LOCKE

Pubblicato: maggio 16, 2014 in Uncategorized
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Locandina del film Locke Fonte: trovacinema.it

LOCKE

Regia: Steven Knight

Con: Tom Hardy.

Genere: thriller

 

VISTO DA MARVIN

Il fascino di raccontare storie complesse, di vagare per location fantastiche che non tutti si possono permettere, iperboli narrative ed estetiche che non lasciano mai a bocca asciutta perchè in costante movimento, che ti viene da chiedere dove, i vari personaggi coinvolti, trovano tutte quelle energie (e quelle finanze) per fare tutto questo!

Ma poi ci si ferma e si comprende che una grande storia può essere raccontata in una notte, seduti nella stessa macchina durante un viaggio. Ci si accorge che la stessa fantasia estetica può esserci anche in una semplice e banale location (l’automobile accennata prima per l’appunto) e forse può venire anche meglio di molti viaggi esotici. Questa è la dimostrazione che basta avere un testo, una storia che funziona; il resto è contorno facilmente sostituibile e adattabile (idee + talento).

Il film inizia piccolo piccolo: un uomo stacca dal lavoro in un cantiere ed entra nel suo veicolo per tornare verso casa: sia gli intenti narrativi (un semplice ritorno a casa) sia i mezzi tecnici (la telecamera e la fotografia) sono semplici e senza grosse pretese, ma pian piano le cose si fanno grandi, sotto tutti gli aspetti. Molti i problemi e gli imprevisti, anche a livello personale e psicologico e il viaggio cambia: le cose diventano più serie e imponenti, le idee narrative si accavallano e la tecnica del regista e del direttore della fotografia vengono fuori in tutta la loro potenzialità…… il tutto, sempre in un semplice viaggio del nostro protagonista verso casa.

Occorre notare in particolare gli espedienti tecnici, le trovate a livello di fotografia che si fanno sempre più complesse (ma senza l’uso di effetti speciali), mai banali ma che riescono a tenere alto l’interesse….. Chi riuscisse a vedere tutto questo, assisterebbe ad una lezione di cinema puro. Complimenti!

Siamo di fronte ad un affresco notturno, a un ritratto dell’essere umano in maniera diretta e cruda; parecchie sono le metafore usate ma tutte semplici e dirette per raccontare di questo viaggio (sopratutto interiore) che deve affrontare un uomo semplice.

Per fare tutto ciò lui ci mette la faccia perchè questo è un film fatto di volti e voci al telefono, la vera essenza della recitazione: in questo la prova magistrale di Tom Hardy non ha eguali, non può essere paragonata a nessun altro perchè parte da un livello completamente diverso rispetto a tutti gli altri che recitano con l’aiuto di effetti, di ambienti e di controparti fisici e e presenti.

La durata del film è di soli 85 minuti e tanto bastano per farci immaginare ambienti, vicende e persone solo sentite tramite la loro voce al telefono. Sì perchè nulla si vede al di fuori dell’interno dell’automobile, del volto del nostro uomo o degli esterni in un’autostrada notturna. Tutto viene raccontato tramite telefonate e il viaggio all’interno delle nostre fantasie prende piede a ogni dialogo: ci immaginiamo la partita che i figli vedono da casa, l’ufficio del collaboratore del protagonista, l’ospedale e cosi via. Tutto questo riesce nell’intento di non farci soffrire di claustrofobia dentro quell’abitacolo e ci permette di spaziare in altri luoghi. Ma, forse, sentiamo il senso di chiuso ad un livello diverso, le scelte che il nostro uomo compie, opprimono chi non le comprende e chi non avrebbe lo stesso coraggio di prenderle.

Ma di cosa parla davvero film? Che tipo di film è?

La tensione viene tenuta splendidamente per tutta la sua durata: credo che questo film sia un thriller che “più thriller non si può” perchè coinvolge lo spettatore in maniera psicologica e non solo fisica legata a chissà quale minaccia esterna.

Inoltre è la prima volta che un film riesce a mettere in scena il senso di responsabilità: qualcuno è in grado di citarmene un altro che sia sia mai preso la briga di farlo?? Sopratutto la pellicola riesce a non essere mai moralista: non ci troviamo mai a doverci difendere da una qualche “lezioncina accusatoria”, né il regista spinge troppo il nostro protagonista verso gesta incredibili o scelte non comprensibili.

Se devo proprio trovarci una pecca devo ammettere che il voler riempire costantemente quasi ogni istante con un dialogo con i vari interlocutori che si alternano, ne paga le conseguenze. Visti i forti temi trattati, vista la straordinaria bellezza estetica della vicenda mi sarebbe piaciuto qualche attimo in più per “godermi il panorama” o per riuscire ad ascoltare i miei pensieri ed assimilare il peso psicologico di tutto questo.

Ma forse questo è anche un pregio: potrebbe essere una buona scusa per visionare di nuovo la pellicola,vederla in chiave diversa!!!

Nota : il regista Steven Knight, un passato da sceneggiatore (e si vede) ma nuovo in fatto di regia, è al suo secondo lungometraggio. Precedentemente, sempre nel 2013, aveva diretto l’attore Jason Statham in “Redemption” riuscendo a tirarne fuori un’interpretazione degna di nota. Davvero incredibile visto che di solito l’attore è famoso per tirare pugni, sparare e fare un grosso ghigno alla telecamera!!!

 

 

VISTO DA JOE

Urca. Qui è difficile. Il film è bello e ha una costruzione molto interessante. Claustrofobia on the road.. Già questa è una definizione che mi “salva” dallo spoiler. Perché ogni parola che vorrei usare potrebbe essere un potenziale anticipo di trama.

Vedo cosa posso fare…

L’impianto della pellicola rende sicuramente un tributo a “La voix humaine”, pezzo teatrale di Cocteau dove un unico attore, per tutta la rappresentazione stava a conversare al telefono di casa, salvo scoprire alla fine che il filo dell’apparecchio è staccato.

Anche qui l’attore è uno solo, ma le sue telefonate, in entrata ed uscita, sono tranquillamente fruibili dallo spettatore. Se già questo elemento è inquietante, non tardano a saltarne fuori altri. Ivan Locke all’inizio del film sale in macchina dopo un turno lavorativo e intraprende un viaggio nella sera/notte. A questo punto parte un flusso di chiamate che permette allo spettatore di capire il contesto in cui si trova il protagonista. Locke si trova suo malgrado, ma anche no, coinvolto in contesti per così dire epocali sia per la sua vita pubblica, sia per quella privata. La quantità di informazioni che deve ricevere/gestire/ritrasmettere spaventerebbe qualsiasi banca dati. Si abbatte moralmente su un fronte, deve infondere animo e positive thinking sull’altro, pur avendo il deserto più arido nel suo io più interno. In questo gioco di alternanze, lui procede imperterrito nel suo viaggio catartico alla ricerca anche di se stesso.

Sembra che la Sorte si accanisca sul nostro attraverso imprevisti e complicazioni: chiunque si abbatterebbe, ma lui sembra trovare la motivazione grazie a quei chilometri che ha macinato a velocità costante e ad un dialogo (per la verità monologo) con una specie di amico immaginario presente nell’abitacolo (presente nell’abitacolo? E’ forse in questi frammenti di soliloquio che si potrebbe più facilmente ravvisare il tributo del film a Cocteau). Forza di volontà, coraggio, andare avanti nonostante tutto: saranno gli ingredienti giusti per venire a capo di questa notte paradossale?

L’attore tiene benissimo tutti i registri che gli vengono affidati dal regista, mettendo in evidenza una serie di sfumature e presentando in modo verosimile una discreta gamma di stati d’animo. Va ricordato che è DA SOLO di fronte alla telecamera e che interagisce solo ed unicamente con altre voci.

La cornice di tutto questo è una tangenziale/autostrada animata da classici luci ed ombre e soprattutto da un traffico scorrevole.

Il film non è un piano sequenza proprio perchè sussiste un avvicendarsi tra riprese che dall’esterno inquadrano il veicolo (la maggior parte) e inquadrature approssimativamente in soggettiva all’interno dell’auto. Ma questi, forse, sono dettagli troppo tecnici per chi si vuole gustare l’emozione di un film.

A proposito di emozioni, lo spettatore non si alza insoddisfatto anche se probabilmente qualche dettaglio in più poteva essere detto/suggerito.

Sicuramente, nella stagione non è uscito nulla che potesse essere lontanamente paragonobile all’idea di questa pellicola.

 

 

(JG e M arrivano conversando)

JG (con entusiasmo): Ma se raccontassimo della scena in cui succede…

M (interrompendo e agitando il proprio indice davanti alla bocca, sorridendo): Shh… Non suggerire

JG (sempre camminando, sempre con entusiasmo): Allora di quando all’inizio si vede arriv…

M (scuotendo la testa, sorridendo, ma un po’ meno): Zittoooo… Non..Suggerire!

JG (sempre più infervorato): Ma il film mi è piaciuto! Perché non accennare che a metà film capita che…

M (sostenuto, perentorio): Nooo… N-o-n-s-u-g-g-e-r-i-r-e-e-e-e!!

JG (con ansia): Ma daiii, quel dettaglio del finale si potrebbe anche…

M (perde la pazienza): NO!!! NON SUGGERIREEE!!! (esce)

JG (da solo): E va be, mica ho detto che il colpevole è il maggiordomo! (pausa) Oh mamma…cos’ho dettooooo!!! (esce con mano che tappa la bocca)

  Fonte: youtube

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commenti
  1. 76sanfermo ha detto:

    Dev’essere da vedere!
    Mi sembrate quasi entusiasti. E contagiosi …..
    L’ho messo in agenda(!) , e’ già in Italia?
    Baci e grazie

  2. joe ha detto:

    claro que sì! è nelle sale dal 30 aprile scorso!!
    grazie come sempre della tua visita!
    j.

  3. 76sanfermo ha detto:

    Peccato che sono un po’ cieca e non ho visto che questo avviso c’era già….
    Occasione in più per dire a Joe e a Marvin che sono bravi.

  4. Punto Dritto ha detto:

    Caspita….da vedere! Belle recensioni entrambi…grazie! Con quello scambio di battutine finali mi fate sempre venire in mente i due vecchietti del muppet show… 🙂 divertente, ciao.

  5. joe ha detto:

    se vai a spulciare credo che in una delle prime “rece” c’è stata proprio qualche allusione abbastanza diretta in tal senso…
    🙂

    Maaaarvinnn, commenta anche tuu!!!
    J

  6. marvin ha detto:

    Tengo particolarmente a questo film e quindi continuare a vedere commenti su commenti mi riempie di allegria!!
    Andate a vederlo, passate parola e continuate a commentare
    Grazie per l’allusione a due pezzi storici della Tv!!!!! Ci sentiamo onorati

  7. joe ha detto:

    Marvin, parla per te!!! io non mi sento onorato… SCHEEEEEERZO!!!!!
    j.

  8. al-fa ha detto:

    L’ho visto finalmente! Davvero niente male; ora cercherò la versione in lingua originale, come per “Her” mi incuriosiscono le voci degli attori che non si vedono!

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