INTERSTELLAR

Pubblicato: novembre 13, 2014 in Uncategorized
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Locandina del film Interstellar Fonte: Trovacinema.it

Regia: Christopher Nolan

Con: Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Matt Damon, Wes Bentley, Casey Affleck, Michael Caine, Topher Grace, Mackenzie Foy, Ellen Burstyn.

Genere: fantascienza

 

VISTO DA MARVIN

La colpa non è mia. Io sapevo che un film diretto da Christopher Nolan (uno di miei autori preferiti, perchè io vado di registi e non di film preferiti) avrebbe portato a una recensione estremamente lunga e complicata (anche per rimanere in linea col film). Ma il mio caro socio Joe Gideon è voluto andare a vedere il film e quindi mi ha di fatto “costretto” a farne un post. Quindi, ribadisco, la colpa non è mia ma di Joe se mi ritrovo a scrivere (e voi a leggere) una sorta di “tesi” su questo film.

Parto subito col dire che questo è il film meno “Nolaniano” dei suoi: dico questo perchè ormai il regista inglese ha un suo marchio di fabbrica, un suo stile inconfondibile fatto di un enorme senso di epicità nella messa in scena e un approccio molto serioso e “di testa” (i detrattori diranno che sia eccessivamente pesante) su ogni argomento che tratta nei suoi film. Invece questo film risulta costellato di vari momenti commoventi e in questo si vede che l’iniziale script era stato fatto per un regista come Steven Spielberg più a suo agio con lacrime ed emotività. Quindi la più marcata partecipazione emotiva di Nolan, sia nella resa sia nella sua stessa intenzione (testimoniato da vari discorsi), risulta davvero inusuale e potrebbe spiazzare i suoi fan più accaniti. Tutto questo porta a un fatto singolare: se un film cervellotico come “Inception” era sostenibile e alla portata del grande pubblico per via delle molte scene d’azione, se nella sua raffigurazione di Batman aggiungeva una serietà di base a caratteristiche del personaggio già note al pubblico, in questo suo ultimo lavoro alla parte più di difficile comprensione accosta una trama più sentimentale e quindi di più ampia ricettività per il pubblico pagante. Rimane un pochino il dispiacere dell’assenza di quei momenti action iconici che ci aveva altre volte regalato ma non per questo il film risulta meno bello o riuscito di altri.

Ma il nostro regista non si smentisce mai: scende a compromessi ma fino ad un certo punto perchè il suo essere aggrappato al ragionamento e al raziocinio è comunque stabile e ben marcato. Inoltre riesce a rendere l’amore (paterno e non) quasi come qualcosa di fisico e quantificabile, come una forza non tanto diversa da quelle che regolano la fisica, la chimica e altre materie scientifiche.

Che il film possa passare per un trattato di fisica è palese, che ci sembra di aver assistito ad una lezione del famoso Stephen Hawkins può lasciare spiazzati. Certo è che se tutti avessimo una preparazione scientifica adeguata a questo film (e non con un livello medio-basso che può bastare per altre pellicole) forse tanti dubbi non rimarrebbero irrisolti e il film sarebbe durato un oretta di meno (perché alleggerito da tante chiarificazioni). Non solo, il film ha la “presunzione” di fornire sia domande sia assolute risposte ed è quasi ironico visto che si basa su uno degli argomenti (il cosmo, lo spazio, la quarta dimensione…) che ha in sé tanti quesiti e nessuna vera risoluzione. Sicuramente se andiamo a sviscerare il tutto, qualcuno troverà una serie di inesattezze scientifiche e di risposte che non possono essere cosi assolute. Ma io dico che non bisogna fermarsi qui ed è ben altro quello che la pellicola vuole dirci.

La pellicola lascia un paio di discorsi in sospeso, evita alcune spiegazioni ma bisogna farsi catturare da altro e ogni qual volta la storia abbia la possibilità di andare in una direzione emotiva ci va senza pensarci troppo perché è l’armonia totale ad essere più importante delle componenti isolate. Il film ti stringe il cuore in alcuni frangenti (perchè quella parte della storia è universale e capibile da tutti) ma allo stesso tempo non ti molla un attimo e ti costringe al ragionamento continuo (sapendo bene che non si arriverà a comprendere tutto).

E’ un film che si prende terribilmente sul serio sotto ogni aspetto, e qui i soliti detrattori a cui piacciono molto le leggerezze ironiche di altro tipo di cinema avrebbero parecchio da dire ma ammiro la scelta stilistica del prodotto finale. Questa sua posizione netta, in fatto di argomenti e intenti, va fino in fondo e rischia tutto (anche la credibilità) soprattutto utilizzando i suoi soliti momenti “spiegoni” e la sua dilatazione di tempi (magari sbagliata in alcuni passaggi mentre in altri ne necessitava di più). Il regista e il suo sceneggiatore insomma richiedono al pubblico un enorme sforzo (stemperandolo con un originalità registica e un’intensità narrativa da far invidia). Essi quindi cercano di arrivare ad argomenti e discorsi mai affrontati in una maniera cosi tanto epica e titanica.

Ma Hollywood vuole la sua bella fetta di guadagno e, questo, Christopher Nolan lo sa bene: quindi nel suo creare una sua versione personale di “2001 – Odissea nello Spazio” ha ben chiaro il fatto che non può crearlo nella stessa maniera (anche se i robot presenti hanno tanto di derivazione anni ’60) ma deve aggiornarlo associandogli un rigore tipico di quei tempi e di quel regista con uno stupore da intrattenimento più “alla Spielberg”. Inoltre ricorda molto il film “L’uomo dei sogni” ma anche in questo caso capisce che non bastano buoni sentimenti (sopratutto in un film dal grosso budget come questo) ma serve costruirci intorno ben altro, scegliendo di farlo con discorsi e magniloquenza evitando, cosa che invece fanno tutti, di accostargli estrema ironia ed esplosioni varie. Certo il film sembra che parli di spazio, dimensioni quantistiche e simili ma il vero cuore pulsante del film sono i buoni sentimenti.

Parlando del cast devo dire che gli attori protagonisti sono stati straordinari e se la sono cavata molto bene con dialoghi per niente facili ma, andando controcorrente, vorrei puntare l’attenzione su un paio di cose. Erano presenti due giovani attori in particolare (Thopher Grace e Wes Bentley) che però hanno avuto troppo poco spazio e a cui sono stati affidati ruoli troppo bidimensionali dalle azioni troppo scontate: davvero uno spreco di talento.

Come già accennato, i momenti da spiegazioni didascaliche sono stati diversi ma uno in particolare, a mio avviso, è stato troppo didattico e tedioso. Sfortunatamente questo momento è stato affidato al sempre bravo Michael Caine e, nonostante la sua bravura, mi ha un pò disturbato.

Note sparse in ragionamenti sparsi :

-quest’anno è il terzo film che associa un viaggio nello spazio a una ricerca di legame profondo tra genitori e figli. E’ successo in “Gravity”, in “I Guardiani della Galassia”. Speriamo non diventi una moda perché il discorso può farsi noioso;

-l’eleganza di Nolan non ha limiti perché quasi tutte le scene nello spazio sono senza sonoro, persino un esplosione raffigurata in questo ambiente: come è giusto che sia (perché tanti non sanno che nel cosmo non si sente il rumore) e tanti altri film se lo dimenticano;

-Nolan è ossessionato dal tempo come visto in “Inception”, “Memento” e The Prestige”. Qui, oltre a ribadirlo in tutti i discorsi già fatti, ne fa un grosso rimando anche la colonna sonora che ha come filone di sottofondo un interminabile ticchettio. Inoltre la scelta musicale mi ha ricordato film horror anni ’80 (anche se il film ha intenzione di creare tutte le sensazioni possibili tranne l’horror);

-è un film che pone l’uomo al centro di tutte le cose, dando per scontato che lui si merita la salvezza e la sopravvivenza. Non mi trovo d’accordo su questo punto.

 

VISTO DA JOE

Uff. Che polemiche mi tocca sentire…Solo perché per una volta ho visto IO un film prima di LUI. Uff. Chiacchiere da cortile. Tirèm innànz…

Un sogno. Di quelli complicati. Inizia con una situazione reale, anzi verosimile. In un tempo che non è il tuo ma è come se lo fosse. Ma poi, il sogno si complica con piccoli passaggi, pur rimanendo ancora su contesti logici. Ma stai sognando e la logica si fa da parte, perché subito dopo si parla di salvataggio del mondo e per di più in modo estremo. Il sogno quindi passa dalla terra allo spazio con una serie di passaggi che solo in un’atmosfera onirica possono risultare credibili. Passaggi spazio-temporali, minuti spaziali che corrispondono ad ore terrestri, spiegazioni scientifiche paradossali in un linguaggio tecnico che.. sì, lo capisci… ma che non  sapresti ripetere con parole tue. E intanto il viaggio continua sempre più lontano dalla terra verso altri e misteriosi mondi. Sembra che questo viaggio dovrà durare più notti, perché la terra è sempre più lontana.

Non basta. Quando stai dormendo, quando stai sognando intervengono nuove situazioni, sempre più assurde, al punto che quelle precedenti (anch’esse bizzarre) sanno di semplice e lineare. E in questo guazzabuglio di vicissitudini, il sogno viene concluso prima che suoni la sveglia, con un finale che, oniricamente parlando, chiude un po’ il cerchio su tutta la vicenda. Alla fine ti alzi dal letto, ma sei stanco, sei provato dalle recenti avventure notturne. Vorresti andare a letto e sognare ancora. Magari un cartone animato di quelli allegri e spigliati.

Rispetto a Gravity (cui rende parecchi tributi così come a 2001 Odissea nello spazio e –in misura decisamente minore- Il giorno dei trifidi), Interstellar è decisamente meglio ma ancora non ho capito se mi possa essere globalmente piaciuto. La lunghezza (quasi tre ore) non mi aiuta di certo a portare il giudizio in territorio positivo. Di sicuro lo consiglierei solo a chi è amante del genere o del regista. Come già accennato da Marvin, Nolan non è nuovo nello scardinare categorie basilari quali il tempo e in un ambito come la fantascienza, il gioco è certamente facilitato dall’inserimento di elementi con i quali si può giocare per sconvolgere i piani a Cronos.

Non mancano spiegazioni chiave per capire l’evolvere della situazione. Il problema è stato talvolta percepire le parole espresse in questi chiarimenti: in un momento di intensità, il personaggio, realizzando il perché di certi avvenimenti, sussurrava riflessioni basilari che venivano spesso coperte da un commento musicale progressivamente più alto – Mamma che nervi!

Nel cast spiccano bei nomi. Uno tra tutti è sicuramente McConaughey, già visto quest’anno: risulta abbastanza versatile e non legato a facili stereotipi. A lui si contrappone Hathaway, tenera e romantica ma allo stesso tempo forte nell’animo. Damon è la meteora del film: a lui sono affidati certi ‘compiti’ nella trama che non risultano del tutto chiari. Un plauso va anche a Caine, Chastain e Foy…

Io comunque alla fine sono uscito mooolto stanco.

 

M è JG sono in piedi, in mezzo alla scena; JG ha in mano un vistoso plico di fogli (è la recensione di Marvin), accanto a lui, M sta guardando attentamente (e con ansia) JG per capire anche solo da un gesto quale possa essere la sua opinione

M (timido, imbarazzato; ricercando un consenso): Al-lora.. Che ne dici della mia recensione? (sorride sperando di smorzare i toni; JG non lo guarda nemmeno preso com’è dalla lettura) Hai visto che alla fine non ho scritto poi così molto…

JG (alzando all’improvviso lo sguardo, sbatte i fogli addosso a M; andandosene, secco): Vedi tu… Il film comunque DURA SEMPRE MENO di quella roba (esce, indicando i fogli che sono appena caduti e che M sta raccogliendo, interdetto dalla situazione).

Fonte: youtube

 

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commenti
  1. 76sanfermo ha detto:

    (JG , non trattare male Marvin…..!)
    Devo ancora vedere” La spia “, da voi raccomandato , ma questo no , credo proprio che non sia ” my cup of tea”!
    Grazie comunque per queste trattazioni , assolutamente prestigiose per conoscenza e stile!

  2. Punto Dritto ha detto:

    Ragazzi, andate troppo in fretta…io non vi sto dietro, nell’andare a vedere i film. Ma vi leggo sempre volentieri. Quindi, continuate 🙂 ! A presto!!!

  3. Sefora ha detto:

    Gioghideon, ho seguito la vicenda di un padre e una figlia nel film “interstellar”con commozione e partecipazione: sarebbe bello rivedere da grandi il proprio padre ancora giovane! La recensione di Marvin è molto ricca di riferimenti e di conoscenze approfondite (che io purtroppo, e mi dispiace dirlo, pur amando il cinema non sono sempre in grado di seguire).
    Vi leggo, tuttavia, e vi leggerò sempre, con grande piacere.

  4. Sefora ha detto:

    Ci sono alcuni film che hanno un posto privilegiato nel mio interesse e che trattano di quel rapporto particolare che è il rapporto padre-figlia.
    In primo piano c’è“On golden pond”, commovente, con attori meravigliosi, (chi se lo ricorda?) e altri. Ora nella galleria potrò aggiungere anche “Interstellar”.

  5. joe ha detto:

    saluti a tutti…
    mi vorrei scusare (anche a nome di Marvin) con tutti quelli che hanno lasciato un commento a questo post per non essere stati adeguatamente ‘riscontrati’ dai due malandrini.
    (un particolare discorso di scuse va rivolto a Sefora, ma le vanno pure molti ringraziamenti).
    Il fatto è che siamo ACCHIAPPATI, e comunue a breve, anzi a brevissimo, un appuntamento coinvolgerà entrambi…
    KEEEEP IN TOUCH!

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