VIZIO DI FORMA

Pubblicato: marzo 28, 2015 in Uncategorized
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Locandina del film Vizio di forma Fonte: trovacinema.it

Regia: Paul Thomas Anderson.

Con: Joaquin Phoenix, Josh Brolin, Owen Wilson, Reese Whitherspoon, Benicio Del Toro, Katherine Waterson

Genere: noir-thriller.

VISTO DA MARVIN

Il regista Paul Thomas Anderson non è certo uno facile da “digerire”; i suoi lavori sono famosi per essere parecchio ostici e di non facile comprensione, “Il petroliere”, “Magnolia” e “The master” giusto per fare qualche esempio. Ci ha sempre abituato a lavori imponent,i partendo anche solo dalla durata delle sue pellicole e anche qui non si smentisce con un film da 150 minuti. Poi, solo lui poteva provare a cimentarsi con la trasposizione sul grande schermo di questo racconto di Thomas Pynchon, considerato da molti un’opera parecchio ostica.

Il regista ci prova scegliendo un cast formidabile che non bada a “talento”: Joaquin Phoenix, Benicio Del Toro, Josh Brolin, Reese Whiterspoon oltre a tantissimi altri in piccole parti.

Quindi se già non è stato facile avvicinarsi a quest’opera sia per il suo materiale di partenza sia per la reputazione del regista, ci si mette pure un film che, detto brutalmente, non racconta molto a livello d’azione (espediente che di solito fa passare il tempo) ma che ci fa seguire continuamente lo strambo detective Doc Sportello in un turbine di vizi, strani personaggi, droga e altre bizzarrie senza fermarsi mai.

Come definire questo film? Facile….un noir ma molto atipico. Quindi non aspettatevi indagini in atmosfere cupe “alla Dick Tracy” o volti nascosti nell’ombra e tra nuvole di fumo……oddio, di fumo ce n’è e pure parecchio direi, visto che siamo in pieno periodo hyppie, liberazione sessuale e sperimentazione di droghe ed esperienze di ogni tipo con un pieno di tutti quegli strani personaggi che abitano il cinema dei fratelli Coen ma, come detto prima, sempre sotto l’effetto di acidi.

Spesso il film, con la sua costruzione molto labirintica, rischia di farci perdere il filo del discorso iniziale continuando imperterrito ad accumulare situazioni grottesche e indizi assurdi. In questo senso, i passaggi della trama rischiano di ammorbare lo spettatore per i troppi input che gli vengono forniti scena dopo scena: ogni volta l’investigatore sembra iniziare una specie di nuova indagine, un nuovo caso poliziesco dentro un caso poliziesco più grande. Rischia quindi di vivere di momenti e situazioni singoli, questo film, mancando cosi una linea di condotta che faccia un po’ da collante della vicenda e lasciarci infine una grossa matassa da sbrogliare non ben amalgamata.

Ma forse è questo lo scopo ultimo della pellicola. Forse il film vuole solo essere un fulcro cardine di un momento di passaggio tra la fine di un epoca (ricordo che è ambientato nel tra il 1970 e il 1971 ) con tutta la sua stratificata complessità che ne consegue: quindi interessa poco al regista creare qualcosa di fluido a livello cinematografico, un prodotto che sia anche solo lontanamente considerato d’intrattenimento e per fare questo ci vuole un bel coraggio.

Le pagine di Pynchon non vengono modificate di molto (almeno confrontandomi con chi ha letto il libro) e il film rimane fedele alla sua fonte letteraria e questo, secondo me, è una grossa mancanza di coraggio. Nel voler trasportare una fonte letteraria in pellicola cinematografica trovo che il lavoro artistico di un regista “viene meno” se questo limita se stesso non osando e non dando una sua “chiave di lettura”; un bravo regista e autore come è Paul Thomas Anderson poteva avere la capacità di modificare di più il materiale di partenza avendo il coraggio di prendersi dei rischi nell’elaborazione della messa in scena.

Cosa che ha fatto ma solo sul discorso di non rendere il film fluido.

Ma in definitiva Anderson rimane fedele a lui stesso e costruisce un film su inquadrature tutte a “campo fisso” per costruirci tutto intorno e arricchirle con colori, contesti e piccoli dettagli così da non rendere la regia mai veramente statica. Inoltre mantiene una regia che si ispira molto al grande Robert Altman (che è stato davvero maestro di Anderson sul finire di carriera) con lunghe sequenze e fitti dialoghi pieni di dettagli.

A parte il prendersi dei rischi di messa in scena ( mia personale crociata contro un certo modo di fare cinema ) trovo il film davvero ben fatto e mi spiace solo che lo “spettatore medio” esca dalla sala non capendo il vero senso dell’opera considerandolo inconcludente e troppo lento perché crede che il vero interesse della pellicola è l’indagine poliziesca quando,invece è tutt’altro.

Ma direi di concludere dicendo che c’è un grosso problema nel parlare di questo film: più lo si cerca di spiegare più il suo fascino si perde.

Quindi stop!!

VISTO DA JOE

Paul Thomas Anderson…Chi era costui? Anzi, CHI E’, visto che è ancora vivo. I più ricorderanno Magnolia e la sua imponenza. E se nemmeno questo titolo porta in mente qualcosa, ricordo che quel film era quello con l’improvvisa pioggia di rane.

Se Magnolia era un mastodonte, questo film non scherza nemmeno lui. Ma almeno qui non ci sono intrecci paralleli di storie. Rimane comunque un film lungo, per cui occorre vederlo in un cinema comodo…

Non si pensi che Anderson abbia voluto rivisitare un risvolto del genere noir. Sì, è vero: c’è un investigatore (un po’ incasinato), c’è un’indagine (bella intricata), ci sono di mezzo donne (naturalmente bellissime). Ma in questo caso c’è pure una componente visionaria data dalla collocazione della vicenda in un periodo dove l’uso di spinelli e/o di sostanze allotrope era all’ordine del giorno. Non è che i personaggi del film agiscano sotto gli effetti speciali di queste sostanze. Sono le situazioni ad essere paradossali (e divertenti), nelle quali il detective Sportello si ritrova inguaiato. E nonostante l’aria trasandata, il look da sfigato, Sportello cade sempre in piedi anche quando le circostanze sembrano sopraffarlo. E’ già stato detto e stradetto che la pellicola è tratta da un’opera di Pynchon, autore che praticamente non frequento (ma che inizierò a frequentare presto). In casi come questo si continua l’eterno dibattito su meglioillibro?/meglioilfilm?, In questo caso, sospendo il giudizio non potendo confrontarmi con il cartaceo.

Sta di fatto che la ricostruzione del periodo è molto credibile sotto i più diversi punti di vista: ambienti, look, dialoghi e quant’altro riprendono certamente lo stile, il way of life di quel preciso periodo. Insomma, la cura di tutti questi dettagli, ma pure la storia, rendono assai godibile la pellicola,

Parlando degli attori (cast pieno di star), il primo di cui parlare e sicuramente Phoenix.  Rappresenta una sorta di antieroe, di anti McGyver dell’investigazione. Ma nonostante stia in posizione antitetica rispetto ad uno 007, il suo essere antifigo gli permette di cavarsela da ogni situazione, anche quelle che all’inizio sembrano incontrovertibili. Tra gli altri attori si segnalano Benicio Del Toro, Eric Roberts, e un irriconoscibile (o quasi) Owen Wilson. Le donne sono rappresentate molto bene da Reese Whitherspoon che fa la parte della fidanata ufficiale di Phoenix/Sportello: come lui è l’apoteosi del trasandato, così lei risulta essere il trionfo del perfettinismo con le sue pettinature impeccabili (non per niente è un procuratore distrettuale… non potrebbe essere altrimenti). Alla Whitherspoon si contrappone Katherine Waterson nella parte della e fidanzata di un tempo, miccia non solo di tutta quanta la storia ma anche di un desiderio non sopito da parte di Sportello.

La storia è uno spaccato verosimile del periodo fine ‘60/inizio ’70 anche se non mancano brusche sterzate verso il paradossale, finemente gestite dal regista. Per quanto il film sia globalmente godibile, poteva essere sfrondato un po’ per durare di meno. La quantità di dettagli presenti, potrebbe disorientare un certo tipo di spettatore: alcuni dettagli dell’inizio vengono letteramente sommersi da una marea di complicati risvolti che possono rendere il finale meno d’effetto. Comunque consigliabile.

Joe è in scena da solo, sta maneggiando uno strano aggegio cuboidale, non molto grosso, da cui fuoriesce una rudimentale manovella. Non appena arriva Marvin, Joe si piazza su un occhio questa specie di parallelepipedo e inizia a far girare la manovella.

JG (serio): Ho pensato che per stare al passo con i tempi, potremmo filmarle le nostre recensioni…(continua a ‘filmare’ Marvin, che progressivamente si incupisce)

M (indispettito da Joe che non smette di seguirlo ‘filmandolo’): Ma.. Che è?? (Si blocca, osserva Marvin tra l’incuriosito e l’indispettito) Da’ un po’ qua..

JG (consegnandogli recalcitrante il cubo): Ecco, tieni…

(Marvin esamina l’oggetto con aria sprezzante)

M (arrabbiato): Ma cosa vuoi filmare con quel cartone? E’ già tanto se ci macini del caffé! (riconsegna l’oggetto a Joe che non lo riprende)

JG (alterandosi progressivamente): Ma non capisci?? Il cinema E’ gioco (lo guarda negli occhi e nel suo sguardo vede un’aria di sufficienza piuttosto sgradevole; si gira, gli dà le spalle ed esce di scena ripetendo una specie di mantra) Il cinema E’ gioco… Il cinema E’ gioco… Il cinema E’ gioco

(Marvin lo guarda allontanarsi; poi osserva l’oggetto in lungo ed in largo; esce dalla parte opposta di Joe, gettandosi alle spalle la scatolina).

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commenti
  1. 76sanfermo ha detto:

    Dev’essere un film difficile , ma voi due riuscite a mettere il tarlo della curiosità ai probabili futuri spettatori…..
    D’altra parte avete avvisato(a scanso di responsabilità ) che e’ parecchio lungo , che non c’è molta azione , che sembra una cosa , invece e’ un’altra…..
    Insomma, facciamo noi…!

    Sottinteso , che e’ sempre bello leggervi.

  2. Punto Dritto ha detto:

    C’era da sospettarlo: Pinchon+Anderson=film probabilmente ostico. E lungo (questo é un fatto). Ciononostante, mi attira, anche solo per il cast e anche voi mi avete messo curiositá. Se riesco a vederlo, vi faró sapere! Ciao amici, e grazie! (Buona Pasqua se non vi sento nel frattempo).

  3. joe ha detto:

    ehi, un saluto alle due nostre assidue lettrici, con mille scuse per non aver riscontrato per tempo i loro commenti…
    stiamo visionando film per voi e appena il tempo sarà meno tiranno pubblicheremo altro materiale…

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