LA SPIA

Pubblicato: novembre 6, 2014 in Uncategorized
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Locandina del film La spia - A Most Wanted Man Fonte: Trovacinema.Repubblica.it

Regia: Anton Corbijn

Con: Philip Seymour Hoffman, Rachel McAdams. Willem Dafoe, Robin Wright, Daniel Bruhl

Genere: thriller

 

VISTO DA MARVIN

Mettiamo le cose in chiaro da subito: sono uno di quelli che pensano che fare un film basato su un libro non voglia dire necessariamente farne una “copia carbone”. Trovo giusto che lo scrittore dia una propria chiave di lettura alla storia e il regista di un film ne dia un’altra magari anche discostandosi parecchio.

Ho anche riscontrato che questa è anche la posizione di molti scrittori: in alcune interviste rivelano di essersi ritrovati a essere semplici consulenti su una sceneggiatura di un film basata su un loro racconto.

La prima differenza che balza all’occhio in questa pellicola è il titolo: si passa da un “Yssa, il buono” del libro, a un “A most wanted man” del film in lingua originale fino a un “La spia” nella versione italiana. Tutti i tre titoli mettono in risalto un determinato punto di vista da cui partire e cosi delineare la storia (quello del film americano e quello italiano sono simili ma non intercambiabili a mio parere)

Quindi avendo liquidato il rapporto libro – film con questa introduzione vado a parlare del prodotto cercando di ignorare tutti i discorsi legati al libro.

Forse sono io di vecchia scuola ma secondo me il vero significato di “thriller” è quello messo in scena da Anton Corbjin in questa pellicola: fare la spia “alla James Bond o Jason Bourne”, per intenderci è sicuramente molto attuale e sfortunatamente i tempi premiano questo tipo di taglio tutto action ed esplosioni. Invece qui viene messo in atto il lavoro della spia fatto di giochi di pazienza e ragionamento, discorsi a lungo termine e azioni calcolate in maniera precisa e il regista ingrana un taglio ottimo fatto di leggere sfumature di intrecci narrativi e personalità in un film dalla fotografia ovattata e che lavora tutto di introspezioni e implosioni narrative seguendo un corretto e adeguato senso stilistico.

Piacevole particolarità è la vera assenza di momenti “spiegoni”, espediente tipico del cinema main stream dedicato a un pubblico pigro a cui bisogna dire tutto e in maniera chiara per permettergli di capire la vicenda: qui invece è il film a chiedere che sia tu a stargli dietro, a fare un lavoro d’intelligenza e uno sforzo al di là di come siamo abituati. Faticoso vero??

Anton Corbjin rende bene il senso ultimo di questo lavoro e cioè che spesso sono più i nemici interni di quelli esterni e sopratutto che abbiamo perso la capacità di aver pazienza (nella vita, in quello che definiamo film di spie e cosi via…) e di vedere un lavoro ben fatto a lungo termine perché ormai siamo accecati da una rabbia e un senso di vendetta più immediata (nella vita, nel vedere un film, nel trovare delle spie internazionali e cosi via….).

Per fare solo un piccolo confronto con il libro devo ammettere che sulle pagine scritte viene spiegato e articolato meglio il rapporto di empatia che si crea tra Yssa e il suo avvocato. Sfortunatamente sul grande schermo questo aspetto viene un pochino perso e non bene esplicitato. Ma capisco che il tempo a disposizione di un film è ben diverso da quello sulla carta e quindi, in fin dei conti, trovo questa una piccola mancanza trascurabile.

Infine, indipendentemente dal fatto che questa sia stata l’ultima vera interpretazione di Philip Seymour Hoffman, ho trovato la sua presenza e la sua incarnazione dell’agente dei servizi segreti e di come intende il lavoro della spia (reso più protagonista qui che nel libro) davvero indimenticabile.

 

VISTO DA JOE

Based on… Tutto dipende da come uno vuole interpretare questa dicitura che appare nei titoli finali de LA SPIA. Dico questo perchè il film prende spunto da un’opera di John Le Carré. La critica è sempre divisa: chi vuole la trasposizione sullo schermo esattamenteuguale; chi opta per una libera interpretazione. L’importante è che sia un buon prodotto, credo. Che esalti la storia. Che non perda occasioni… Non come in certi film, dove è strettamente necessario leggere prima il libro perché la pellicola dà per scontati alcuni contenuti del cartaceo (cfr. La casa degli spiriti –film completamente SBAGLIATO, ndr- o alcuni degli episodi di Harry Potter).

In questa occasione, la sceneggiatura screma molto il materiale del libro, eliminando più di un personaggio effettivamente poco fondamentale nella vicenda. Se il romanzo risulta composito, con una narrazione a blocchi e un punto di vista sempre diverso, il film risulta più lineare rendendo il personaggio interpretato da Philip Seymour Hoffman il protagonista della vicenda.

Rispetto ad altre storie di spionaggio, il plot risulta costruito con un margine di maggiore verosimiglianza: l’emozione non manca ma senza raggiungere toni parodistico-adrenalinici.

La trama? Ho paura di dilungarmi troppo. Si potrebbe sintetizzare dicendo che si è di fronte ad una caccia al topo da parte di un gatto ma… con la supervisione del cane. In sostanza è una spy story dallo schema classico, ma non si legga nulla di negativo in questo: se rese bene, le cose classiche hanno sempre un loro pregio.

Il cast presenta nomi di rilievo (Dafoe, McAdams, ecc…) che fanno tutti la loro figura. Ma su tutti spicca di sicuro Hoffman, che in questo film ha recitato per l’ultima volta in ordine cronologico (a breve uscirà un nuovo episodio di HUNGER GAMES, girato prima de LA SPIA, dove si potrà ancora vederlo). Hoffman è l’antieroe per eccellenza. Nella parte di un boss dei servizi segreti di Amburgo, può essere considerato un’evoluzione del Tenente Colombo degli anni ’70: non spicca nè per bellezza, né per classe, né per una particolare aria vissuta che gli infonda un po’ di mistero. Come Colombo, risulta sciatto, bolso, ma non per questo risulta incapace nel suo lavoro di agente. E nella realizzazione del proprio personaggio, l’attore non trascura i dettagli: un lembo di camicia fuori dai pantaloni, un look decisamente démodé, ecc.

Ci mancherai, Philip, ah! Se ci mancherai…

 

 

M è in piedi, in mezzo alla scena; è tutto indaffarato nell’accendersi una sigaretta. Ma dai gesti che fa, goffi, si capisce che il fumo non è una sua abitudine. Finalmente, dopo vari tentativi, riesce ad accendere la sigaretta, ma ad ogni boccata sono colpi di tosse sempre più vigorosi.

JG (arrivando al fianco di M, ironicamente): Ma da quand’è che fumi?

M (tossendo): Da mai..

JG (sbigottito, indicando la sigaretta): Ma allora che ci fai con quella roba lì?

M (tra un colpo di tosse e l’altro): E’ che volevo immedesimarmi nella parte di Hoffman: fuma in una scena sì e nell’altra..pure!

JG (con aria sarcastica): Peccato che ti manchi la sua bravura…

(M continua a tossire mentre JG lo guarda con aria di grande sufficienza)

  Fonte: youtube

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commenti
  1. 76sanfermo ha detto:

    Sarete voi i responsabili , ma io , questo , vado a vederlo.
    Tutte note positive le vostre e convincenti al massimo!
    Bravi ragazzi, graaaazie!

  2. joe ha detto:

    corrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrri
    runrunrunrunrunrunrunrunrunrunrun

  3. Punto Dritto ha detto:

    Ohhhh…per una volta, un film che ho visto! Corbijn lo conoscevo come fotografo ma non avevo ancora visto un suo film e questo mi é piaciuto: narrazione intensa ma pulita, senza momenti morti e senza eccessi, sottolineata dalla bella fotografia. E sí, P.S. H. bravissimo! Leggeró il libro se mi capiterá tra le mani. Ciao!

  4. Vale ha detto:

    Stavolta mi avete convinta: appena posso vado a vederlo (NON in streaming!)

  5. linda ha detto:

    appunto, in fatto di spy-stories io sono del tipo che ha bisogno di mille e una spiegazione… mhm, non so se lo vedrò… grazie e sempre buon lavoro

  6. joe ha detto:

    @puntodritto: valgono sia il libro sia il film. Il film è una spy story insolita rispetto alla media. Forse proprio per questo spiazza un po’…

    @Vale: bentornata su queste pagine!! Poi dopo che l’hai visto torna qui a dirci la tua 🙂

    @Linda: io ti direi di andare lo stesso, se non altro per apprezzare P.S.H.!

    CIAO A TUTTI!!!

  7. marvin ha detto:

    direi che il film non è insolita di suo ma è insolita visto quel casino che ormai gli “agenti segreti” odierni fanno (james bond, jason bourne, ethan hunt di Mission Impossible e altri) ed inoltre (per rispondere a linda) è vero che non ha tutte le spiegazioni belle chiare e precise ma ti assicuro che alla fine tutto torna e non viene lasciato nulla in sospeso.

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