LA TEORIA DEL TUTTO

Pubblicato: febbraio 7, 2015 in Uncategorized
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Locandina del film La teoria del tutto Fonte: Trovacinema.it

Regia: James Marsh

Con: Eddie Redmayne, Felicity Jones, Charlie Cox, Emily Watson.

Genere: biografico/drammatico

 

VISTO DA MARVIN

Eccoci a parlare di un film che tratta di un personaggio realmente esistito (come se in questo periodo non ne escono già abbastanza) ed in questo caso andiamo a parlare di una persona molto nota, il professor Stephen Hawking, con una malattia decisamente devastante: l’atrofia muscolare degenerativa.

Ma a differenza del film “Still Alice” qui la realizzazione è creata tramite tutti quei cardini narrativi e tecnici che caratterizzano tutti i film che raccontano di una malattia o di una situazione emotivamente forte come questa.

Detto bruscamente direi che questo film cercherà con ogni mezzo, anche il più subdolo e “basso” possibile, di strapparvi di dosso tutte le lacrime che avete in corpo.

Prima di essere preso a brutte parole fatemi dire che bisogna tenere a mente che sto parlando di COME viene raccontato il film e non di COSA racconta. Una cosa è la storia anche straziante dell’astrofisico Stephen Hawking, massimo rispetto per un uomo colpito in questa maniera da un morbo ma che è riuscito ad andare avanti nella vita e viene, giustamente considerato come uno dei massimi “cervelli” scientifici dei nostri tempi. Un’altra cosa è la realizzazione filmica della sua vita e tutto quello che è legato al mezzo commerciale del cinema.

Vi basta sapere, giusto per raccontare un aneddoto, che il film è tratto dal secondo libro che la prima moglie, Jane Hawking ha scritto sul professore in questione. Bisogna sapere che, dopo il loro divorzio, Jane ha scritto un primo libro considerato pero’ un po’ troppo critico nei confronti del professor Hawking, da cui non se ne trae un’immagine molto positiva. Dopo questo primo libro i due si sono rincontrati e Jane ha scritto un secondo libro considerato più riconciliatorio tra i due e quindi più votato al buonismo di fondo. Come detto prima, da quest’ultimo è stato tratto questo film… Mi sarebbe piaciuto che fosse stato tratto dal primo.

Strano perché il regista (James Marsh) viene dal mondo documentaristico e quindi aveva tutto il background per creare una storia più votata al realismo e a un trattamento più diretto e non falsato da imposizioni commerciali. Invece James Marsh perde tutta la sua “spigolosità” narrativa standardizzandosi a un mercato che pretende che il dramma venga enfatizzato e caricato ad ogni inquadratura e con ogni mezzo.

Per fare un esempio: bisogna fare caso che dopo un risvolto narrativo drammatico è presente un accompagnamento musicale pompato ed eclatante. Questo è un tipico modo per “calcare la mano” sull’emotività del pubblico presente in sala durante la visione del film

Ne risulta quindi un film ruffiano, falsato da una ricerca degli snodi più tristi e spogliati di una vera sincerità di narrazione, Inoltre un film che è manchevole di tutte la parte legata alle scoperte scientifiche del professor Hawking perché il suo intento è raccontare solo la dedizione e le difficoltà quotidiane legate alla condizione psicofisica che porta la malattia e sopratutto della vicinanza della moglie Jane (infatti il film è basato sul libro scritto da lei e quindi è lei il vero epicentro del film).

Come nota positiva, mi viene da far notare il fatto che abbiamo un film che si basa sulle interpretazioni di due giovani attori (Eddie Redmayne e Felicity Jones). Spesso i film che raccontano una storia cosi importante sono affidati ad attori importanti, grandi “vecchi” intramontabili. Invece qui abbiamo l’occasione di vedere due giovani e freschi interpreti: vorrei sperare in carriere tutte in salita per questi due esponenti della nuova generazione.

 

VISTO DA JOE

Spesso capita che esca il film dove si elogia l’attore che ha perso/acquisito un certo numero di chili per entrare nel personaggio (cfr. il recente AMERICAN SNIPER dove Bradley Cooper si è opportunamente ‘ingrossato’; o Matthew Mc Conaughey che l’anno scorso ha perso uno svariato numero di chili per la sua parte in DALLAS BUYERS CLUB). E spesso arriva pure un Oscar. Ma dove sta la bravura? Bisognerebbe trovare quella tecnica di recitazione che ti cambia il fisico (più magro, più grasso, ecc.) e allora sì che potrebbe essere possibile parlare di bravura. Ingrassare e dimagrire ti faranno anche entrare maggiormente in parte, ma non c’entrano con le tecniche dell’attore.

Qui, invece, il giovane attore Redmayne non si affida a nessuna particolare dieta per somigliare praticamente al cento per cento al suo personaggio di riferimento. Ma non parlo solo di somiglianza esteriore perché altrimenti tutto ricadrebbe nel discorso precedente. Qui si tratta di aver recitato da dentro un ruolo (e che ruolo) senza essere mai superficiale.

Rispetto a Still Alice ho riscontrato una dimensione più realistica che didascalica: sarà forse per il fatto che qui la storia è vera, mentre là risulta verosimile. Là, si mostrava una malattia. Qui, invece, sono le vicissitudini di una persona che incappa in una malattia terrificante.

Di certo non manca nemmeno qui una bella dose di retorica, ma forse, sapendo che la vicenda è tratta da una storia vera, il Vero riesce a prevalere sulla lacrima, che in certi casi viene volutamente cercata (ma a me non è capitato di piangere: e non dico né per fortuna, né purtroppo).

Va pure accettato che il film ruoti quasi solo sull’attore principale, lasciando qualche spazio rilevante a Felicity Jones che ha il ruolo della moglie. Devo dire che nel caso dell’attrice, per quanto l’abbiano ‘invecchiata’, rimaneva sempre giovane nello sguardo.

Gli altri risultano comprimari: ma trattandosi di un film su un personaggio di tale rilevanza è anche giusto che sia così.

In sostanza il film può essere considerato anche bello, pur non essendo un capolavoro.

Siamo in dirittura d’arrivo per gli Oscar e il signor Redmayne, oltre ad avere dalla sua un’interpretazione maiuscola può contare su un un fatto cabalistico: spesso chi vince il golden globe, fa centro anche con la statuetta. Certo non è sempre così. E poi quest’anno la lotta sembra più serrata del solito.

 

 

 

M (parecchio pensieroso) : e ora…….come facciamo ora??

JG (sorpreso da questa affermazione) : beh….cosa vorresti dire?

M : cioè..dai…lo sai… di solito nei nostri siparietti finali andiamo a prendere in giro quello che racconta il film ma come facciamo a ridere su un film che tratta un qualcosa di così triste??

JG(alludendo) : sai caro Marvin , ti dirò; andando a citare una persona di spicco e sommo carattere, molto colta e di grande intelletto di cui ho letto di recente “bisogna tenere a mente di COME viene raccontato il film e non di COSA racconta” ***

M : già, hai ragione! e non dimenticarti di dire anche che la persona che ha detto questa perla di saggezza è anche molto affascinante, di bell’aspetto e indubbio fascino

JG (con ironia non tanto velata) : che per caso sei di parte??!!??

M(caricando): IIIIOOOO??!?! Nooooooooo! Ma cosa te lo fa pensare?

 

***cfr. QUESTA recensione di Marvin, hehe

 

Fonte: youtube

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commenti
  1. Massimo Catusi ha detto:

    Sono più d’accordo con la visione di Joe.
    Sicuramente ne esce un Hawking puro, perfetto, teneramente attaccato alla vita; ma allo stesso tempo vediamo un uomo che non si è mai fatto condizionare dalla sua situazione fisica: trovo la scena in cui lui lascia Jane tra le più strazianti (a livello sentimentale) di tutto il film.
    E’ un immagine di un uomo che nella sua “diversità” ha saputo vivere “normalmente”, e di una donna che, nonostante tutto, e tutti, ha amato, oltre l’esteriorità.
    Questo è ciò che ho visto io nel film e che mi ha fatto mettere in secondo piano le “imperfezioni” o meglio, le “furbate” cinematografiche.

    Ciao! 🙂

  2. joe ha detto:

    bè… con la moglie non è stato proprioproprioproprio perfetto… 😀
    grazie della visita, max

    j.

  3. Ilaria ha detto:

    Io li ho letti i libri di Hawking, sono frizzanti e divertenti pur trattando un argomento “tosto” come l’astrofisica. E anche quando parla della sua malattia lo fa sempre con un certo senso dell’umorismo tutto inglese. Non so, perciò, se m’interessa la versione data da questo film. Uhmmmm…

  4. joe ha detto:

    messaggio in codice: =^_^=

  5. Punto Dritto ha detto:

    Questo mi attira piú di Still Alice e, considerato che tra i due é l’unico in programmazione da queste parti, puó anche succedere che vada a vederlo! nel caso vi faccio sapere, intanto grazie!

  6. Vale ha detto:

    Non andrò a vedere nessuno dei due.
    Attendo però la recensione a breve su Birdman.
    Grasssssssie
    Ciao!

  7. marvin ha detto:

    grazie a tutti per i commenti. che vi sia piaciuto più “still alice” o questo spero davvero che riusciate a vederne almeno uno

  8. Noëlle Altieri ha detto:

    Se devo essere proprio sincera, il film sarà anche un capolavoro ma mi è sembrato lunnngo e decisamente noioso, non posso farci niente. Leggeri e divertenti, invece, i siparietti dei due. A risentirci al prossimo.

  9. 76sanfermo ha detto:

    Mi ero persa questa puntata.
    Ma mi serve , eccome , anche per confrontarla con i pareri di altri che hanno visto il film…
    Ahah , poi andrò a vederlo anch’io.

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