IO E LEI

Pubblicato: ottobre 27, 2015 in Uncategorized
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Locandina del film Io e lei Fonte: Trovacinema.it

Regia: Maria Sole Tognazzi

Interpreti: Margherita Buy, Sabrina Ferilli, Ennio Fantastichini

Genere: Commedia

VISTO DA MARVIN

Diamo fiducia al cinema Italiano. Basta con questi film stranieri. Le produzioni hollywoodiane spopolano ma da un po’ di tempo a questa parte ci si sono messi anche gli spagnoli, i francesi e i tedeschi a fare prodotti di qualità e che fanno successo anche in Italia. Per iniziare cambiamo genere; ma sì, basta commedie sciocche e puerili, dimostriamo di non essere solo capaci a “sfornare cine-panettoni” (scusate, la battuta mi è venuta involontaria).

All’ultimo festival di Cannes erano in concorso ben quattro italiani: Garrone, Moretti, Sorrentino e Minervini (che pochi hanno notato ma tra questi è stato forse il migliore). Facciamo quelli che riescono a stare dietro all’attualità. Maria Sole Tognazzi ha dichiarato che ha diretto il film “Io & Lei” come un “pudico,gentile omaggio a Il Vizietto” e anche che ha voluto raccontare una storia semplice, come tante altre solo che la coppia in questione è composta da due donne….mmmm…raccontare di una storia omosessuale in maniera uguale a tutte le altre…la cosa mi stona un pochino!!!!.

A me viene da pensare che se al centro della storia, con le stesse cose che capitano ai personaggi fosse successo ad una coppia eterosessuale il film sarebbe passato inosservato, non avrebbe avuto molto interesse da parte del pubblico… Ma vogliamo dare ancora un pochino di fiducia al film??

Per fortuna non è troppo macchiettistico nella costruzione dei personaggi. Si sa che in una coppia, parlando di una coppia omosessuale al femminile, è abitudine immaginarsi una delle due più femminile,magari anche più borghese e poi l’altra un po’ più maschiaccio, più rude. Come è immaginabile, l’attrice Margherita Buy interpreta il primo tipo descritto e Sabrina Ferilli il secondo ma, come detto in precedenza, le due caratteristiche non sono portare all’eccesso e quindi non risultano caricate ed estremizzate.

Un elemento che porta un po’ ad estraniare il pubblico, a creare distanze è il contesto di uno dei due personaggi protagonisti: il personaggio di Margherita Buy è immerso in un ambito sociale molto d’alta borghesia, il suo lavoro è molto cool, i vestiti, il luogo di lavoro ed anche la casa hanno uno stile molto ricercato. Voglio dire: quant’è la percentuale di persone che vivono in questo modo? Il film vuole dirci che tutti le persone omosessuali si possono permettere uno stile di vita cosi ricercato?

Ma per fortuna c’è il personaggio interpretato da Sabrina Ferilli che fa da contrasto a questo mondo e ci riporta alla realtà con uno stile di vita più semplice, più diretto e alla portata (economica) di tutti. Trovo molto più funzionale il voler immergere l’omosessualità in un vissuto molto più vicino a quello dello spettatore medio… Ma forse tutto questo è una mia divagazione troppo da fissato, ho voluto vedere qualcosa che non c’è… La fiducia verso il cinema Italiano regge ancora.

Un aspetto davvero ben riuscito della pellicola è la parte comica. Finalmente una comicità ricercata, fine, intelligente e con i giusti tempi comici che non chiude (quasi) mai un siparietto comico con una parolaccia buttata lì… Giusto per fare colore. Di questo tipo di comicità il nostro cinema ne ha bisogno disperatamente.

Ma ora arrivano le note dolenti.

Il film cerca di borghesizzare, rendere digeribile senza scandalizzare in nessun modo (anche un principio di scena di sesso viene subito tolta dall’inquadratura) il tema della omosessualità.

I temi e i discorsi più scomodi e spinti vengono leggermente sfiorati per rimanere il tutto ben vendibile e visibile ad un pubblico più ampio possibile. Il pensiero del film è far accostare un certo tipo di pubblico con un tipo di libertà sessuale di ultima generazione e quindi, per loro, non molto facile da accettare.

Facendo così, a mio avviso, si perde tutta la parte stuzzicante, più divertente oltre che quella politica e legata alla vera attualità fatta di oppressione, di negazione e di non accettazione di poter essere se stessi.

 Insomma sia il pubblico sia chi ha fatto il film vengono sì a scontrarsi con un tema scottante, ma viene fornito anche un cuscino di rassicurante normalità per potercisi adagiare e avere la possibilità di essere in pace con la propria coscienza senza davvero avere avuto il modo e il coraggio di fare (per il regista) e di vedere (per il pubblico) qualcosa di davvero originale e forte come doveva essere.

Direi che la fiducia si è ridotta di parecchio…….

VISTO DA JOE

Per me è sì….

Avevo visto il trailer del film, e la presenza di Sabrina Ferilli mi aveva decisamente fatto innalzare soglie invalicabili di autodifesa. Questa pellicola ancor prima di ‘partire’ si prende un sacco di rischi: toccando una tematica delicata quale l’amore omosessuale tra donne, l’opera poteva cadere tranquillamente nel luogo comune, nel pressapochismo, nel pregiudizio, nella ‘burineria’ (di cui Ferilli è regina, purtroppo), nel cattivo gusto. Vedi il film, e ti accorgi che la regia non è mai caduta in queste trappole. E pensare che Maria Sole Tognazzi non è così nota al grande pubblico e (credo) non ha pluriennale esperienza in campo cinematografico. Ne vien fuori una storia molto delicata, molto vera, con una coppia che si trova ad affrontare alti e bassi di un ménage sentimentale. La novità sta nel fatto che su schermo il pubblico ha visto poche volte una vicenda al femminile di questo tipo. E’ vero che se al posto di Ferilli e Buy ci fosse stata una qualsivoglia coppia etero, l’insieme avrebbe perso interesse. Ma il rilievo, per quanto importante (e non perché lo stia dicendo io…), non incide sulla qualità del film e soprattutto sul mio giudizio.

Dicevo Ferilli. Per me questa attrice rappresenta l’elemento casereccio nella forma più bieca e ovvia che si possa immaginare: la vedi una volta e bene o male le volte successive non sfugge più di tanto al suo cliché di romanaccia (parola che uso con estremo affetto e simpatia verso chi è di quelle parti. NOTABENE: non ho nessun tipo di pregiudizio nei confronti di romani e/o laziali). E invece… La sorpresa del film è proprio lei. Ha incarnato un personaggio sanguigno, verosimile, determinato, pieno di pregi, ma pure di difetti. E lo ha fatto senza che il suo essere romana travalicasse i confini del suo ruolo. Margherita Buy si conferma attrice esperta di nevrosi. Ma anche qui c’è una novità. Oramai lo spettatore dei suoi film ha fuori dagli occhi le sue classiche interpretazioni simil-isterico-a-scatti, di cui è ricca la sua filmografia. Se rimane ancorata al cliché della nevrosi, se non altro esprime nuovi moduli recitativi esplorando ambiti (come era già capitato in MIA MADRE di Nanni Moretti) che precedentemente le erano sconosciuti. Anzi se posso dirlo, penso che rispetto a MIA MADRE, Buy abbia fatto ulteriori passi avanti, non solo per il modo in cui ha espresso il suo essere attrice ma anche per il coraggio di avere affrontato in un contesto storico come il nostro (ridondante già di suo di preconcetti, figuriamoci riguardo le coppie omosessuali!) un ruolo di difficile resa come questo.

Scambiando pareri ed opinioni con amici (anzi, amiche), mi son sentito dire che Buy non avrebbe dato il meglio di sé perché a disagio nel recitare questa parte. Io la vedo diversamente: secondo me, non è il disagio dell’attrice che appare, ma il disagio del suo personaggio che…Orpo, mi sto addentrando in uno spoiler che è bene interrompere subito. Tra i comprimari, ecco Ennio Fantastichini che spicca sulla massa anche se gigioneggia un po’ troppo e si muove su percorsi di recitazione già da lui sviluppati in anni di onorata carriera. Da un lato bravo, dall’altro è il “solito” Fantastichini che inizia ad avvertire i primi sintomi di ruggine.

Per quanto riguarda Tognazzi, non si distingue per trovate registiche d’avanguardia, quanto per avere imposto all’insieme del film un registro globalmente pacato e quotidiano (da intendersi NON in senso spregiativo), anche se l’appartamento dove si svolge grossa parte della vicenda non è proprio alla portata di tutti.

Correte a vederlo.

Marvin e Joe arrivano rispettivamente da sinistra e da destra fino a porsi uno di fronte all’altro, ad una distanza abbastanza ravvicinata. Si osservano con faccia neutra

M e JG (all’unisono): Insomma…Cosa devo fare per farti cambiare idea?

(in realtà l’ultima parola sfuma in una risata fragorosa di entrambi, al punto che uno dei due, per effetto del ridere, si piega in avanti mentre l’altro si inarca all’indietro; quando sfuma la risata i due ritornano a guardarsi con lo sguardo ancora intriso dalla precedente risata, finché tra i due non torna il silenzio e un po’ più di serietà)

M e JG (nuovamente all’unisono): NIENTE!!!

(la risata è ancora più forte della precedente, e dopo essersi sganasciati per un bel po’, mettendosi a vicenda un braccio intorno al collo, escono ancora ridendo, chi chinandosi in avanti, chi tenendosi la pancia).

Fonte: youtube

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commenti
  1. Vale ha detto:

    Bravo Joe. Hai preso il segno e il senso del film (anche se per te è più facile perchè hai qualche esempio vivente da paragonare. 🙂
    Marvin invece parla di cuscinetti (a ben donde) ma senza considerare che in Italia ben pochi registi avrebbero il coraggio di rifare un film come quello della Vita di Adele. E poi qua si recensisce di un film interpretato e diretto da eterosessuali. Non dimentichiamolo.

  2. Punto Dritto ha detto:

    Senza dubbio concordo con Joe sul fatto che la regia si sia presa dei rischi, scegliendo e la tematica e le attrici protagoniste. Proprio per questo verrebbe anche a me (anche dopo aver letto le vostre recensioni) di dare una possibilitá a questo film. Peccato che qui non lo programmeranno di certo! Speriamo sia ancora nelle sale, magari d’essai, magari una sola, a Milano, sotto Natale! Che dite? Ciao, a presto!

  3. joe ha detto:

    Ciao Vale!!! Non solo ho qualche esempio vivente, ma pure qualche Bengala vivente a paradigma…:D

  4. joe ha detto:

    Ciao Punto… vorrei tanto, vorrei troppo che una volta qui a Milano tu lo possa beccare da qualche parte così da condividere o meno il nostro punto di vista

  5. 76sanfermo ha detto:

    Belle le recensioni che , anche se non d’accordo , danno un quadro preciso del film.
    Ognuno di noi,dopo averlo visto,parteggeranno per l’una o per l’altra , ma “aiutati”a comprendere le eventuali sfumature pro o contro .
    ……un bel GRAZIE !

  6. joe ha detto:

    grande ritorno di 76sanfermo!!! Grazie per il tuo commento, attenderemo tuo riscontro DOPO che hai visto il film

    Marviiiiiinnnn… questo blog è NOSTRO, non solo mio 😀
    non è che faresti un commentino ino ino ino?? :DDDDDDDDDD

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