gesticolando nervosamente) Siamo proprio dei furboni, maghi nel sapersi vendere.

JG (facendo fatica a stargli dietro, cercando di tranquillizzarlo): Ma non sei contento? (progressivamente sempre più entusiasta) Andiamo controcorrente… Siamo dei solitari… Dei sovversivi originali e rivoluzionari del grande schermo!!!!!

M (scontento, scocciato): Ma cosi non sale l’hype, non arrivano i like e non si aggiungono i click !!!!!!!!

JG (scocciato, ma per altri motivi): Ma non ti va bene nulla… (con un filo di disprezzo) Sempre scontroso e asociale….

M (girandosi di scatto verso di lui, indicandolo): L’hai detto tu!… (sicuro di sé) Sto adottando la tua filosofia di (con enfasi) “andare controcorrente.. essere solitario sovversivo originale” (esce furibondo)

JG (sconsolato, verso il pubblico): Siamo senza speranza!!! (esce)

Fonte: youtube.com

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commenti
  1. Punto Dritto ha detto:

    Finalmente un film che ho visto! E che sicuramente mi é piaciuto per ambientazioni e ricostruzioni e per l ottima sceneggiatura. Mi aspettavo un po’ piú di suspence e tensione, data la trama, invece ho trovato che filasse via un po’ troppo liscio. Comunque merita secondo me, e anche Tom Hanks per una volta promosso! Ciao ragazzi, buon anno nuovo!

  2. Elle ha detto:

    Non pensavo di essere controcorrente, quando sono andata a vederlo, ma sentivo di andarci controvoglia 😉
    L’ho messo tra i film così così, ma prima di leggere che è una storia vera l’avrei messo fra i brutti, perché l’avvocato che insisteva per salvare anche lo studente mi sembrava troppo buonista e troppo inventato. Alla fine ho detto “tutte lui le trova, queste storie vere”.

  3. joe ha detto:

    Ciao Elle, piacere di conoscerti via web. Grazie per il tuo commento anche a nome del mio amico Marvin. Probabilmente il salvataggio era dovuto perché QUALSIASI americano non doveva rimanere nelle mani del nemico…

    alla proxxxx

    Joe

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