ANTEPRIMA: THE HORNS

Pubblicato: dicembre 23, 2014 in Uncategorized
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PosterFonte: comingsoon.it

Regia: Aleander Aja

Con: Daniel Radcliffe, Juno Temple, Heather Graham, Kelli Garner, James Remar, David Morse, Max Minghella.

Genere: giallo-horror.

VISTO DA MARVIN

Partiamo dal regista, come piace a me. Alexander Aja è un giovane talentuoso regista francese che ha diretto pellicole quali “Alta Tensione” (opera prima davvero interessante), il remake di “Le Colline Hanno gli Occhi” (uno di quei pochi rifacimenti venuti bene), “Piranha 3D” (davvero, davvero divertente anche se non per tutti) e, infine ,questo film tratto da un romanzo di Joe Hill uscito in Italia col titolo “La Vendetta del Diavolo” (chissà poi per quale motivo??)

Devo quindi confermare che il regista ha creato un film niente male, in linea con i suoi lavori precedenti sia come stile sia come estetica anche se il tutto, la quasi perfezione e riuscita dell’opera viene rovinata da un finale non del tutto in sintonia con il profilo con cui si è scelto di fare questo film.

Mi spiego meglio….

Il racconto di partenza ha un atto finale (circa 1/4 dell’opera) in cui l’autore decide di entrare esageratamente nel campo del fantascientifico quando, fino a quel punto, gli espedienti fantasiosi (la crescita delle corna del protagonista oppure la sincerità schietta che tutti i personaggi si ritrovano a dichiarare in presenza del “cornuto”) erano tutte metafore e simbolo di qualcosa di più imponente, significati sussurrati e accennati ma ben strutturati. Invece tutta l’ultima parte lavora di forti espressioni sceniche, virtuosismi narrativi ed esasperazioni in ogni senso facendo cosi sfociare l’opera da “metaforica” a “metafisica”. Per fortuna, il film, relega tutto questo agli ultimi 5 minuti.

Il problema è che bastano anche solo questi 5 minuti per far perdere cosi tanto a un film che stava reggendosi in piedi molto bene, a volte superando pure il confronto col romanzo di partenza. Tutti i bei discorsi e i risvolti narrativi non vengono quindi chiusi a dovere pasticciando un po’ troppo con tutto quello che era stato raccontato fino a quel momento e che poteva far concludere la storia in maniera adeguata. Non parlo del fatto che nel finale si fa’ uso dello splatter/gore (un colpo di fucile ben inquadrato o un serpente insidioso) ma proprio che, a livello di accadimenti e di dialoghi, non si chiudono in maniera corretta tutti i discorsi portati fino a quel punto.

Il film, inoltre, ha elementi provenienti da varie derivazioni di genere: un po’ thriller, un po’ horror, una base romantica senza dimenticare una componente black-comedy. Tutte queste derivazioni coesistono ma il regista, a volte, non sa bene quale di questi far primeggiare e, per bilanciarle tutte, forza il suo prodotto portandolo ad una dilatazione eccessiva. Come detto prima, i discorsi di fondo sono moltissimi e davvero importanti ma qualche “taglio in fase di montaggio” avrebbe sicuramente reso il film più lineare e diretto nelle sue intenzioni, perché portare avanti certi tipi di discorsi per troppo tempo, rimarcandoli, li rende meno efficaci e arrivano meno allo spettatore finale. Se poi si aggiungono anche alcune sotto-trame non venute molto bene e volutamente riempitive, si nota che il tutto rischia di annoiare anche se non merita un’appellativo di questo tipo.

Menzione d’onore va fatta al bravissimo Daniel Redcliffe che sta cercando e riuscendo a crearsi una carriera anche post-Harry Potter con ruoli credibili e riusciti (da recuperare “The Woman in Black” del 2012)

VISTO DA JOE

Insolito.

Di solito, quando un film si presenta composito nella sua ‘stesura finale’, sembra essere un ‘tutto&niente’, un ‘nécarnenépesce’.

Nel caso di questa pellicola il discorso risulta diverso. Compaiono diverse componenti, molto diverse tra loro, che, mescolate, assolutamente non stonano nell’insieme.

Il protagonista (un Daniel Radcliffe notevole anche perché affrancato alla grande dai moduli ‘potteriani’) si ritrova in una di quelle situazioni dove TUTTO è contro di lui, dopo che viene ritrovato il cadavere della sua fidanzata. La situazione fluttua tra momenti da ‘giallo’ a momenti surreali (perché al ragazzo spuntano in fronte un bel paio di corna) passando anche per momenti romantici (non mancano flash-back riguardanti la storia d’amore tra Radcliffe e la fidanzata). La storia prosegue il suo cammino come un corso d’acqua nel suo letto, rinforzato da tutti gli affluenti che trova nel suo fluire verso la foce. E in questo caso gli affluenti sono un certo numero di siparietti piuttosto paradossali che solo all’apparenza potrebbero sembrare qualcosa che voglia mettere fumo negli occhi allo spettatore. Il dettaglio delle corna è sicuramente il trait d’union tra tutti gli elementi che scorrono parallelamente al reale, ed è anche quell’ingrediente che evolve e fa evolvere certe parti della storia.

Le componenti di cui parlavo all’inizio (giallo, horror, love story, ecc. ecc.) procedono in modo equilibrato senza prevalere l’una sull’altra, permettendo allo spettatore di acquisire man mano tutti gli strumenti per venire a capo della trama.

Com’è giusto che sia, tutto si risolve nel momento dell’agnizione, dove Radcliffe ha le sue belle corna pronunciate e in più una serie di accessori che lo rendono ancora più vicino all’immagine stereotipata del diavolo.

Manca poco alla fine del film e ti dici beh…In fondo è un film strano che complessivamente si lascia vedere…

Le ultime parole famose…Senza particolari motivi, il regista lascia cadere, anzi no, precipitare la sua trama in qualcosa che nemmeno si può paragonare ad un B-movie. Negli ultimi cinque minuti, prevalgono caratteristiche di tipo horror ma decisamente scadenti. Per come sono realizzate e presentate, non si può dire nemmeno che si tratti di un voler prendere in giro il genere o di farne una rilettura parodistica. Si tratta proprio di scene di qualità proprio scadente.

Peccato perché la realizzazione del film presentava qualcosa di originale che non passava di certo inosservato.

Nel cast prevale, come già detto, Radcliffe: è forse l’unico degli attori che rimane noto al grande pubblico. Oltre al fatto di essersi dimenticato del famoso maghetto, si fa apprezzzare perché infonde al suo personaggio alcuni tratti maudit che interpreta con grande professionalità. Anche il resto del cast si difende, ma senza essere al livello del protagonista del film.

Marvin è al cellulare, sta parlando con qualcuno

 

M (preoccupato, verso l’apparecchio): Sì.. E’ da un po’ che lo sto aspettando…Come?…No, di solito è sempre puntuale…Boh…Avrà avuto qualche contrattempo.. Sì, cose di forza maggiore…(intanto si gira e lo vede arrivare) Uh! Eccolo..Si parla del diavolo..

JG (prendendolo in giro): …E ti piacerebbe che mi spuntassero le corna, vero?

(M lo guarda con espressione di allegro stupore)

Fonte: youtube

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commenti
  1. 76sanfermo ha detto:

    Be’ , siete d’accordo in tutto stavolta , no?
    NON vado a vederlo , e’ ovvio.
    Auguri, e che Babbo Natale vi porti tanti bei film da recensire!

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