A PROPOSITO DI DAVIS

Pubblicato: febbraio 19, 2014 in Uncategorized

Fonte: comingsoon.it

Regia: Ethan e Joel Coen

Con: Oscar Isaac, Justin Timberlake, Carey Mulligan, John Goodman.

Genere: Biografico, drammatico.

VISTO DA MARVIN

Dopo la parentesi western (“Non è un paese per vecchi” e “Il grinta”) gli amatissimi fratelli Coen tornano ai loro toni e racconti tipici.

In questo caso la storia è ispirata alla vita del cantautore Dave Von Ronk interpretato da Oscar Isaac: spero davvero che questo suo ruolo possa farlo salire definitivamente alla ribalta perché il ragazzo ha stoffa da vendere. Inoltre, in questo caso, forse anche grazie alla sua interpretazione i registi mostrano una forte empatia verso questo personaggio quando invece tendono di più a mostrare personaggi in maniera distaccata.

Ho trovato un forte legame con alcuni film precedenti degli stessi autori. Tra tutti, “A serious man” perché entrambi i loro protagonisti sono “poveri sfigati”, inadatti e inadeguati ai contesti in cui vivono: infatti è l’ambiente ad essergli ostile insieme a tutti gli altri personaggi che trattano il nostro Davis guardandolo sempre dall’alto verso il basso, disprezzandolo in ogni modo e momento. Un’altro forte legame è con il film “Fratello, dove sei?” per il suo essere un road-movie e per la straordinaria colonna sonora che accompagna ogni attimo di questo film.

Continuando a parlare di fattori tecnici bisogna dire che quello che mi ha colpito particolarmente è la fotografia: davvero superba, molto carica di malinconia agrodolce che ben si accompagna con il fortissimo senso di sarcasmo che accompagna tutta la vicenda. Sarcasmo, sì, perché come in tutti i film dei registi provenienti dal freddo Stato del Minnesota si ride, anche molto, direi, ma non tramite battutine di stampo dozzinale ma perché le situazioni assurde che capitano fanno ridere e il modo in cui capitano al nostro Davis è sempre straordinaria .

Il tema del film sono le occasioni perse, sfiorate per un soffio, per pochi momenti ; la vita del nostro Davis è tutta cosi e lui non si preoccupa di tutti i segni del destino , di tutte le occasioni che gli permetterebbero di deviare dal suo percorso distruttivo e auto indulgente: Davis va avanti per la sua strada, un po’ barcollante, trascinandosi stancamente ma va avanti.

Mai un film era riuscito a comunicarmi quanto sia difficile convivere con i propri insuccessi, con la fatica di tutti i giorni e la depressione che spesso sovrasta; tutto questo è merito di un insieme armonioso di recitazione di tutti quanti, di montaggio ben calcolato e di un’atmosfera rarefatta davvero perfetta.

Mi dispiace aver sentito in giro opinioni di gente, accreditata e non, riguardo al fatto che questo sia da considerarsi un film minore dei due registi. Io non sono di questa opinione: il fatto che abbia ricevuto solo due nomination agli Oscar (immeritatamente solo due) non dev’essere una conferma che il film sia da etichettare come minore. Io trovo che il film sia semplicemente girato tramite un approccio e un tono sussurrato. Tutto viene sussurrato: i toni, la presenza di vari strati di lettura, i dialoghi e pure le canzoni sono cantate splendidamente sottovoce.

Io dico solo di prestare orecchio alla vicenda di Davis e di stare attenti a non distrarsi.

VISTO DA JOE

Per radio le pubblicità parlano dei fratelli Coen come dei registi più visionari di Hollywood. Non lo metto in dubbio. Però dopo la visione di “A proposito di Davis” ti chiedi dove sia tutto questo lato visionario. Le uniche componenti un po’ strane potrebbero essere il fatto che il film sia costruito come una specie di cerchio (ma la cosa mi sembra alquanto inutile per la struttura del film), e il fatto che a un certo punto entri in gioco un micio rosso come alter ego del protagonista. Il fatto è però che questo gatto risulta non risolto dalla sceneggiatura.

E’ anche vero che la storia del cantante Dave Ronk (nel film prende il nome di Llewin Davis) poco si presta ad aprirsi ad orizzonti visionari. Rimane quindi uno spaccato della vita di questo cantante che ha la sfortuna di muovere i suoi passi da artista nello stesso periodo in cui fa lo sresso un certo Robert Zimmerman…

Ma non è solo questo aspetto a far diventare il protagonista un eterno secondo: Oscar Isaac dà al suo personaggio una serie di connotazioni che lo rendono decisamente il classico bohemien sfigato (non sa mai dove dormirà la notte successiva; vive alla giornata; pur di avere in tasca un po’ di denaro rinuncia a possibili guadagni futuri più cospicui, solo per dire alcune cose). Segui il personaggio in lungo e in largo e pure on the road (cliché prevedibile ma IMPRESCINDIBILE) ma… il film per me non decolla: sarà soprattutto per la grande aspettativa che mi ero creato pensando di vedere un film dei fratelli Coen.

L’aspetto positivo è rappresentato dalla musica: non solo Isaac è un bravo (ed intonato) interprete, ma pure le canzoni scelte risultano incisive e significative per godere l’essenza di un’epoca lontana. Una menzione vorrei farla a Justin Timberlake, famoso pop singer esponente di un genere usa-e-getta (anche se di recente ha tentato di raffinarsi un po’): qui interpreta la parte di un cantante che nei modi e nell’espressione artistica è lontanissimo dalle sue corde abituali. Nonostante questo ne viene fuori un persoanggio tutto ‘perfettino’ che nell’insieme risulta gradevole.

Tra le attrici spicca Carey Mulligan, classica ragazza del Greenwich Village attratta da un personaggio come Davis, ma allo stesso tempo arrabbiata con lui principalmente per essere uno sfigato cronico.

Come già detto, bella musica e belle ambientazioni. Ma per me non son bastate.

M (incredulo): E quella chitarra? Da quando la sapresti suonare?

JG (piattamente): Da mai..

M (interdetto): E a cosa ti servirebbe?

JG (con aria di sufficienza): E’ per entrare in maggiore empatia con il personaggio… Chissà mai che non riscriva il mio commento in modo più positivo!

M (accondiscendente, ma non troppo): Aaahhh!… (esce con aria decisamente interdetta)

fonte: youtube

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commenti
  1. Gabriella ha detto:

    Regalano sempre poesia, in ogni loro espressione….bastano i cinque minuti iniziali di quella struggente versione di “Hang me” al Gaslight Cafè e quasi non ti accorgi piu di essere in un cinema, nella tua vita !! …. Amo loro e amo Oscar Isaac.

    • joe ha detto:

      le canzoni presenti nel film sono tutte molto belle, soprattutto grazie all’interpretazione vocale di Oscar Isaac, però….il resto del film non mi ha convinto…

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