IL RAGAZZO INVISIBILE/PRIDE (tanti auguriiiii!)

Pubblicato: dicembre 30, 2014 in Uncategorized
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Locandina del film Il ragazzo invisibile   Locandina del film Pride

Fonte: trovacinema.it

Natale, natale, anche quest’anno arriva il periodo di Natale e sappiamo bene cosa vuol dire: impegni eccessivi ancora peggio di un proficuo periodo lavorativo (magari!)

E quindi i 2 nostri malandrini, per una volta, non riescono a incontrarsi e a vedere lo stesso film. Uno (il Marvin) vede di tutto e di più: “Il film da grandi incassi americano??” Visto; “Il film per ragazzi tutto da ridere??” Visto; “La commedia italiana di successo??” Vista anche quella.. Ma quando arriva il compare (Joe) e gli dice “Quello l’hai visto?”…..Ops..No, quello no!!!

Povero Joe, lui che con tanta pazienza è riuscito a trascinarsi fuori casa per vedere un solo film anche e sopratutto a causa di “forze maggiori” che gli fanno da impedimento (chissà cosa ha bloccato il nostro Joe: troppi regali? ha mangiato troppo e non riesce a rotolarsi fuori di casa?) non è riuscito a stare dietro all’amico Marvin.

Ecco quindi che i nostri due hanno deciso di fare di un impedimento una virtù e quindi andare a consigliare/sconsigliare ben due film in contemporanea per questo periodo di vacanze natalizie/capodanno.

IL RAGAZZO INVISIBILE (Visto da MARVIN)

Regia: Gabriele Salvatores

Con: Ludovico Girardello, Noa Zatta, Valeria Golino, Fabrizio Bentivoglio, Ksenia Rappaport

Genere: Fantasy

Non voglio assolutamente parlare del fatto che questo film di Gabriele Salvatores sia “la risposta italiana ai film sui supereroi” anche perché bisogna vedere e analizzare il film staccato da questa premessa e quindi non bisogna dargli nessuna scusante. Ho letto in giro opinioni che sembravano dovergli per forza attribuire tutti i possibili alibi sul fatto che il film sia venuto più o meno bene solo perché “almeno il regista ha tentato di fare qualcosa di diverso”. Certo, dico io, perché si chiama Gabriele Salvatores ha potuto farlo (e a lui, come a molti autori di grossa fama italiana, tutto è perdonato). Ma invece tutti quelli che avrebbero avuto intenzioni simili e non hanno potuto? Di loro cosa vogliamo dire?

Sono anche sicuro che tra questi ci sarebbe stato qualcuno che è fanatico dei film sui supereroi perché spesso il punto focale è questo: per fare un certo film (il genere che più si presta a questo esempio è il fantastico) bisogna essere appassionati di quel determinato genere: solo cosi lo si tratta e quindi si sviluppa nel modo più rispettoso possibile.

Nella chiave di lettura del film, uno dei più grossi errori da parte del regista è che non è smaliziato, non va ad indugiare su ciò che potrebbe attirare gli adolescenti (una grossa fetta del pubblico a cui è rivolto) ma poi non è neanche abbastanza serioso per essere considerato un film da adulti (perdendo cosi un’altra buona fetta di pubblico pagante): rimangono solo gli under 14.

Il film quindi è considerabile come dedicato e indirizzato ai ragazzi (che poi abbia in sé una storia di supereroi è quasi superfluo). Sembra di vedere quei film avventurosi anni ’80 ma i tempi sono cambiati perché prima c’era un innocenza di base che veniva trasgredita solo su un determinato versante narrativo: i “Gremlins” puntavano sulla paura; “i Goonies” sull’avventura e un po’ di comicità e cosi via.

In questo film non c’è niente di tutto questo: l’invisibilità del protagonista è una metafora relativa al fatto che lui è un ragazzo solo e un po’ sfigato…….ma no dai!!! Non era mai stata usata una metafora del genere!!!!!!

Inoltre tutti i veri punti chiavi dell’adolescenza sono invisibili (ops, battuta non voluta) se non addirittura assenti: il ragazzo viene attirato dalla curiosità e in un momento di sfruttamento dei suoi poteri s’intrufola nel bagno delle ragazze… Sì certo e la scena è la più casta e pudica che abbia mai visto. Il protagonista viene picchiato dai coetanei e si vendica… Sì, come no, in una maniera che più blanda e innocente non era possibile. Alla rivelazione dei suoi poteri, nessuno dei coetanei si esalta almeno un po’… Sì, certo, anche io rimarrei impassibile davanti a una situazione del genere. Questi sono alcuni esempi di come il regista risulti fin troppo paternalista e accondiscendente verso il suo protagonista e il film stesso, andando a trattare in maniera evanescente e quasi solo sfiorando tutti i momenti cardini del passaggio alla pubertà.

Poteva quindi distinguersi in altro modo: la capacità e la competenza artistica c’erano e invece Salvatores non fa altro che ripetere momenti e situazioni macchiettistiche (i russi che sono cattivi e con il loro bell’accento marcato; i tre ragazzini “genio” ognuno col suo momento di gloria…) nella maniera più farraginosa di quanto sia di solito visibile in altre pellicola. Inoltre, non regala al suo film neanche bei momenti d’azione quando, almeno nel finale, poteva spingere leggermente di più (ma senza andare nell’esagerato).

Le storie a fumetti per adulti si chiamano graphic-novel e il film riesce ad abbassare tutta la pretenziosità e serietà di questi racconti fin quasi a banalizzarli e a voler dare ragione a chi ha sempre visto questi racconti come “storielle per ragazzini e nulla di più”. Quella del regista potrebbe anche essere una scelta cercando quindi di dare un messaggio ai più piccoli con un semplice film per ragazzi. Ma anche su questo versante, oltre alla banalità della metafora (ragazzo solitario = ragazzo invisibile), non va al di là e non cerca di trasmettere nessun messaggio ai più piccoli andando quindi anche ad annoiare i più grandi.

Salvatores non è uno uno sprovveduto: a maggior ragione, non essendo di certo questa la sua prima esperienza registica, non trovo giusto usare il “guanto di velluto” con il suo prodotto e ringraziarlo per aver provato a fare un film italiano che non sia la solita commedia stupida. Mi spiace Gabriele, ma stavolta non ci siamo!!!

NOTA TECNICA : Di solito mi soffermo più sui lati tecnici di una pellicola per mia preferenza personale ma in questo caso ho voluto evitare perché ho trovato la sgradevole conferma che a livello tecnico gli italiani sono proprio NEGATI e quindi non ho trovato nessuna differenza tra questo film e un qualunque sceneggiato televisivo (e anche qui Salvatores mi ha deluso). Piuttosto vorrei portare all’attenzione una particolarità tecnica completamente sbagliata: in tutta la prima metà della pellicola, in cui il protagonista risulta invisibile e non ancora dotato di costume, il personaggio E’ VISTO sempre nudo dall’occhio da spettatore. Ma come? Non dovrebbe essere invisibile? Questa sua visibilità ai nostri occhi fa perdere tutto l’intento narrativo e quindi il pubblico non fa altro che allontanarsi dalla pellicola. Infatti in tutte le altre pellicole in cui c’è un personaggio invisibile (protagonista o meno) quando è invisibile NON si vede, come è giusto che sia.

PRIDE (Visto da JOE)

Regia: Matthew Warchus

Con:Bill Nighy, Dominic West, Andrew Scott, Imelda Staunton, Paddy Considine, Joseph Gilgun, Ben Schnetzer, Freddie Fox, Sophie Evans.

Genere: Commedia

Gli opposti si attraggono? Certo. Cos’avevano in comune, negli anni ‘80 i minatori del Galles e un gruppo di giovani omosessuali londinesi? All’apparenza assolutamente nulla. In realtà entrambe le parti subivano vessazioni di vario genere e a vario titolo da parte del potere decisamente conservatore. Il periodo visualizzato dal film, infatti, riguarda gli anni in cui Margaret Thatcher faceva sentire il proprio polso a diverse categorie. Nello specifico frangente, i minatori del Galles stanno tentando un braccio di ferro a 360° con il primo ministro entrando in sciopero. La colonia omosessuale londinese decide di appoggiare fattivamente queste persone con contributi che vanno al di là della semplice solidarietà verbale. Ma non è della trama che occorre parlare. Bisogna invece dire come il film possa essere natalizio alla sua maniera. Traspare in maniera precisa come in quegli anni fosse molto forte il pregiudizio nelle classi sociali medio-basse verso personaggi alterantivi. Ma traspare anche il fatto che non c’è bisogno di una particolare cultura per il rispetto: a volte basta il semplice buonsenso a superare quegli imbarazzi che in realtà hanno la consistenza di una nebbia solo un po’ più fitta del normale.

La storia alterna fasi corali a fasi individuali, dove buona parte dei personaggi ha spazio per essere protagonista senza rubare ad altri la luce principale.

Purtroppo non manca la retorica, ma si tratta di un male necessario al film: la presenza di questo succedaneo zuccheroso è accessoria e finalizzata a capire i vari messaggi del film. Tra questi, di sicuro va messo per primo che la lotta si fa insieme e sulla scorta di ideali che possano trasformarsi rapidamente in pratica. La lotta insieme potrà anche non arrivare a buon fine, ma non è certo una semina di vento.

Gli attori, a parte Imelda Staunton (forse), risultano sconosciuti ai più: ma questo non è certo un deterrente per la qualità del film. Forse possono risultare un po’ schematici da un lato o scolpiti con l’accetta dall’altro. Ma è la loro amalgama che rende il tutto comunue gradevole.

Un ultimo dettaglio: per gli appassionati di musica di quei tempi, la colonna sonora è veramente da U R L O…

Marvin è al centro della scena. Continua a guardarsi a destra, a sinistra e a guardare l’orologio al polso. E’ nervoso, inizia a battere per terra con il piede. Sta aspettando Joe

M (con ansia): Caspita..dobbiamo andare al cinema!! Gliel’avevo detto di non ritardare col pranzo natalizio…(guarda ripetutamente a destra, sinistra e l’orologio al polso; incuriosito, verso destra) Ma cos’è questo ru…??

Da destra arriva, gridando: “FEEERMAAAMIII”, un gigantesco Joe a forma di palla che a mo’ di valanga inarrestabile arriva sulla scena travolgendo Marvin.

fonte: youtube

fonte: youtube

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commenti
  1. 76sanfermo ha detto:

    Stavolta e’ chiarissimo, no per il primo , si per il secondo!
    Non riposate neanche durante le vacanze , voi!
    E già , il vostro e’ un blog di servizio….
    Buon Annooooo!

  2. joe ha detto:

    ciao 76!
    Hai capipo bene!!! Ma ho voglia di vedere il ragazzo invisibile perché mi piacerebbe contraddire il mio esimio collega 😀 (così coem vorrei che lui vedesse Pride per contraddire me…)

  3. Sefora ha detto:

    vedrò Pride sicuramente. Augurissimi per un 2015 carico di nuovi film!

  4. Punto Dritto ha detto:

    Pride mi é davvero piaciuto e mi trovo abbastanza d’accordo con la recensione di Joe; Il ragazzo invisibile mi attira poco ma se capiterá lo vedró lo stesso. Nelle prossime due settimane avró occasione di andare al cinema e rifarmi un po’, cosí poi chiaccheriamo! Ciao, Buon Anno nuovo a entrambi!

  5. joe ha detto:

    sefora e punto dritto… due baluardi di questo blog in un colpo solo. Auguri ad entrambe!!! E soprattutto la speranza di vedervi sempresempresempre a commentarci su questo blog

    J.

  6. marvin ha detto:

    auguri a tutti (chi ha già commentato e chi lo farà!!) grazie a voi di esserci sempre (anche durante le vacanze

  7. Vale ha detto:

    Visti entrambi al cinema (incredibile) e piaciuti entrambi.
    Son due generi completamente diversi però son stati una bella scoperta. Quello di Salvatores per gli effetti speciali e per la storia (in alcuni punti decisamente didascalica ma rasente la fiaba).
    Pride per i contenuti e la delicatezza nel saper gestire certi argomenti ancora delicati.

    Quando riuscirò voglio andare a vedere American Sniper: dicono sia notevole. Voi?

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