I DUE VOLTI DI GENNAIO

Pubblicato: ottobre 15, 2014 in Uncategorized
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PosterFonte: Comingsoon.it

Regia: Hossein Amini

Con: Viggo Mortensen, Oscar Isaac, Kirsten Dunst.

Genere: thriller, drammatico.

 

 

VISTO DA MARVIN

Forse ci sono generi cinematografici che è bene che siano lasciati a riposare nel tempo. O forse siamo noi del pubblico a essere talmente cambiati che non riusciamo più ad apprezzare certi stili.

Già dal trailer di questa opera prima di Hossein Amini si percepiva un certo richiamo ad uno stile che definirei “alla Hitchcok”. In più, aver tratto questo film da un libro dell’autrice di “Il Talento di Mr.Ripley” ne è l’ennesima conferma visto lo stile che la contraddistingue.

Tutto il film vuol richiamare certe tematiche (doppi giochi, cambi di ruoli, segreti inconfessabili): le richiama nelle inquadrature alternate da eccessivi primi piani a lunghi campi che simboleggiano la solitudine dei personaggi ma anche nelle carrellate distaccate verso di loro, in modo da trasformare un crescente senso di smarrimento in una situazione ostile. Osservando l’evolversi della storia, si può notare il richiamo ad uno stile scenografico esotico, fatto di ambienti tanto diversi dalla rassicurante “casa”. La fotografia è volutamente patinata per far sentire spesso il disagio di temperature scomode, Le musiche di sottofondo sono cadenzate e dal ritmo crescente, per enfatizzare un momento decisivo o l’avvicinarsi di un pericolo. Il “trucco e parrucco” dei protagonisti è di altri tempi e se la bellissima Kirsten Dunst ha un viso che ricorda molto le dive dei film thriller anni ’60 con il suo portamento e sguardo etereo, forse più caricate (seppur in parte) le parti maschili interpretate da Oscar Isaac e Viggo Mortensen. Insomma tutto punta ad atmosfere di un certo genere….ma forse è questo il problema; il film “grida” troppo questa sua appartenenza (o ricerca di appartenenza) a un film di pura suspance.

Come detto, manca di tensione: alcuni momenti sporadici riescono bene anche senza l’aiuto di musica enfatizzante di sottofondo, ma altri non sono riusciti alla stessa maniera e, per tutta la prima metà del film, non si capisce bene cosa il direttore voglia raccontare. Insomma aleggia un leggero senso di noia. Poi arriva una seconda parte decisamente migliore, più incalzante perché il filo conduttore di tensione risulta meglio creato e tiene bene.

In definitiva ne risulta quindi un film decisamente elegante e classico nella sua costruzione. Poteva e doveva essere più “disturbante”, mentre invece risulta manchevole di una vera introspezione dei personaggi che rimangono sempre segnati da un’analisi superficiale e da una non eccelsa e perfetta costruzione della tensione per tutto il film.

Riprendendo le mie parole iniziali non credo che la colpa sia mia o del pubblico perché vedo che ancora oggi i film di Alfred Hitchcok risultano attuali e ben diretti. Quindi, se proprio un autore vuole rifarsi e andare a riprendere un certo tipo di cinema, bisogna che lo sappia fare non limitandosi solo a provarci.

 

 

VISTO DA JOE

Va bè. E’ ancora ottobre e non si può pretendere. Ma ancora non è uscito IL film bello che difendi come se lo avessi scritto/diretto tu. Nonostante la fonte (storia –che non ho letto- scritta da Patricia Highsmith), nonostante il cast (Mortensen una spanna sugli altri) il film non carbura e tossicchia a più riprese.

Una causa di questo è il fatto che sia stato inserito come ingrediente della storia il cliché del triangolo amoroso, con tutte le situazioni prevedibili del caso, non ultimo il fatto che questo ménage-a-trois tocchi punte di retorico melodramma: talvolta il genere risulta invasivo in una trama, rovinandola irreversibilmente a scapito della componente thriller. Non mi è possibile fare un raffronto con il libro e mi dispiace non poter dire se il regista sia stato didascalico o se si sia mosso accantonando l’obbligo di seguire pedissequamente la fonte. Ancora una volta prevalgono i dettagli, forse per distrarre lo spettatore dalla qualità della resa sullo schermo della vicenda del libro. Viggo Mortensen è sempre elegantissimo nell’aspetto, anche nelle situazioni più comuni: all’inizio osservi il personaggio e ti domandi a quale attore del passato possa somigliare. Ma poi ti rendi conto che è l’unico degli attori a metterci del suo nella realizzazione del suo personaggio per una gamma non consueta di espressioni utilizzate. La recitazione degli altri due, soprattutto della Dunst, annega un po’ in certe ostentazioni di abbigliamento oppure in una retorica di sguardi.

Consolano le ambientazioni (Creta domina) capaci di stregare sia chi non conosce le isole greche, sia chi c’è già stato, al punto da voler partire solo per soddisfare la curiosità di vedere dal vivo quei luoghi magici.

Peccato, mi aspettavo che la presenza di Mortensen potesse nobilitare di più il livello della pellicola.

 

JG (bello sorridente e con in mano varie guide della Grecia): allora, l’anno prossimo si va in Grecia in vacanza!!!

M (sgranando gli occhi e diventando rosso dal nervoso) : Ah, no! Io non ci vengo! Se poi finiamo cosi a vagare per tutta la Grecia sotto il sole cocente? Magari ci sarà qualcuno che ci vuole aiutare, ma finiremo con morti ammazzati e chissà in quale casino! No, scordatelo, è categorico: io voglio una vacanza tranquilla e senza sorprese

J (con tutta tranquillità e senza alzare gli occhi, legge uno dei fogli in mano ): Toh, guarda, in questo opuscolo c’è scritto che i gruppi sono prettamente femminili e che forniscono delle guide turistiche di sole donne per tutta la durata della vacanza….

M (con occhiali da sole, camicia sbottonata e bermuda ): Ok, sono pronto… quando si parte???

 

Fonte: youtube

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commenti
  1. 76sanfermo ha detto:

    E ma non vi va mai bene niente…!

    (Grazie, grazie , per questo siete cosi preziosi , cari i miei guapotes!)

  2. joe ha detto:

    “Ma lei è incontentabile!” “Sempre!” (cit)

  3. Punto Dritto ha detto:

    Niente da fare, non siamo sincronizzati con le uscite dei film…questo non é ancora nei cinema da queste parti, ma del resto entrambi non ne siete entusiasti. E se siete d’accordo, c’é da çredervi…

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