TUTTO PUO’ CAMBIARE

Pubblicato: ottobre 23, 2014 in Uncategorized
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Locandina del film Tutto può cambiareFonte: trovacinema.it

Regia: John Carney

Con: Mark Ruffalo, Keira Knightley, Adam Levine, James Corden.

Genere: commedia, musicale.

 

VISTO DA MARVIN

Alcuni film vengono raccontati con l’azione; altri con i dialoghi e altri (pochi) con la musica.

E’ quello che succede in questo film dove a portare avanti la storia è una stupenda e toccante colonna sonora cantata da Adam Levine (il front-man dei Maroon 5) e Keira Knightley (l’attrice protagonista della trilogia “Pirati dei Caraibi”, solo per citare un suo film).

Andiamo con ordine: la storia è abbastanza classica, quasi banale direi. Un discografico un pò in declino incontra, nel suo momento più basso (è stato appena licenziato dalla casa discografica che lui stesso aveva fondato) una giovane e un pò altezzosa cantautrice in un piano bar. Ascoltando un suo pezzo decide di avvicinarsi per proporle un contratto e ne viene fuori una strana collaborazione: la realizzazione di un disco in presa diretta nelle strade di New York !!!!!

Ditemi voi se non c’è storia più classica, già vista e con quel tocco di poesia che male non fa??

Ma è il suo contorno a rendere il film singolare. “Ogni scena, con l’adeguato sottofondo si può trasformare in qualcosa di speciale”, cosi recita il personaggio di Mark Ruffalo in un delicato e significativo momento. Infatti è cosi: è la colonna sonora a fare la differenza e su questo dobbiamo ringraziare la spiccata anima artistica del regista John Carney, già al servizio della musica nel suo lavoro precedente (“Once”).

E’ doveroso “tirare un pò le orecchie” al regista: se il suo primo film era molto più nell’area indipendente e quindi libero nel suo ritmo e senza legami di alcun tipo, con questa sua seconda prova da direttore si è dovuto, ma solo un pochino, adeguare a una costruzione filmica più commerciale, utilizzando alcuni espedienti più digeribili al grande pubblico in modo da rendere il prodotto finito meno astratto del suo primo e straordinario “Once”. Ma i lati negativi finiscono qui e trovo corretto che “per far conoscere l’arte bisogna scendere a qualche compromesso”, altra perla di saggezza espressa da Mark Ruffalo.

Quindi il film, votato ai buoni sentimenti ma senza essere troppo falso e costruito essendo privo di quell’eccessivo senso consolatorio e stucchevole, è di sicuro un’ottima scoperta da vedere (e ascoltare) al cinema.

 

VISTO DA JOE

Devo dire che l’inizio di questa stagione non mi convince mica tanto: sembra un motore che tossicchia. Tra i film visti e recensiti, salvo solo UNDER THE SKIN perchè se non ha altro ha un minimo di originalità. Se parto così, uno pensa, seguirà un post bello intriso di veleno. E invece  no (tiè…).

Il film sulla carta può apparire l’emblema dei luoghi comuni visti e rivisti in qualsivoglia salsa. E anche nella messa in opera, la storia rischia di cadere fragorosamente nel futile, nel melenso. E invece no (ancora tiè).

Per far sì che il binario rimanga verosimile, il regista non effettua salvataggi rocamboleschi: di fronte a tutti i trabocchetti facili che la storia propone, Carney semplicemente sembra fermarsi, prendere un respiro, e allontanarsi da essi con calma, con un’ombra di sorriso.

Non dico di aver visto L’OPERA D’ARTE che il mondo stava aspettando. Semmai ho gustato un prodotto gradevole, non superficiale. Perché il film, a mio modesto parere, possiede anche una piccola lezioncina, che non viene impartita nè dall’alto, nè in modo troppo professorale. E’ una morale che fa parte della vita: entri in sala con le nuvole grigie in testa, esci che hai un certo buonumore. Molto spesso nella vita si tocca il fondo, senza voglia di andare avanti. E’ proprio quello il momento in cui bisogna sorprendersi, cambiare radicalmente la prospettiva della propria mentalità. Uno non ha idea di quanta forza (e pure di quanta poesia) possa usufruire in questi momenti di disperazione.

La pellicola sembra un libro scritto su fogli di carta di Firenze: i fogli sono fragili, bisogna girare piano le pagine per non rovinarle, perché i colori e le decorazioni che le contraddistinguono sono molto delicati. Chi ha costruito il film sa che il suo pubblico ha una certa sensibilità e che quindi lo tratterà con riguardo.

Lui, Mark Ruffalo, è l’attore demiurgo su cui ruota praticamente la vicenda. Aspetto trasandato, aria vissuta forse un po’ troppo modaiola, occhietto da pirata che fa il simpatico..Non fatevi ingannare..

Lei, Keira Knightley, è di una bellezza terrestre che sboccia molto nel finale. Si lascia trasportare da Ruffalo in questa strana avventura: consapevole di non aver niente da perdere, capisce qualcosa in più di se stessa.

L’altro, Adam Levine, è una rock-star (nella realtà è il leader dei maroon 5): l’esperienza maturata come attore nei video del suo gruppo (quello reale) gli permette di esprimersi in modo convincente in un contesto di più ampio respiro come questo. Anche lui ha un occhietto abbastanza furbetto…Non fatevi ingannare nemmeno da lui!

Fatevi invece ingannare dal film, dalle sue atmosfere leggere e dalle sue musiche (composte da Gregg Alexander, non uno qualunque). Dopodichè cambiate il grigio di voi stessi, e andrete in giro a cambiare un po’ di questo mondo.

E non dimenticatevi l’importanza della musica.

 

JG (seduto al centro della scena; ha in mano un foglio; sta cantando –ma quanto è stonato!- leggendo le parole sul foglio): “Devo dire che l’inizio di questa stagione..”

(Mentre JG sta ‘cantando’ arriva M che ha subito un’espressione interdetta; JG lo vede e s’interrompe)

M (risentito): Me la spieghi?

JG (convinto): E’ la mia recensione del film… Ho pensato che fosse una cosa originale provare a musicare le nostre parole…La musica è importante!!

(Pausa, nella quale M è ancora più interdetto)

M (sarcastico, ma JG non se ne accorge): Ah! E magari dovrei andare a chiamare la quinta flotta del pacifico per accompagnare la tua performance magari con una coreografia sulla danza delle ore…

JG (s’illumina): Ideonaaa!! Puoi davvero farlo?

(M gira la testa, la sua faccia ha un’espressione ANCORA più eloquente..)

Fonte: youtube.com

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commenti
  1. 76sanfermo ha detto:

    Este no me lo voy a perder!
    Adiós guapos!

  2. joe ha detto:

    querida!!!!
    tutto può cambiare, ma non cambia (per fortuna) il fatto che tu ci legga e commenti sempre.
    😉

  3. linda ha detto:

    bene, questi commenti mi aspettavo perché questo avevo intuito anch’io – lo vedrò, grazie

  4. marvin ha detto:

    bravi bravi! andate a vederlo e sopratutto aprite bene le orecchie!!!!!!

  5. joe ha detto:

    Maaaarvvv!!
    Ma il nostro pubblico sa che a breve rilasceremo autografi????

  6. Punto Dritto ha detto:

    Oh che bello, sembra da non lasciar scappare! vado a controllare se qui lo danno… un saluto e grazie!

  7. joe ha detto:

    ti posso dire che per il momento sembrerebbe uno dei migliori film della stagione (into the skin a parte)
    grazie della visita

  8. Sefora ha detto:

    Un saluto alle Pennefumanti. “Tutto può cambiare” non moltissimo mi è piaciuto all’inizio: lento, un poco noioso. Nella seconda parte invece mi hanno tenuta ben sveglia, a parte le canzoni, le immagini di angoli e scorci molto belli della città di New York: oh! Malandrini! non è che tutti ci rechiamo una volta al mese negli Stati Uniti! E allora ho aperto bene gli occhi per non perdermi nessun particolare e alla fine la storia è risultata molto delicata e gradevole da seguire: e dunque ”begin again!”

  9. joe ha detto:

    pennafumanteJoe a rapporto. Quale disonore non essere mai stati a N.Y.!
    E invece quale onore avere sempre un tuo commento su questa piattaforma! Sì,la musica qui ha un aspetto notevole…

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