WHIPLASH

Pubblicato: febbraio 19, 2015 in Uncategorized
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Locandina del film Whiplash Fonte: Trovacinema.it

Regia: Damien Chazelle.

Con: Miles Teller, J.K. Simmons, Melissa Benoist.

Genere: drammatico

 

VISTO DA MARVIN

Esiste un genere cinematografico molto particolare tra i moltissimi film realizzati ogni anno, un genere di cui quasi si ha paura di parlare: spesso viene giusto accennato da alcuni; è elogiato, ma poco gridato, da altri; è addirittura ignorato completamente dalla maggior parte. Sto parlando di una catalogazione legata al tipo di produzione e mezzi di realizzazione più che legata alla storia. E’ quello che viene chiamato “Genere Indie” (abbreviazione di indipendente).

Sono davvero parecchi i film che vengono associati a questo determinato genere per i più svariati motivi: perché vengono realizzati con pochi soldi; perché privi di tutto quel contorno d’intrattenimento che di solito circonda produzioni di alto profilo; perché costituiti da storie che non necessitano di effetti speciali ma solo di persone che si ritrovano a dover affrontare problemi semplici personali e molto “terreni”; infine, perché spesso non sono presenti grandi nomi a livello di cast o se presenti lo stesso attore non verrà ricordato per aver partecipato a questo genere di pellicole ma sicuramente per altro tipo di prodotti.

Il genere Indie è spesso destinato a passare da festival di ogni tipo per poi perdersi successivamente e non veder quasi la sua distribuzione sul grande schermo. Ma ogni tanto, tra questi, ci sono alcuni titoli che riescono a farsi strada (non molti ad essere sinceri), ad avere una leggera visibilità e pure una minima distribuzione sul mercato.

Puntualmente Hollywood ne sceglie qualcuno e decide di candidarlo ai premi importanti o di pubblicizzarlo più del previsto facendo vedere che anche lo star system apprezza e divulga le piccole opere. Puntualmente queste non vincono molti premi importanti, vengono distribuite in un numero limitato di sale e vengono dimenticate facilmente.

E’ questo il caso di “Whiplash” che ha partecipato e vinto il Sundance Film Festival del 2013: pian piano si è guadagnato un minimo di successo per poi arrivare alla notte degli Oscar con ben 5 nomination

Tra le candidature, oltre a quella per Miglior Film, c’è quella per l’attore J.K. Simmons nel ruolo dell’insegnante di musica che inizia un rapporto un po’ particolare con un giovane talento interpretato da Miles Teller che non è stato considerato nella categoria degli attori protagonisti. Sto parlando di un modo di mettere in scena un personaggio non solo utilizzando espressioni facciali ma anche tutto il corpo arrivando allo sfinimento e alla quasi distruzione fisica in alcuni frangenti….Eppure, un tale modo di recitare non ha avuto la nomination.

Il film è originale anche a livello registico. Spesso questi film Indie si adagiano sul raccontare storie emotivamente forti e sulle interpretazioni di un ottimo cast corale. Invece il regista Damien Chazelle ha dato un valore aggiunto alla pellicola non limitandola solamente a “belle interpretazioni”.

Inoltre il film, con il suo andamento logico della vicenda, elimina sul nascere alcuni espedienti tipici e banali (tipo di rapporto con la ragazza di turno ) e lascia anche senza una vera spiegazione/risoluzione un paio di punti non importanti, per non distogliere l’attenzione da quello che la pellicola vuole evidenziare cioè il rapporto professore/alunno.

Anche su questo punto, il rapporto tra i due personaggi non risulta mai banale e viene sempre accompagnato da discorsi etici ponendo forte l’attenzione su quanto sia giusto spingere una persona che possiede un talento a superare i propri limiti. C’è una raffigurazione del sacrificio morale e fisico senza infiocchettarlo, senza addolcirlo ma portandolo allo sfinimento più totale anche visivo (vi sfido a non sentirvi senza respiro nel concerto finale del batterista).

Finale, in aggiunta, che può essere recepito e visto da più punti di lettura.

Spero solo che il film non venga sentito solo come un forte rapporto tra mentore/studente (certo questo è quello che anche il trailer può far passare ) ma che arrivi al pubblico il fatto che è più uno studio sulla forza di volontà propria e sulla sfida con noi stessi non solo a livello fisico ma anche sulle scelte che si vogliono fare

Sfortunatamente questo risulta essere solo un caso di film Indie che ottiene un pochino di meritata visibilità e su uno che riesce ce ne sono mille altri che non ce la fanno. Con questo non voglio dire che bisogna solo apprezzare e vedere film di questo tipo perché si andrebbe da un estremo ad un altro.

Anche molti film che ricevono più visibilità perché accompagnati da mezzi economici diversi e che raccontano storie con stili diversi devono arrivare alle persone e bisogna saper apprezzare tutto senza essere prevenuti o chiudersi in un finto perbenismo ricettivo.

 

VISTO DA JOE

Eh… Entrando in sala, avevo un minimo di aspettativa su questo film. Nella serata degli Oscar, ecco una produzione indipendente in mezzo a diverse pellicole realizzate da majors o comunque con un grosso budget. L’ennesimo Davide che fa fuori Golia? Il Ciambellano di corte che rovina la festa ai nobili parrucconi? Voglio proprio vedere, dicevo, come Whiplash vorrebbe fare lo sgambetto ai grandi…

Vorrebbe, appunto, perché c’è molto nell’intento ma non nella realizzazione.

A favore del film, ci sta sicuramente il fatto che uno dei temi dominanti è la musica, una musica non-qualsiasi come il jazz, genere non sempre immediato. Insieme a questo, la presenza di un batterista in erba e il suo fanatismo in materia mi facevano apprezzare il coraggio del regista nell’affrontare una tematica inusuale. Del resto, le produzioni ‘indie’ si distinguono per dare maggiore importanza alla storia e alla profondità dei personaggi.

Qui alla fine i personaggi sono due (gli altri sono effettivamente troppo di contorno per meritare una particolare menzione).

Inizierei con J.K. Simmons, nella parte del maestro di musica sadico e perfido nei confronti del mondo intero. Tralasciando un’associazione personale (l’aver trovato una somiglianza con Joe Bastianich –masterchef, ndr– mi ha accompagnato per la visione di tutta la pellicola) dico che il ruolo rappresentato dall’attore è abbastanza credibile soprattutto quando, rispetto alla musica, questo maestro si sente onnipotente ed impareggiabile al punto da non sopportare che un pivello qualsiasi possa rovinargli la musica.

Risulta meno accattivante nei momenti in cui esplode la sua violenza nei confronti di questi allievi: qui il paragone va fatto con il generale cattivo di Full Metal Jacket. Il raffronto è suffragato dal fatto che a un certo punto questo direttore apostrofa come palladilardo uno dei suoi poveri studenti. Insomma, per quanto bravo, l’attore non aggiunge nulla di nuovo alle caratteristiche del Cattivo perché attinge a piene mani dal personaggio del film di Kubrick.

Parlando del ragazzo, egli appare dapprima come un idealizzatore della musica per poi passare a sacrificarsi in tutti sensi (anima e corpo) a quest’altra padrona. Se come romantico della musica appare verosimile, lo è un po’ meno nella parte successiva, nella quale diventa una sorta di RAMBO della batteria.

A due terzi del film, ecco che il regista vorrebbe (eh sì… sempre il condizionale) creare la situazione che dovrebbe portare il film a distinguersi dalla massa degli altri prodotti. Purtroppo viene fuori un ‘pastrocchio’ che sa di cose diverse: vendetta, contro vendetta, rivalsa, forza di volontà, emancipazione. Parecchi ingredienti, da inserire sì in dosi massicce, ma sapendoli pure miscelare: onestamente il senso del finale porta a varie conclusioni, forse troppe. E qui non è la fantasia dello spettatore che deve subentrare, ma sono il regista e lo sceneggiatore che non avrebbero dovuto farsi prendere la mano per l’organizzazione del momento conclusivo.

 

 

Joe è seduto al tavolo; ha appena finito di scrivere una recensione e sta riguardando quello che ha scritto, quand’ecco che arriva Marvin

M (interessato, chiedendo il foglio della recensione): Uh! Fa’ un po’ vedere…

(Joe gli consegna in foglio; Marvin lo scorre velocemente)

M (piuttosto alterato): Vuoi che MUOROOO???* (Joe sobbalza; Marvin continua sempre arrabbiato) Adesso te ne stai seduto lì finché non fai una recensione che è d’accordo con la mia!!

JG (alzandosi): Seeeee… Ci vorrebbe una vita! (andandosene) Pensaci tu, se vuoi!

 

*cit.

Fonte: youtube

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commenti
  1. 76sanfermo ha detto:

    Bello il dialoghino finale….
    Non siete per niente d’accordo ,vedo: l’unica sarebbe andare a vedere il film per poi schierarsi con l’uno o con l’altro…….
    Ciao , guapotes !

  2. Noëlle Altieri ha detto:

    Prima leggerò i commenti. Poi, la scenetta. Poi andrò a vedere il film. Infine (se ci sarete ancora) vi dirò se Whyplash mi è piaciuto. A risentirci!

  3. joe ha detto:

    hihi! secondo me ti conviene vedere il film e poi tormare qui e dire la tua 😀

  4. Noëlle Altieri ha detto:

    Bello. Bello. Terribile ma bello Whiplash. Non discuto di regia o di recitazione, un’ora e tre quarti di emozione, vale la pena vedere questo film.

  5. joe ha detto:

    e la scenetta??! 😀 😀

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