SNOWPIERCER

Pubblicato: marzo 5, 2014 in Uncategorized
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Fonte: youtube

Regia: Bong Joon Ho;

Con: Chris Evans, Tilda Swinton, Jamie Bell, John Hurt, Ed Harris, Kang-Ho Song.

Genere: fantascienza, drammatico.

VISTO DA MARVIN

Non piacerà….(scuotendo la testa) non piacerà questo film!!!!

Mi spiace dirlo, ma non sarà apprezzato come merita e la colpa non è neanche dello spettatore deluso.

Sfortunatamente si è schiavi di un mercato che dovrebbe essere libero e invece viene filtrato, plasmato e censurato da chi può decidere.

Ormai in Europa (ma questo discorso può benissimo essere fatto anche in altri contesti) si è abituati a un certo modo di fare cinema, ad apprezzare un certo tipo di comicità o di azione……Davvero un peccato.

Tutto questo porta a trascurare la conoscenza di altri mondi, altre sensibilità o espressioni di stile. Quindi ribadisco che la colpa non è tutta nostra, ma di chi decide per noi! L’unica cosa possibile, è cercare di apprezzare quei pochi prodotti che riescono ad arrivare fino a noi.

Il film in questione, tratto da una stupenda graphic-novel francese, ha in sé grossi valori in termini sia tecnici sia di significato. Peccato che (senza girarci intorno) alcuni di questi potranno tranquillamente non piacere per motivi legati a quanto spiegato prima.

Ma andiamo per ordine.

Sul lato tecnico la fotografia risulta essere estremamente sporca, cupa e quindi disturbante proprio perché vista come grezza. Allo stesso modo credo che verranno apprezzati quei tagli di luce di più ampio respiro o ancor più quei momenti più concitati di pura azione. Il film ha una spettacolarità e un appeal enorme che si vanno a legare con un anima nera, spietata e decisamente non ottimistica, al genere umano. Proprio quest’ultimo lato farà rabbrividire perchè gli uomini, per abitudine, sono i “buoni”, i “giusti”, ed è inconcepibile non rispettare queste caratteristiche.

Le idee visive e di sceneggiature messe insieme a personaggi sopra le righe e molto eccessivi, sono tipici del panorama orientale e alcune trovate puramente tecniche vengono viste come estreme quando invece sono cardini tipici di un modo di fare cinema lontano dal nostro.

Il film continua ad alternare passaggi in stile dark con altri farseschi, elementi steampunk con temi post-apocalittici: il tutto è tenuto insieme da una comicità di difficile apprezzamento e quindi non recepita. Trovo che questo continuo passaggio renda la pellicola mai statica e in continuo movimento.

La maggior parte dei personaggi sono dotati di varie chiavi di lettura e senza che ci sia un’evidente e delimitata distinzione tra “i buoni” e “i cattivi”, ma ognuno, come è giusto che sia, ha varie sfaccettature e ombre tipiche dell’animo umano. Molti sono i temi che questa pellicola porta con sé, alcuni espliciti e gridati più e più volte, altri impliciti e sottintesi. Decisamente riuscito, in questo senso, il passaggio di vagone in vagone in modo tale che a ogni nuova porta si presentino davanti non solo nuovi nemici ma nuove tematiche sul genere umano.

La più grande metafora che porta con sé il film è che l’uomo è mosso e animato anche dalla violenza e dalla cattiveria, non solo da quella miriade di valori positivi che ci propinano altri film migliaia di volte.

Questo concetto viene visto come “scandaloso” nel mondo occidentale e quindi tenuto a distanza e soggetto ad autocensura e negazione (basti pensare al film “Oldboy” considerato un capolavoro ma sempre di derivazione orientale).

 ATTENZIONE SPOILER!!!!!!!!!!!

Anche il finale sarà di difficile comprensione in quanto per una consuetudine che obbligherebbe a conclusioni consolatorie ed estremamente definitive ed esplicative che non lasciano allo spettatore libertà di interpretazione e di analisi.

FINE SPOILER !!!!!!!!!!!!

In tutto questo, ciò che ne paga le conseguenze è un film straordinario, un’opera d’arte che verrà presto dimenticata e considerata di culto e nulla più.

VISTO DA JOE

Fate qualcosa. Bloccatemi. Trattenete la mia vis iconoclasta, perché stavolta si è arrivati al fondo. Oppure fatemi parlare con chi scrive sentenze roboanti come “questo film lascerà il segno come Matrix”. Ma vogliamo S C H E R Z A R E??? Snowpiercer pulisce le scarpe a qualsivoglia film di fantascienza. Non ho letto la graphic novel da cui sarebbe tratto, ma non mi stupirei se sapessi che il film ne tradisce il senso.

Una glaciazione causata dalla mano dell’uomo (dettaglio spiegato malissimo in un nero iniziale) costringe i sopravvissuti a salire su un lunghissimo convoglio ferroviario, per un viaggio di cui non si conosce né meta né durata. Il treno sembra suddiviso in caste sociali: la coda è occupata dalla feccia della società che, in stato di prigionia, decide di ribellarsi e di mettersi alla caccia di chi guida la locomotiva, simbolo di un  potere oppressivo.

Il convoglio è molto lungo e per il gruppo di facinorosi inizia un percorso metaforico (a dir la verità poco chiaro) attraverso la varietà di questi vagoni: un ristorante giapponese, una serra, un acquario gigante, un aula scolastica, il reparto produttivo di una fabbrica. Il problema è che quest’aria allegorica che si dà il film non porta a nulla di trascendentale se non al fatto che il protagonista (Chris Evans) scopre suo malgrado di essere un predestinato per la locomotiva, ruolo che gli risulta sgradevole a priori.

Il finale complica ulteriormente le carte in tavola, ammiccando un po’ al filone notte dei morti viventi un po’ ad una superficiale scopiazzatura di Tarantino. In aggiunta a questo, la conclusione vorrebbe anche lasciare un margine di ottimismo facendo pensare ad una vita oltre il treno.

Matrix poteva essere definito violento, ma almeno la presenza (e l’eleganza) di certi combattimenti di arti marziali risollevava notevolmente i toni. Qui invece la violenza è fine a se stessa, ma senza raggiungere i livelli parodistici/parossistici di un Tarantino.

Si salva qualcosa o qualcuno? Sì. Chris Evans finalmente risulta meno patinato e meno glamour di altre volte. Più brava di lui, Tilda Swinton che infonde al suo personaggio una serie di caratteristiche che ne fanno un ruolo opportunamente sopra le righe.

Tilda, come mai questa partecipazione? Cosa ti ha spinto a mettere la faccia in una produzione del genere? Eri in ritardo con il pagamento del mutuo? Avevi ancora il dentista da pagare??

John Hurt ed Ed Harris cercano (ma senza infamia e senza lode) con il loro appannato carisma di dare lustro e senso ad un film sicuramente dimenticabile.

JG (pronto ad esplodere): Dimenticata, sì, spero che questa ‘opera’ venga dimenticata presto SENZA diventaredi culto..

M (impaurito ma cercando di minimizzare): Mi ricordi molto Nanni Moretti in “Caro diario”…

JG (con ghigno satanico): E non hai visto ancora N I E N T E E E….

fonte: youtube

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commenti
  1. 76sanfermo ha detto:

    Questa volta e’ durissima!
    Bello che personalizziate cosi le vs recensioni …….Ma lo fate perché cosi uno va a vedere il film per capire da che parte sta?
    Bello leggervi, comunque.

  2. joe ha detto:

    è vero, non siamo mai stati così opposti. il bello è che non ci mettiamo nemmeno d’accordo! 😀

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