MAGIC IN THE MOONLIGHT

Pubblicato: dicembre 11, 2014 in Uncategorized
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Locandina del film Magic in the Moonlight Fonte: Trovacinema.it

Regia: Wood Allen

Con: Colin Firth, Emma Stone, Eileen Atkins, Marcia Gay Harden, Hamish Linklater, Simon Mc Burney.

Genere: commedia.

 

 

VISTO DA MARVIN

Posso con certezza affermare che Woody Allen non è mai stato uno dei miei registi preferiti. Indubbiamente ha creato grandi film e alcuni di questi mi sono anche piaciuti moltissimo (fregandomene se sono considerati “pietre storiche” dalla critica o no) ma nel momento in cui riesce a far sembrare brutta Emma Stone, una delle attrici più belle che ci siano, allora tocchiamo il fondo e io sarò per sempre arrabbiato con Woody Allen.

Questo film n. 44 della lunghissima filmografia di Allen ha la frivolezza e la leggerezza delle rom-com anni ’20. Anche la continua interruzione che scandisce i cambi di scena, ogni 10 minuti circa, con un motivetto musicale in stile Charleston, porta alla memoria uno stile di fare cinema ormai lontano e non più usato.

Ma è chiaro che Woody Allen riesce a essere autore e si spera che il voler riesumare uno stile cosi bello e appartenente al passato potesse essere accompagnato dalla solita maestria e autorevolezza di questo grande autore. Solo che qualcosa non ha girato a dovere: non viene fuori né l’amarezza tipica di Allen (che aveva inserito magistralmente in “Blue Jasmine”) e neppure una frenesia di dialoghi, doppi sensi e ironia che aveva usato e azzeccato in tutti i suoi film precedenti.

Si è “infrivolito” (scusate il termine) e si è alleggerito di tutte le particolarità che avevamo imparato ad amare nella sua carriera e anche i dialoghi (che di solito sono fonte d’interesse nei suoi film) non risultano cosi indimenticabili e ispirati.

I personaggi creati sono un po’ i soliti e Colin Firth interpreta la solita variante del regista cioè un personaggio ateo, votato e aggrappato al pratico che non crede al metafisico. Trovo divertente che, per una volta, in una commedia di questo tipo, gli uomini sianoo raffigurati come leggeri e quasi scemi (il fidanzato di lei che sta sempre a strimpellare e il personaggio di Colin Firth lento a capire) e invece il genere femminile come vera forza narrante e portatore di forza e intelligenza (la protagonista sicuramente più arguta e la zia del protagonista che fa da vera voce del ragionamento e dell’intelligenza anche un po’ manipolatrice).

Per un film che non vuole fare altro che mettere in contrasto ragionamento con emozione; raziocinio col riuscire a lasciarsi andare, alla fine si nota davvero poco materiale in scena e anche i 97 minuti di durata risultano eccessivi e quasi estenuanti.

Indubbiamente un film simpatico, leggero e spensierato ma io voglio di più: voglio qualcosa che mi faccia scervellare nei significati, che mi lasci con l’amaro in bocca per un qualche discorso potente e di difficile comprensione, voglio qualcosa che mi affascina e mi lasci perplesso per i significati reconditi nascosti e questo film non mi ha lasciato nulla di tutto questo.

Ma Woody Allen è sempre lui e gli si può perdonare qualunque cosa e in fin dei conti è rimasto fedele a se stesso. Il suo tocco è sempre presente ma anche cercando di dargli tutti gli animi possibili, nel momento in cui riesce a rendere brutta sul grande schermo quella gran bella ragazza di Emma Stone allora ecco che ci ripenso e dico che stavolta mi ha proprio deluso!!!!

 

VISTO DA JOE

Commedia? Commediola.

Fiaba? Fiabetta.

Potrei andare avanti ancora un bel po’, trovando sostantivi alterati che possano dare l’esatto sapore che lascia questo film. La tematica è sicuramente alleniana, ma la mano, la sceneggiatura sembrano di altri.

Il conflitto si pone tra fantasia e realtà, tra ragione e sentimento: non è certo la terza guerra mondiale, ma di sicuro non si tratta di un banale confronto tra semplici concetti. E soprattutto non si tratta di argomenti nuovi per il regista. Basti pensare al suo LA ROSA PURPUREA DEL CAIRO. Solo che in quel capolavoro il cineasta riuscì a mescolare una serie di ingredienti molto più consistenti e, soprattutto una poesia che qui, ad essere molto ottimisti, è appena accennata. Nella ROSA, lo spettatore decolla, è altrove. Ma quando dico altrove, intendo proprio in una parte del tutto opposta alla sua realtà quotidiana. Qui invece, c’è la possibilità di fare qualche balzo, non troppo alto, giusto per sgranchirsi un po’ le gambe. Perché il film alla fine non è sgradevole: sapendo però di quali arguzie e finezze è capace ‘il Woody’, un prodotto di questo genere lascia a metà. Non bastano le scenografie impeccabili, i colori degli scenari naturali, i siparietti musicali (molto gradevoli), alcuni dettagli sul carattere dei personaggi, il fatto che sia delegato al genere femminile il ruolo di demiurgo della vicenda. E’ qualcosa che sta a monte di tutto questo che non funziona proprio: il burattinaio, il giostraio della situazione ci avrà pure messo il suo impegno, ma non abbastanza.

Colin Firth è bravo, acido quanto basta nel suo pontificare dall’alto della sua razionalità. A lui si contrappone Emma Stone (che sinceramente non mi sembra così brutta esteticamente, come qualcuno afferma), misteriosa da un lato, calcolatrice dall’altro, e se stessa da un altro lato ancora. Eileen Atkins, zia del protagonista, è personaggio che spicca tra i ruoli secondari. Gli altri risultano ‘tipi’ riusciti che nell’insieme non stonano, ma realizzati secondo ‘ricette’ abbastanza preordinate.

 

Marvin e Joe sono in mezzo alla scena: entrambi hanno in mano una serie di carte ed appunti che si scambiano ripetutamente. Entrambi hanno una faccia tendente al deluso 

JG (un po’ triste): Insomma, sembra proprio che la stagione non voglia decollare…

M (svogliato): Bè..Non ci sono stati grandissimi film ma non sarei così negativo.

(pausa, nella quale i due si passano le loro carte, guardano i fogli, ecc.)

JG (come un fulmine a ciel sereno): Ma…E se il film lo facessimo noi? (avvicinandosi ancora di più a Marvin) Se lo GIRASSIMO noi???

M(dopo essere rimasto interdetto per qualche istante; imbarazzato, guardando l’orologio): Ehm..Si è fatto tardi.. Devo aver lasciato il gas acceso a casa… Devo portare il canarino in ospedale.. ehm.. Devo ridipingere il soffitto della cucinaaaa (dice questo indietreggiando e sparendo progressivamente dalla scena)

JG(rimasto a sua volta interdetto per qualche secondo, con aria interrogativa): Ma.. Marvin non ha mai avuto un CANARINO…

 

Fonte: youtube

 

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commenti
  1. Punto Dritto ha detto:

    Non vi ha convinto, insomma…si sa, Woody é sempre un’incognita da un bel po’ di film a questa parte…convince una volta sí e una no, sembra che lo faccia apposta! Questo lo vedró, se mi capiterá a tiro, se non altro perché ho un debole per Colin Firth! Ciao.

  2. joe ha detto:

    uèèè ciao…
    ero convinto che dalle parti vostre fosse passato.
    pronti ad aprire il dibattito con te 😀

  3. linda ha detto:

    be’, ero andata prevenuta, ma in realtà l’ho apprezzato; non ha certo lo spessore di Blue Jasmine, ma è stato molto gradevole, una serata spesa bene…

  4. joe ha detto:

    ciao linda, scusaci se non abbiamo riscontrato subito il tuo commento.
    grazie di essere passata 😀

  5. Sefora ha detto:

    Non ho ancora visto il film, purtroppo non ne ho avuto il tempo, lo vedrò appena possibile. Nel frattempo faccio tantissimi auguri ai due Malandrini sia per il successo del libro che per le prossime festività natalizie.

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