AMERICAN SNIPER

Pubblicato: gennaio 13, 2015 in Uncategorized
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Locandina del film American Sniper Fonte: Trovacinema.it

Regia: Clint Eastwood

Con: Bradley Cooper, Sienna Miller

Genere: biografico/azione/guerra

 

VISTO DA MARVIN

Sono molti anni che noto una cosa particolare: Clint Eastwood viene spesso osannato come regista, considerato un magnifico autore… La cosa mi fa un po’ sorridere nel senso che la sua regia è la più semplice, disarmante e lineare che abbia mai visto. In fin dei conti non realizza nulla di particolare ma semplicemente evita di volerlo fare limitandosi a raccontare una bella storia (spesso azzecca davvero la storia perfetta), sceglie bravi attori e dirige il tutto con semplicità e senza “ricamarci” sopra. Infatti è risaputo che il buon Clint decida di girare una scena non più di due, tre volte senza cercare il Ciak perfetto ma facendosi bastare i primi due o tre su cui scegliere.

Anche in questo film il nostro regista risulta asciutto nella resa scenica, privo di retorica e di elementi di commerciabilità… Ma anche no, direi, e questa volta qualche cosa scricchiola nella realizzazione del suo film basato sulla vita del cecchino Chris Kyle.

Non ho sentito molto alcuni passaggi emotivi di cui la pellicola è piena: ciò è sinonimo di non voler caricare troppo sulla facile emozione della storia. Però forse stavolta ha esagerato sul versante “asciutto e non commerciale” rischiando cosi di far passare certi momenti in maniera troppo leggera e non incisiva.

Il fatto che non giudichi la guerra ma vada a legittimare gli interventi militari e che il cecchino protagonista e tutti i militari americani credano e vivano fortemente nell’ideologia della guerra come gesto obbligato e proprio credo di vita è, in definitiva, una presa di posizione. Un volersi schierare non in maniera diretta ma prendendo il discorso di striscio.

Considero quindi il film subdolamente schierato: in fin dei conti innalza gli Stati Uniti d’America come i “buoni” della situazione e autori di una guerra giusta e obbligata dando a Kyle (e a tutti i patriottici americani) la giusta scelta di dover difendere il proprio paese anche a costo di sacrificare gli affetti come se non ci fosse altra possibile scelta.

Quando Clint cerca di girare scene di guerra cerca di enfatizzarle. Quando invece la narrazione si sposta sulla vita privata di Kyle il tutto risulta telefonato, come se assistessimo ad una soap opera: l’insieme risulta tipicamente costruito con i suoi momenti chiave (una discussione, la nascita del figlio, i momenti importanti di coppia) narrati in maniera prevedibile e senza un vero trasporto emotivo.

Anche il suo tipico “non virtuosismo” e il discorso sull’avere una regia classica, stavolta viene smontato ed infatti ho trovato fuori luogo questo suo exploit tecnico (lo sparo al cecchino) tipico di un videogame dei nostri giorni trasformando il film come una sfida “all’ultimo sparo” tra tiratori scelti. Visto il tipo di film che stavo vedendo e la storia narrata (ben lontano dai film di Michael Bay o da videogame della saga “Call of Duty”) era il caso di trattare il tutto con la giusta compostezza e serietà estetica.

Stavolta il suo solito minimalismo narrativo sommesso e la delicatezza nel trattare un argomento e un personaggio cosi delicati si contrappongono e vengono sovrastati da una giustificazione sulla guerra e da un forte senso di patriottismo che risulterebbe inevitabile.

 

VISTO DA JOE

Film di guerra. Direttore americano. Spesso, la somma di queste due componenti ha dato come risultante un prodotto intriso di retorica. Anche in questo caso mi trovavo ad essere fortemente prevenuto, pure se la firma era di Clint Eastwood. Se devo dirla tutta, poi, il genere bellico non è tra i miei preferiti. Va sicuramente detto che, da regista, Eastwood ha sempre realizzato pellicole di una certa caratura. Per quanto premiati ed apprezzati da più parti, i suoi film non hanno mai cercato APPOSTA il grande pubblico. Per quello che posso dire e saperne, Eastwood è sempre stato garanzia di artista che lascia sempre un certo segno. Solo quest’estate ho iniziato a ricredermi vedendo JERSEY BOYS (opera sicuramente diversa da American Sniper), dove non l’ho trovato per nulla convincente: per il mio gusto, la pellicola del 2014 è risultata un bel nécarnenépesce.

In questa occasione, invece, temevo a priori un’americanata, viste anche le simpatie repubblicane del cineasta.

Niente di tutto questo. Certo, in molte occasione avrei voluto fuggire: non per la bassa qualità del film, quanto per la tensione creata da certe situazioni della storia. Avrei voluto far scorrere il tempo per arrivare subito alla fine della vicenda. Ma avevo anche voglia di rimanere davanti allo schermo per vedere come sarebbe andata a finire. Il film non manca certo di violenza e morte, ma nessuna delle due viene spettacolarizzata troppo. Certo, l’una e l’altra ti colgono di sorpresa, ti tengono sul filo del rasoio perché sono dietro l’angolo. E forse ti viene una certa empatia nel seguire le vicissitudini del cecchino protagonista e dei suoi compagni. Forse un cenno di retorica si può cogliere nel fatto che il protagonista si senta in dovere di difendere la propria patria, considerata ‘la più bella del mondo’. Un dovere che diventa imperativo categorico nel momento in cui l’America subisce l’attacco alle torri gemelle. Non mi viene da considerare Eastwood un regista che fa del patriottismo la propria fede. Ma magari sono io a sbagliarmi. Semmai si potrebbe leggere questa vicenda come il voler testimoniare che negli USA esista una fascia (trasversale) di persone che vede la difesa del proprio paese come una sorta di comandamento. Ma non vedo né denuncia, né presa in giro, né difesa di questo punto di vista. Semmai scaturiscono alcune constatazioni: Chris Kyle è un cecchino/macchina da guerra apprezzato e talvolta mitizzato dai compagni e perfettamente integrato nel meccanismo guerra costruito dal sistema americano; rimane però un essere alienato nel suo privato, al punto da avere in testa i rumori della guerra anche nella quotidiana pace/routine casalinga. Forse la paura di perdere questo ambiente, il voler assaporare anche altri valori riescono a trasformare l’uomo-Kyle in qulacuno che capisce quali siano e quali debbano essere i reali punti di riferimento.

La storia è vera ed il finale è…

Dopo la saga di Una notte da leoni, dopo Il lato positivo e American Hustle, Bradley Cooper si cimenta in una prova decisamente più drammatica rispetto al passato riuscendo complessivamente credibile. Sienna Miller esegue il suo ‘compito’ con una certa dignità.

Eastwood si allontana decisamente dai livelli opachi raggiunti con Jersey Boys, ma senza toccare le vette di Gran Torino, Million Dollar Baby o Mystic River.

Se siete cultori di questo regista, il film va sicuramente visto.

 

 

Joe riceve un SMS in codice da Marvin con scritto “Aquila appostata, necessita assistenza. Aquila appostata,necessita assistenza”. Joe rimane di stucco e non capisce. Dopo cinque minuti riceve lo stesso SMS da Marvin e decide di chiamarlo…

JG: Allora cosa vuoi Marvin???”

M: Shhhhhh…bisogna tenere il silenzio radio, sono appostato sul tetto di fronte al cinema, ho bisogno di te.

 Joe raggiunge Marvin e lo vede sdraiato accerchiato da sacchetti di patatine e lattine vuote, col fucile in mano puntato verso l’entrata del cinema

JG (preoccupato, a bassa voce): Cosa stai facendo?????!!!

M (sicuro di sé): Ho caricato il fucile con dardi tranquillanti… A tutti quelli che entrano a vedere film brutti… Io… Sparerò!!!!!

JG (infastidito):Ma tu non puoi decidere quale film le persone possano vedere, non sei mica Dio, ognuno ha la libertà di fare le proprie scelte , ricordati che la libertà di un uomo finisce dove inizia que…

M (interrompendolo): Zitto… Un gruppo di ragazzini sta entrando a vedere un cinepanettone

JG(cambiando tono, sicuro di sé): Ok… Sparagli e bucagli pure le gomme dell’auto

 

Fonte: youtube

 

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commenti
  1. Vale ha detto:

    Film visto… al cinema. Incredibile. E mi è pure piaciuto. Quindi sono concorde con Joe.
    Ok, forse io sono un pelino di parte; il regista mi piace moltissimo, il genere pure (il cecchino solitario e guerrafondaio non mi sono estranei visto che sono una femminuccia cresciuta a pane e Quake e Medal Of Honor). Considerato poi che si tratta della trasposizione di una biografia direi che il Clint se l’è cavata abbastanza bene.
    Un paio di note dolenti sono alcuni dialoghi molto retorici e il bambolotto finto al posto del neonato di turno figlio della coppietta (lei poi è di una pazienza oserei dire Gandhiana).

    Ciao, ragazzi.

  2. joe ha detto:

    ciao bella!! Grazie del commento

    J.

  3. linda ha detto:

    Sono cultrice/cultora/cultore (forse è meglio così) di questo regista, il film l’ho già visto e l’ho trovato molto ben fatto, direi come sempre .- a parte, condivido, Jersey Boys – Bradley Cooper è bravissimo, anche considerando che ha dovuto metter su non so quanti chili per essere ancora di più nella parte.Importanti all’inizio gli insegnamenti del padre.Mi piacerebbe leggere il libro di Kyle.
    Ciao

  4. joe ha detto:

    cooper va ammirato: a parte ‘il lato positivo’ dove la parte era ‘comicamente seria’, uesta è la prima volta in cui si cimenta in qualcosa di veramente impegnato.

    saluti, linda, e alla prossima.

  5. Davide ha detto:

    Bel film, non c’è che dire. Chiaramente tutta la storia è incentrata su Chris Kyle, ma i personaggi “secondari” accentuano bene i suoi pregi e i suoi difetti. Non mi sembra che Clint Eastwood abbia disegnato il film per essere la solita americanata di tributo ai propri eroi, anzi! Non c’è stata la solita retorica iperbuonista dell’eroe americano che deve salvare la sua patria dagli invasori brutti e cattivi, ma l’eroe deve prima di tutto salvarsi da se stesso.
    Mi è piaciuta l’interpretazione di Bradley Cooper. Ero abituato a vederlo in ruoli comici (o comunque molto leggeri), qui mi ha stupito soprattutto per la sua trasformazione fisica. E poi, diciamolo, con quel faccino lì… Come può non interpretare la parte del dolce e premuroso padre di famiglia? 😉
    L’unica cosa che ho trovato stucchevole è stata la scena della fuga durante la tempesta di sabbia, secondo me Eastwood avrebbe potuto renderla meno epica, ma del resto ci sta anche.
    Il finale mi ha lasciato un po’ spiazzato, ma del resto è una storia vera…. 🙂

  6. 76sanfermo ha detto:

    Si , mi ritengo una cultrice di questo regista…..
    Allora vado a vedere il film?
    (Pensate che ho anche letto delle stroncature su questa opera , ma io mi fido di più del parere di Marvin & Joe…….)
    Ciao!

  7. Punto Dritto ha detto:

    Mi piace Clint Eastwood regista ma non ho molta voglia di vedere questo film…sbaglio qualcosa? le vostre recensioni sono intriganti, comunque. Ci penseró! Grazie, ciao!

  8. joe ha detto:

    bè, punto, perché non andarci e venir qui ad aprire un sano dibattito?
    Un saluto a Davide e a 76sanfermo

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