THE WOLF OF WALL STREET

Pubblicato: febbraio 9, 2014 in Uncategorized
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Locandina del film The Wolf of Wall Street Fonte: trovacinema.it

Regia: Martin Scorsese;

Con: Leonardo Di Caprio, Jonah Hill, Matthew McConaughey, Jon Favreau, Rob Reiner, Jean Dujardin.

Genere: Biografico, drammatico.

VISTO DA MARVIN

Il regista Martin Scorsese da anni dice che vorrebbe ritirarsi. Prima di farlo, vorrebbe poter realizzare un’idea a cui tiene in maniera particolare (cfr.: trasformare in film il romanzo di Shusaku Endo, “Silenzio”) ma io credo che dopo aver letto il libro di Jordan Belford si sia un pò ricreduto e abbia deciso di posticipare il suo abbandono, aggiungendo anche questo film nella sua lunga e interessante carriera da regista. Sì, perchè c’è più di un analogia tra lo Scorsese giovane artista e la storia del giovane broker che ha iniziato a farsi strada nel mondo di Wall Street e che, arrivato all’apice, non si fermava più sperimentando ogni tipo di eccesso e ostentando una vita vissuta sempre al massimo della velocità. Anche Martin Scorsese ha iniziato dal niente: si è dato al cinema quasi per gioco (anche perchè è stato cacciato dal seminario visto che era troppo irruento); si è trovato in mano grandi budget (“New York, New York” su tutti); ha diretto grandi cast in un’era in cui Hollywood gli aveva dato ogni cosa. In questo modo è arrivato anche lui all’eccesso, sperimentando progetti sempre più impegnativi e mastodontici (e negli eccessi ci metto pure i suoi trascorsi da dipendente delle droghe). Tutto ciò non ha fatto altro che farlo implodere e ritrovarsi a ripartire da zero con piccoli film a piccoli budget. Ma non voglio parlare del regista Scorsese, voglio parlare del film.

Il lunghissimo (quasi tre ore di durata) film “The wolf of wall street” ha moltissimo in sé: ha un ritmo sempre alto e un fortissimo senso di sovra-eccitazione costante come se, oltre al suo protagonista, anche il film fosse sempre sotto l’effetto di stupefacenti o psicofarmaci. A dire la verità fare un film cosi tanto carico di argomenti e sempre in costante “alto numero di giri” può rischiare di mandare tutto in corto circuito? Forse sì, soprattutto perchè la durata può portare a snervare lo spettatore. Ma poi, osservando che chi ha creato tutta questa giostra inarrestabile è un autore come Martin Scorsese, allora si può stare tranquilli perché questo film regge benissimo tutto il suo bagaglio. Per dirla tutta, forse la pellicola necessitava di qualche taglio in più in fase di montaggio ma bisogna tenere a mente che quello che si voleva raccontare è l”eccesso in ogni sua forma (etico, morale, fisico, psicologico…) di un uomo: la scelta di voler sovraccaricare il tutto, quindi, risulta sicuramente adatta all’intento dell’opera.

Trovo straordinario come un regista già affermato e che poteva lavorare senza troppo sforzo abbia voluto cimentarsi in uno stile nuovo, inserendo momenti di dialogo diretto tra protagonista e il pubblico,wow! Questo piccolo espediente tecnico può essere visto come una cosa da niente ma posso assicurare che è stata una piacevole sorpresa vedere che, ancora una volta, dopo il 3D di “Hugo Cabret”, il regista Martin Scorsese abbia voglia di imparare e cimentarsi in un qualcosa di nuovo.

Una chiara decisione narrativa è stata il non voler mai puntare il dito sul sistema, mai criticare il mondo Wall Street. Non si cerca una causa della crisi moderna e che ha avuto i suoi inizi negli anni in cui è ambientato il film. Il pubblico non si aspetti morali di nessun tipo ma “solo” di sentire e capire davvero fino in fondo quanto un essere umano si possa distruggere con abusi ed eccessi di ogni tipo. Si intuisce quanto male ci si possa affliggere (e affliggere alle persone che si amano) volutamente con tutto ciò che ci può essere di insano a portata di soldi!!! La critica c’è, ma è rivolta all’essere umano in sé perchè è inequivocabile e di indubbia conseguenza logica che con tutto il mondo che circonda il protagonista, tutte le uniche possibili scelte che egli può fare (eccessi compresi) sono mostrati sullo schermo.

Ma il fatto che alla fine non esista effettivamente una morale non rischia di dare al film un senso di vuoto? Di inconcludenza? Il raccontare qualcosa ( cioè tutti gli eccessi che vediamo in ripetizione per quasi tre ore) senza un reale scopo morale non rischia di far perdere il senso dell’opera?

Porsi queste domande senza riuscire a dare risposte positive o negative , secondo me, rende l’opera del regista Martin Scorsese ancora più alta d’intenti e di significato di quello che ci si poteva aspettare.

VISTO DA JOE

Non ho mai avuto una predilezione né per Scorsese né per Di Caprio (ma i due non si trovano certo ai livelli di Tom Hanks, spiegherò a tempo debito il perché di questa affermazione). Scorsese e Di Caprio (anche se in minor misura) dovrebbero ancora chiedere scusa per quella cosa chiamata THE AVIATOR. A parte questi rilievi veramente molto soggettivi, il regista si è comunque riscattato con opere che, seppure non incontravano il mio gusto, si sono sapute distinguere per qualità e giudizio della critica. Lo stesso si potrebbe dire per Di Caprio che dopo TITANIC ha alternato interpretazioni degne di nota ad altre che si potevano tranquillamente dimenticare.

Fosse stato per me non sarei andato a vederlo: l’ho fatto spinto dall’onda di chi ha visto il film e ha ribadito gli apprezzamenti soprattutto per l’attore.

Sono andato per allontanare da me la taccia di giudice acido che involontariamente, ma scherzosamente, mi sono costruito su questo sito.

Ebbene sì: avrei fatto un grave errore a non vedere questo “Lupo” perché è veramente fatto bene. Di Caprio, già apprezzato nel “Django” di Tarantino, qui è di gran lunga meglio: forte del fatto che il film gli sembra cucito addosso, soddisfa tutte le aspettative fornendo una prova a tutto tondo quanto a livelli interpretativi ed espressivi. Lui cavalca il film e il film cavalca sul suo personaggio, sulla sua scalata al successo e all’eccesso. Oserei dire che, se la parte fosse stata affidata ad altro attore, il risultato non avrebbe raggiunto questi picchi notevoli.

Intorno al protagonista, Scorsese costruisce un’ambientazione assolutamente consona e verosimile dove ogni essere umano, sentendosi potenzialmente un numero uno, è alla ricerca della propria affermazione a tutti i costi. Ognuno è convinto di avere l’idea “giusta” per sfondare ma solo l’1% di questi “ognuno” avrà anche il privilegio di centrare l’obiettivo. Non mancano i finti valori, le amicizie calcolate, le ostentazioni marcate del lusso e soprattutto dosi gargantuesche di superfluo e di superficialità, elementi assolutamente tipici di quel contesto storico. La Milano da bere mitizzata in Italia a quei tempi, non è altro che una casella del tabellone del Monopoli, se confrontata con le situazioni e il modo di vivere dei personaggi del film.

Forse l’unico aspetto negativo è la durata: la comparsa dell’intervallo ti spiazza un po’, ma alla fine l’adrenalina che caratterizza buona parte del film fa passare in secondo piano la faccenda. Andateci, merita.

JG (sorridente in stile anni ‘80): Dai, vendimi questa penna!

M (secco): Eeh?!

JG (sorridente in stile anni ’80, insistendo): Vendimi questa penna!

M (interdetto): E come faccio a vendertela se è già tua??!

JG (smontato): Espressioni come FARE FINTA..? GIOCARE?? Sono difficili da capire??!

M (lavandosene le mani): No…Ma non è colpa MIA se la penna è già TUA…

Fonte: youtube

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commenti
  1. 76sanfermo ha detto:

    Davvero, bisogna vederlo?…………

    Ho idea di si , visto che vi credo e ne siete quasi entusiasti.
    Grazie , come sempre ; la vostra rubrica dovrebbe essere a pagamento , vista la qualità del “servizio”!

  2. 76sanfermo ha detto:

    Sono sempre io.
    …….anche se e’ vero che siete bravi , scherzavo per il pagamento , eh!

  3. joe ha detto:

    accidenti… e noi che speravamo di integrare i nostri stipendi con la promessa di questo pagamento… Va bè, vorrà dire che comunque garantiremo la qualità del servizio ANCHE gratuitamente… 😀

  4. wwayne ha detto:

    A mio giudizio il film migliore di Leonardo Di Caprio é Il grande Gatsby, e spiego perché in questo mio post: http://wwayne.wordpress.com/2013/06/20/il-grande-gatsby/.

  5. joe ha detto:

    benvenuto wayne… andrò a leggere subito il tuo commento. Ho letto il libro è non mi è piaciuto per niente! Non conosco il film di Di Caprio, né tanto meno ho visto la pellicola degli anni’70 con Robert Redford.
    Spero di rileggerti presto da queste parti…
    Joe

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