(ANTEPRIMA) SMETTO QUANDO VOGLIO

Pubblicato: febbraio 5, 2014 in Uncategorized
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Fonte: Cineblog.it

Regia: Sydney Sibilia;

Con: Edoardo Leo, Valeria Solarino, Valerio Aprea, Paolo Calabresi; Libero de Rienzo, Neri Marcorè, Pietro Sermonti, Lorenzo Lavia, Stefano Fresi.

Genere: commedia.

VISTO DA MARVIN

Ci sono film che ti segnano. Ci sono esperienze che non t’aspettavi di poter provare. Ma andiamo con ordine.

Martedi sera vado al cinema a vedere un film italiano e qui, come molti, si parte prevenuti nei confronti del nostro cinema e di quanta poca scelta di generi e stile abbiamo a disposizione. Le luci non si spengono più causa guasto tecnico e questo potrebbe esser visto come un cattivo segno, come se anche davanti a questo film le cose non cambiano di molto rispetto all’idea che ormai ho del panorama cinematografico.

Finalmente parte il film……………passano due ore e bisogna tirare le somme.

Partendo dal lato tecnico (che tanto piace a me), posso dire che mai, e ripeto mai avevo visto una fotografia di questo tipo in un film italiano: ero incredulo e attonito di fronte a sprazzi di Guy Ritchie (giusto per citare un regista che usa una fotografia molto estrema, sperimentale virata al neon per intenderci). So benissimo che vado a ripetere “film italiano” troppe volte ma ero e sono davvero incredulo che quello che ho appena visto è stato girato e prodotto nel nostro paese.

Altro fattore tecnico che mi ha lasciato sconcertato è l’uso (forse per la prima volta in italia, per fare una battuta) di un comparto sonoro NON in presa diretta, in stile sceneggiato tv per intenderci ma doppiato e quindi con una risoluzione di altissimo livello. Da non credere, due fattori tecnici che non appartengono al nostro cinema e trovarmeli entrambi in un film è da non credere. Certo l’utilizzo delle luci al neon, della patina verdognola che aleggia su tutta l’opera non è degna di “spring breakers” ( film uscito l’anno scorso con una forte componente fotografico-psichedelico) ma solo per l’intenzione il film è da rispettare, venerare o almeno andare a vedere.

Ma altri aspetti non sono da meno: io mi aspettavo una comicità in stile “Vanzina” , un qualcosa di semplicistico e senza richiesta di tanto impegno da parte del pubblico se non ridere a suon di flatulenze e parolacce. Ma anche qui mi son sbagliato di grosso; il film è una black comedy nel più classico dei termini con punte altissime di noir. E’ stato come aver visto la tipica comicità inglese adattata a una Roma notturna con un tocco di action da film americano.

Altra nota positiva è il voler evitare, da parte della direzione di voler essere troppe cose in maniera uguale cosi da accontentare i tipi più svariati di pubblico. Per intendersi: il regista non ricerca una morale; il film non vuole essere politicamente corretto cosi da condannare per forza gli errori (giuridici, etici, amorosi etc etc…) dei personaggi; non ci sono troppi discorsi politici; non traspare una vera presa di posizione e di condanna verso i comportamenti poco corretti; non c’è una vera ricerca di una sotto trama amorosa idilliaca e nemmeno una forzata ricerca di risoluzione positiva.

Insomma il film racconta quello che vuole, se ne frega della consuetudine e delle regole del mercato e va avanti per la sua strada,dritto come un treno.

Ennesimo tecnicismo narrativo stranamente sconosciuto al nostro cinema è il creare più plot narrativi e poi risolverli tutti nel medesimo contesto. Mi spiego meglio: le nostre produzioni presentano varie trame che corrono in parallelo o che s’intrecciano ma che vengono concluse tutte in posti diversi, con espedienti diversi. Anche questo metodo è stato stravolto, perché in una sola location si concludono tutte le storie del film. Vorrei che non sia solo un caso isolato.

Il film è volutamente imperfetto, sia in certi aspetti tecnici sia nei passaggi narrativi forzati, ma la forza (l’ennesima) di questo film è il voler evitare di ricercare a tutti i costi una perfezione lineare che spesso dà quel senso di troppo costruito a tavolino e quindi implode su se stesso.

Non so cos’altro dire per pubblicizzare (si, lo dico spudoratamente anche se non ho interessi economici a riguardo) questo film e convincere chiunque ad andarlo a vedere.

VISTO DA JOE

Simpaticamente ruspante e pure un po’ scacione per dirlo alla romana.

La vicenda prende spunto da una verosimile situazione odierna: potenziali ricercatori universitari, amici tra loro, che, in attesa della grande occasione, sono costretti ad accettare i mestieri più disparati a condizioni proibitive.

Definire ‘ruspante’ il film non vorrebbe assolutamente etichettare il regista come film maker alle prime armi. Non c’è un magic touch a monte per il quale alcune scene rimarranno incise negli annuali della storia del cinema. Le battute fanno ridere, ma non c’è LA BATTUTA (o la serie di battute) indimenticabile.

Insomma, sembra mancare la rifinitura finale per dare al prodotto un minimo di patina. Ma non si pensi ad un giudizio negativo: il montaggio del film secondo me vorrebbe essere un parallelo della storia dove i protagonisti, per realizzare la grande occasione di cui sopra e per riscuotere un grosso ‘credito di vita’ con la sorte, si improvvisano quello che non sono (non dico apposta cosa per non rivelare troppo). Quindi artisticamente imperfetto il prodotto, così come sono imperfetti i sette ‘ragazzi’, neo magnifici sette (ma “de noantri”), nel portare a termine i loro progetti di rivalsa. Le conseguenze sono sicuramente comiche se non in certi casi adrenaliniche: una tra tutte, il protagonista che, a bordo di un motorino, deve inseguire un SUV per le strade di Roma (non le SOLITE strade). A rendere ingarbugliata la visione ci si mette anche la struttura della storia: si parte da un pre-finale e attraverso una concatenazione di flash-back si scoprono origini ed evoluzioni della vicenda.

Il finale? Adeguato, e pure con risvolti umoristici non indifferenti.

Gli attori fanno parte di una new generation  e forse (a parte Libero de Rienzo e Pietro Sermonti) a buona parte del pubblico non risulteranno noti. Non risulteranno noti, ma risultano ben amalgamati tra loro.

La menzione va sicuramente al cameo di Neri Marcoré che non lesina impegno: in poche scene la sua personalità e la sua esperienza danno sicuramente un tono al plot.

Non è il film dell’anno, ma non è nemmeno il film sbagliato in assoluto: è un prodotto che si fa apprezzare, ma senza gridare.

JG (sorridente): Dicono che sembriamo i due vecchietti del muppet show..

M (secco): TU! Tu con le tue recensioni, sembri uno di loro due!

JG (esitante): Ma..E Tu?!?

M (sprezzante): Io?!? Io che c’entro?!? Non sono mica acido ed antipatico come te…(sorride sul finire della battuta)

JG (sospettoso): Non me la racconti mica giusta, sai?

M (lavandosene le mani): Ahhh, non è un problema mio…

Fonte: youtube

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commenti
  1. 76sanfermo ha detto:

    ….’stavolta sono invogliata. A vederlo, dico.
    Date l’idea che nel film non sia tutto scontato e che,anzi, ci si trovi davanti a qualcosa di fresco e nuovo( per il cinema italiano).
    Sempre grazie per il favore.

  2. joe ha detto:

    sempre grazie a te che sei sempre in pole position nei commenti.
    stay tuned perché nel giro di una settimana…eccheèèèè??? Spoilerizzo il nostro blog??

  3. 76sanfermo ha detto:

    Prego spiegare al volgo cosa vuol dire.
    …..grazie!

  4. joe ha detto:

    stavo semplicemente anticipando qualcosa cheeee….NON andrebbe anticipato 😀

  5. ross ha detto:

    Questo film non è stato molto pubblicizzato, peccato. Mercoledì dovendo scegliere un film, e selezionando i miei cinema preferiti per la loro programmazione, ho visto questo titolo. Sono andata a leggere le critiche delle testate giornalistiche. Tutte entusiastiche. Così mi sono convinta e non ne sono rimasta delusa. Una commedia fresca e molto divertente. Una nota per Joe, l’inseguimento del suv era in bicicletta 😉

  6. joe ha detto:

    oooooopsssssss… svistooooone! Avrei giurato che fosse un ciclomotore…Grazie Ross 😀

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