MUD

Pubblicato: settembre 14, 2014 in Uncategorized
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Locandina del film Mud Fonte: Trovacinema.it

Regia: Jeff Nichols

Con: Matthew McConaughey, Reese Witherspoon, Sam Shepard, Tye Sheridan, Jacob Lofland, Michael Shannon, Sarah Paulson.

Genere: drammatico

 

VISTO DA MARVIN

Posso affermare con assoluta certezza che il genere “western” non è morto: si è solo trasformato nel tempo. Non più lande desolate, cowboy, speroni e palle di fieno, ma cittadine rurali, personaggi più attuali e storie diverse.

Inoltre è davvero piacevole verificare che il regista Jeff Nichols (almeno per ora) resista nell’essere indipendente, nelle sue storie e nei suoi modi, senza ancora scendere a compromessi con lo star system. Alcuni registi, infatti, iniziano con lavori “indipendenti”, tipici da festival di nicchia e poi, per vari motivi, decidono di farsi assimilare dalla “macchina hollywood” con tutti i suoi pro e contro.

Parlavo di western: questa volta c’è una storia raccontata dal punto di vista di un ragazzino . Anche se il nome che campeggia sui manifesti e l’unica figura che viene pubblicizzata è quella del maturo attore Matthew McConaughey, il vero protagonista è uno dei due ragazzi che Mud (interpretato dall’attore citato poc’anzi) incontra nella sua isola di solitudine e con cui instaura un rapporto di amicizia e rispetto.

Forse qualche lungaggine e sbavatura di scrittura rendono lento questo film, che già di suo si presenta con tematiche di non facile assimilazione e un pochino ostiche per chi si aspetta qualcosa di più veloce. Ma, indipendentemente da cosa vi aspettiate, qualche imperfezione c’è di sicuro: forse si poteva cercare di concentrare maggiormente la trama senza rischiare, vista la semplicità della storia, di raccontare le cose in fretta dato che la pellicola è diretta da un autore dalla mano capace sia a livello registico sia nel saper dare il giusto peso ad ogni aspetto.

In confronto ad altri suoi lavori, questo “Mud” risulta più lineare, quasi banale e molto intuitivo nel susseguirsi dei fatti della vicenda ma, grazie ad un paio di ottime prove d’attore il film riesce a rimanere interessante e non ci si annoia mai.

Gli interpreti. Nonostante l’ennesima grande prova di McConaughey, chi è davvero meritevole di menzione e lascia a bocca aperta non è quello che dovrebbe essere il secondo nome a spiccare cioè Reese Whiterspoon ( che risulta davvero poco sfruttata e non lascia per niente il segno) bensi il giovane Tye Sheridan: tenetelo d’occhio.

C’è molto “Mark Twain” in questa storia western di formazione: ci sono parecchie di quelle caratteristiche di crescita personale che appartengono al modo di raccontare dello scrittore americano, che è stato poi ripreso da un grosso filone cinematografico (cito solamente “Stand By Me” giusto per far capire di cosa parlo).

Ma forse questa, per qualcuno, è un’arma che si ritorce contro il film. Storie di questo tipo tendono ad avere un finale che chiamerei “spielberghiano”, un finale riconciliatorio e volutamente emozionante.

Non so ben dire se questo film rientra in questo  tipo di schema oppure se riesce a “schivarlo” del tutto. So per certo che “Mud” merita, perché le sue imperfezioni lo rendono più bello di altri prodotti eccessivamente confezionati e calcolati al fotogramma.

VISTO DA JOE

Lo dico per i libri, lo dico per i film: non è necessario arrovellarsi per trovare uno spunto originale. Alle volte basta il MODO in cui si racconta una storia e il MODO in cui si possono dirigere gli attori. E’ quello che si può dire di questo film: la trama effettivamente non dice nulla di nuovo. E’ la profondità del racconto, l’interazione tra gli attori che rende il prodotto abbastanza godibile. Non è un film imperdibile, ma è sicuramente qualcosa che può aiutare il pubblico a fare un flash-back sul proprio vissuto personale e sugli anni della prima adolescenza. Qui l’ambiente è una piccola città proletaria situata nei pressi del Mississippi. La ‘luce’ del regista è messa su due ragazzini (Sheridan –piuttosto capace- e Lofland –secondario, ma comunque bravo-), il cui sguardo è già eloquente. Sono desiderosi di vita, di avventura, di coraggio, di voglia di dimostrare al mondo che esistono anche loro. Non vedono l’ora di essere grandi proprio per dare alla vita una bella lezione. Questo spirito coraggioso li porta a conoscere Mud (McConaughey), personaggio misterioso che per loro diviene immediatamente un modello da seguire. Le avventure in cui si cacciano i due adolescenti hanno sicuramente nulla di originale. Il lato diverso di questa trama riguarda il fatto che il romanzo di formazione (come si direbbe per un libro) coinvolge non solo i già citati ragazzi, ma pure il personaggio Mud, che nel corso della vicenda recupera qualcosa della sua vita, impara e matura.

Il regista? Chi lo apprezza, può dire che è stato bravo perché, oltre ad inserire nella pellicola scorci e squarci di natura mozzafiato, ha saputo trasmettere le corrette emozioni attraverso le espressioni dei suoi attori. Chi lo denigra potrebbe dire che è stato furbo o semplicemente fortunato: furbo, perché ha attirato gli spettatori con la facilità di certe inquadrature e di certe sfumature di colori; fortunato, perché si è ritrovato a dirigere le facce giuste.

Io dico che si tratta di un prodotto onesto: non imperdibile, ma comunque gradevole. Ma invito i lettori di questa recensione che andranno in sala a cogliere il significato (e l’emozione) del concetto “immenso” che si può dedurre nelle parti conclusive del film (Uhh! Che giri di parole per non spoilerare troppo!).

Dei due adolescenti ho già detto, ma ribadisco: Sheridan si tiene su livelli piuttosto alti. A parte Witherspoon, un po’ appannata, gli altri danno un consistente contributo. Primo tra questi è sicuramente McConaughey: con l’aiuto della trama, trasmette un alone di leggenda al suo personaggio; inoltre mi convince molto di più in un film come questo rispetto a quello dove pur sempre ha vinto l’Oscar (ma qui entrerebbero altre considerazioni che risulterebbero fuori luogo). Tre film visti quest’anno e due che presentano Sam Shepard nel cast: fa piacere ritrovare un attore di qualità che nonostante lo scorrere del tempo (e un doppiaggio che a me è risultato sgradevole) non abbia perso nemmeno un briciolo di smalto. Mi piacerebbe ritrovarlo ancora nel corso di questa stagione.

 

[Joe e Marvin sono uno di fronte all’altro; Joe ha in mano una penna]

M (accenna un sorriso): Cos’è successo?

JG (con aria interrogativa): In che senso?

M (con un pizzico di ironia): Forse che finalmente stai diventando…più buono?

JG (con uno sguardo sarcastico): Prova a dirigere un film, che poi vediamo…

M (indietreggiando e facendo ripetutamente segno di no): Non ci penso neanche!

JG (sapendola lunga): paura eh?

M (indicando quello la penna che ha in mano Joe): Sì…Ho paura di quella (J sorride soddisfatto)

 

Fonte: youtube

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commenti
  1. 76sanfermo ha detto:

    Belle recensioni che invogliano….
    Grazie,grazie

  2. marvin ha detto:

    Speriamo davvero e grazie della tua velocità nel commentarci e sostenerci!!!

  3. JOE ha detto:

    hola marv…e tu sei stato più veloce di me a rispondere a 76sanfermo 😀

  4. Sefora ha detto:

    Strano film, diverso da tutti gli altri che ho visto, di un’ originalità che, devo dire, mi ha stupita, positivamente sorpresa. Il ritmo lento fa gustare e apprezzare tante cose, piccoli particolari che in altri film, con un tipo di narrazione più veloce, possono sfuggire.
    La storia è delicata, dà spazio ai sentimenti; poi le immagini del fiume, meravigliose. Ti rimane la voglia di rivederlo, il film.
    E infine, i commenti di Joe e dell’altro Malandrino (li saluto entrambi) permettono di comprendere tutto con precisione e sono già, di per sé, una bella lettura.

  5. Sefora ha detto:

    Caro Joe, sul barcone adibito alla pesca dove Ellis vive con i genitori c’è un cartello con la scritta “Arkansas”: si tratta dunque del fiume Mississippi, come tu stesso dici: ma che cosa rappresenti il fiume all’interno della storia, sinceramente non saprei dirlo. Forse illustra que concetto di ‘immenso’ a cui accenni nella tua recensione? O forse rappresenta il rinascere a nuova vita, crescere, maturare? Ciao da Sef

  6. joe ha detto:

    parafrasando il ‘finale’ di una recensione precedente, ti dico: le risposte sono dentro di te… E SONO ESATTE!!!
    🙂

  7. Sefora ha detto:

    Giusto quello che dici, Joe. Cosa avrei fatto io se mi fossi trovato in quella situazione? Era corretto agire così? In quali altri modi si poteva reagire?
    In fondo il cinema può servire anche a questo, sì, ci offre due ore di svago, ma ci permette anche di entrare per un poco in altre vite, diverse dalle nostre, in posti dove probabilmente non ci recheremo mai, magari in una barca sul fiume Mississippi, esistenze e situazioni particolari che ci spingono a scavare dentro di noi per cercare di capire, di trovare delle risposte, magari anche a conoscerci meglio.
    Saluti, credo che continuerò a seguire con piacere le due Penne fumanti.

  8. joe ha detto:

    sia a Marvin, sia a me, farà piacere averti come follower: la porta è aperta 😀

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