ALABAMA MONROE

Pubblicato: maggio 12, 2014 in Uncategorized
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Locandina del film Alabama Monroe - Una storia d'amore  Fonte: Trovacinema.it

 

Regia: Felix Van Groeningen

Con: Mieke Dobbels, Johan Heldenbergh

Genere: drammatico.

 

 

VISTO DA MARVIN

Ma allora lo fanno apposta! Ad ogni film trovo un’occasione per tirare in ballo qualche argomentazione particolare legata al mondo del cinema: una volta ne dico contro la distribuzione/produzione italiana, una volta contro il nostro senso recettivo….insomma non mi va mai bene niente!!!

In questo caso voglio portare l’attenzione su quella grossa “piaga” legata al cambio (che non sempre coincide con traduzione letteraria) del titolo originale di un film. Ma dico io! Negli altri stati un quadro cambia titolo a piacimento?? Io penso ai film come opere d’arte e quindi non trovo giusto queste variazioni, a volte stravolgimenti dei titoli.

Il film in questione, in Italia è uscito col nome “Alabama Monroe” che non si capisce bene se si tratta di due nomi detti velocemente oppure un nome e cognome: solo vedendo il film si capisce bene il significato.

Il titolo originale sarebbe “The Broken Circle Breakdown”. Posso assicurare che vedendo il film questo è molto più significativo anche perchè la componente fondamentale di questo film è la colonna sonora. Ogni canzone ha un significato molto preciso per la vicenda anche se è un tipo di musica (ahimè) troppo poco conosciuta.

Il film racconta di due genitori (lei: Alabama, lui. Monroe) che si vedono strappar via in maniera troppo precoce la loro figlia da una malattia incurabile e il seguente declino della loro storia d’amore. Per vari motivi potrebbe sembrare il titolo italiano più azzeccato. Invece, visto il loro legame molto forte e sentito con la musica bluegrass (un genere di musica country), trovo molto più significativo e “alto” il titolo originale, cioè come concepito dallo stesso autore.

Data quindi la storia, i due interpreti hanno la responsabilità di raccontare una grande vicenda ed è molto importante che siano credibili e ben delineati, cosa in cui i due attori riescono molto bene. Per fare un esempio in questo senso, ho trovato molto potente la crescente disillusione di Monroe verso il sistema statunitense; dapprima idolatra gli Stati Uniti come patria del country per poi essere rabbioso nei confronti di chi non ha voluto procedere con la sperimentazione di farmaci che potevano salvare la figlia. Ancora, alcuni momenti di incomprensione tra i protagonisti, che sfociano anche in pura rabbia, possono essere forti e incomprensibili ma trovo che siano molto più realistici di quelli visti in tante commediole pseudo-romantiche.

In definitiva il film non ha particolari meriti (o demeriti) tecnici: si differenzia da altri film per una colonna sonora caratteristica e due grandi interpreti. Anche il susseguirsi e il continuo sentirsi trasportati da momenti del passato ad avvenimenti presenti della coppia protagonista risultano mai stancanti ma neanche completamente fluidi.

NOTA : il film era in concorso nella sezione “miglior film straniero” agli ultimi Oscar, premio che è poi andato all’italiano “La Grande Bellezza”. La mia opinione che è stato fatto un grande errore viene rafforzata dopo la visione di questo film.

 

 

VISTO DA JOE

L’educazione al dolore, ecco cosa ci manca. Ci vorrebbe nel nostro DNA quel gene che possa permettere di maturare un lutto senza troppe complicazioni, rimanendo comunque persone sensibili.

Sì, perché qui si parla di una morte che divora lentamente tutto fino alla distruzione. Non è il solito film didascalico sul cancro, anzi. E’ una storia verosimile che sottolinea come, in questa strana lotteria che è la vita, il cancro possa colpire indistintamente chiunque, rovinando in modo indelebile serenità ed equilibri acquisiti faticosamente nel tempo.

Rovina anche un uomo ed una donna che, nella trama, sembravano destinati a condividere la più divertente e la più bohemien delle sorti. Li rovina al punto da metterli in progressiva e netta opposizione.

Non è il solito film nemmeno nella struttura. Sembra quasi un girotondo, perchè le scene non sono mostrate in ordine cronologico ma in un casualissimo andirivieni tra passato e presente. Sembra la costruzione di un puzzle… hoestrattounpezzoelomettoqui!… Oppure la struttura può ricordare il tiro a sorte di cui parlavo prima: nel montaggio, il regista sembra estrarre a caso i vari spezzoni del suo girato e li giustappone senza uno specifico criterio, così come la Vita estrae senza preavviso il nome di chi sarà colpito da qualche disgrazia.

Non è un artificio per mettere fumo negli occhi: la vicenda è una Signora Vicenda che sarebbe stata in piedi anche secondo la più rigida sequenza logica. Il volerla rappresentare in questo modo vuole sottolineare una serie di aspetti tra cui il carattere sbarazzino dei due protagonisti (uomo e donna che con spirito simil-zingaresco suonano e cantano in un’orchestrina di musica country vivendo –bene- alla giornata) e la stessa vita che prende in giro i suoi partecipanti senza uno schema preciso.

Devo dire che non impazzisco per il genere country, ma le numerose canzoni presenti nella pellicola hanno fatto da bellissimo contrappunto alle scene ed alla vicenda.

Attori e regista? Mamma come sono ignorante: mai visti né sentiti prima d’ora ma veramente molto bravi e… e… e… e diciamola tutta: il film era candidato all’Oscar come miglior pellicola straniera. Okayokayokayoccheioccheiocchei l’Oscar non è la pietra filosofale che risolve i problemi, né è quell’oggetto il cui tocco taumaturgico libera da tutti i mali del mondo. Non ho visto Sorrentino (che continuo e continuerò a stimare) ma il film belga, secondo me, si beve La grande bellezza in qualsiasi occasione.

Perché il film si chiama così? Allo spettatore la scoperta, anche se per l’ennesima volta la distribuzione italiana si è fumata qualcosa di strano nell’assegnargli il titolo.

 

 

[Joe e Marvin sono in silenzio uno di fronte all’altro a distanza ravvicinata; hanno entrambi la faccia minacciosa; quando all’improvviso…]

JG (serissimo): Ahò… La grande bellezza je spiccia casa a Alabama Monroe!

M (mantiene lo sguardo iniziale ma solo per qualche secondo perchè poi scoppia a ridere fragorosamente; riprendendosi): Effettivamente ti devo dar ragione… (sottolineando con gesti eloquenti) Io che i film LI VEDO, mi trovo d’accordo con te…

[Joe, nella stessa posizione di prima, continua a guardarlo senza tradire emozione]

M (divertito): Com’era?

JG (serissimo, precisando): Je… spiccia… casa!! (M ride ancora)

 

Fonte:youtube

 

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commenti
  1. Punto Dritto ha detto:

    Ho visto questo film un bel po’ di tempo fa (da queste parti é stato distributo prima) con titolo e lingua originali. Sebbene la storia sia una mazzata, mi e’ piaciuto. Non avevo idea che fosse candidato all’Oscar come miglior film straniero. A mio modestissimo parere, rispetto alla Grande Bellezza questa pellicola ha il merito di mettere in scena una storia abbastanza singolare (bizzarra ambientazione, personaggi un po’outsider, musica di nicchia etc…) con dei significati universali. Non che questo sia IL parametro per l’assegnazione di un premio simile ma continuo a non capire come il film di Sorrentino possa essere “apprezzato” fuori dall’Italia, se non da un pubblico davvero conoscitore del nostro paese o da uno che non va al di lá degli stereotipi culturali. Magari mi sono persa qualcosa io peró.
    Aggiungo che qui gli attori sono bravissimi, i personaggi davvero ben delineati (il contrasto tra i due, anche) bella la musica e lei canta benissimo.
    Che ne dite? Se mi viene in mente altro ve lo dico. Ciao.

  2. joe ha detto:

    La verosimiglianza della storia e la bravura degli attori mi sembrano indiscutibili (e pure il regista che li dirige…).
    Qui le porte sono aperte SEMPRE anche per cambiare idea o sfumatura relativamente ad un commento espresso. Quindi sentiti libera di entrare ed uscire come e quando vuoi 😉

    J.

  3. 76sanfermo ha detto:

    Che due belle recensioni , intanto!
    Non sapevo niente di questo film ( recentemente sono stata molto distratta) ma me lo segno in agenda(!)
    Grazie!

  4. Sefora ha detto:

    Aiuto! Neanche fosse Love story o Anonimo veneziano, con la differenza che non mi ha fatto piangere neppure un poco. Insomma, devo dire la verità, AlabamaMonroe non mi è piaciuto moltissimo, se si escludono i brani musicali, e…sì, mi è piaciuto sentire suonare il banjo, solo per quello rivedrei il film.

  5. joe ha detto:

    ciao Sefora!! Abbiamo visto i tuoi “mi piace” ai nostri post e fa piacere vederti palesata con un commento 🙂
    La musica del film è particolarmente coinvolgente anche grazie alla voce di lei.
    Gasp, ma gari è stata la nostra recensione a convincerti ad andare al cinema. Comunque sia, ben vengano opinioni in contrasto con la nostra, se serve ad alimentare il dibattito.

    Continua a seguirci e a sostenerci 😉

    J.

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