FROZEN

Pubblicato: gennaio 3, 2014 in Uncategorized

Fonte: youtube

Regia: Chris Buck – Jennifer Lee

Genere: animazione

VISTO DA MARVIN

Sono poche le certezze nella vita : non esistono più le mezze stagioni, ognuno non sopporta i propri parenti e a Natale arriva un lungometraggio della Disney!!

Eccomi qui, anche se può essere odioso ammetterlo, anch’io come molti grandi, vado a vedere questi film con lo stesso spirito dei più piccoli e come molti adulti mi ritrovo a ridere delle stesse battute, a commuovermi delle stesse cose e quindi a continuare a dare significato alla parola CLASSICO Disney come è sempre stato.

Ma i tempi cambiano e anche questi film subiscono alcuni cambiamenti seguendo trend sociali e commerciali. Per fortuna questo lungometraggio si innalza da altri prodotti animati che, ogni anno, altre grandi major (quali Universal, Dreamworks etc.)  propinano al pubblico con storielle semplici, comicità usa-e-getta e un voler affrontare temi importanti in maniera finta e senza spessore.

Inoltre trovo paradossale che il miglior film d’animazione di questi ultimi anni sia l’unico che guarda al passato ( infatti “frozen” è basato su un racconto di Hans Christian Andersen).

Parlando di Oscar, visto che si avvicina il periodo di nominations e premiazioni, preferisco questo a grandi successi commerciali quali Monster University o Cattivissimo Me 2 e non solo per i motivi appena elencati.

La cosa che lascia a bocca aperta è che si è riusciti a creare qualcosa di nuovo, a raccontare una storia classica, con tutte le caratteristiche che la contraddistinguono, basandola però su piccole ma significative differenze. Qui si parla di emancipazione femminile, tra sorelle: questo è il cuore pulsante della storia. Ebbene sì, per una volta il tema centrale non è il classico sentimento amoroso di coppia tra un uomo e una donna ma il sentimento che lega una famiglia e ,cosa ancora più innovativa, viene azzardato il messaggio che i genitori non sono cosi infallibili e che possono fare sbagli di valutazione, involontari e che quindi noi dobbiamo imparare a crescere e a occuparci autonomamente di noi stessi.

Tutto questo accentua il fatto che le differenze che dovrebbero caratterizzare i vari cartoni animati non solo dovrebbero essere date da fattori quali un’accuratezza tecnica o di chi riesce a far più ridere dell’altro ma pure dalla semplice scrittura del soggetto, dall’elaborazione della sceneggiatura stessa: quest’arte viene spesso dimenticata e così la pellicola altro non è che un collage di scenette comiche, con i soliti passaggi che si ripetono senza originalità e con una morale buttata lì, giusto per dare una motivazione finale.

Questo film è una bella lezione di cinema da dare a tutti. Certo anche questo film si adegua ai tempi e si approccia a una tematica in “stile supereroe”: da grandi poteri derivano grandi responsabilità, ma questo non è necessariamente un male se trattato bene e con la giusta sensibilità.

In questo film sono molte altre le varianti dei tipici cardini classici di una storia che lasciano piacevolmente sorpresi: per una volta la vera minaccia non è raffigurata da un cattivo fisico (sì, c’è, ma non è cosi importante) bensì da dubbi interiori e personali; il personaggio “stupido” non è molto invasivo e ha, per fortuna, pochi momenti così da renderlo meno protagonista di tanti altri film; il “principe azzurro” viene “sdoppiato” in due personaggi i quali, nella risoluzione del problema definitivo, non hanno troppa importanza (e il fatto che siano i personaggi che cantano di meno non è un caso).

Un fattore molto importante e che mi ha lasciato davvero a bocca aperta è che la presa di coscienza di uno dei personaggi (non dico niente per evitare spoiler) e il suo conseguente cambiamento estetico è molto caricato a livello di sex-appeal. Wow! In un film Disney è un qualcosa di inusuale che può andare a toccare istinti quasi sessuali nei piccoli spettatori.

Per finire, una menzione alle musiche: se il numero delle canzoni cantate può risultare forse eccessivo (anche perché il film avrebbe funzionato anche senza) c’è da dire che la canzone “All’alba sorgerò”, candidata all’Oscar, è davvero stupenda ma, allo stesso tempo, la canzone cantata da Olaf, l’omino di neve, è terribilmente brutta.

VISTO DA JOE

Non mi ha lasciato nulla. Eppure la ‘sorgente’ è autorevole (Snow Queen, fiaba di Andersen). Lo so bene che un cartone animato, durante le feste di Natale, deve essere caratterizzato da toni leggeri e spensierati. Ma qui è tutto troppo superficiale. Si inizia con la vita delle due protagoniste, principesse bambine all’interno della loro reale famiglia, e la spiegazione più che appropriata di un dettaglio fondamentale per la trama. Poi, però, i personaggi sono appena abbozzati: seppure sia ben delineata la differenza di carattere tra le due sorelle, la profondità del loro rapporto si coglie appena; i loro genitori spariscono dalla scena in brevissimo tempo (forse per non rendere troppo lungo il film?); quello che nella trama ha la parte del “falso aiutante” risulta poco costruito e si svela in modo troppo istantaneo.

Un dettaglio che mi ha particolarmente disturbato è la presenza di un nutrito numero di canzoni molto modulate (forse anche troppo) nell’intonazione: non mancano acuti e virtuosismi di ogni genere, accompagnati da un eccesso di espressività dei volti nello sforzo di tenere una nota o nell’evoluzione di un gorgheggio. Questa espressività, per quanto sia resa bene graficamente, risulta in molti casi inappropriata su volti adolescenziali o poco più. Insomma, manca l’ “addensante”, manca quell’elemento di fondo che renderebbe gradevole il film anche all’occhio adulto. Se poi uno è affetto da sindrome da Erode Antipa nel momento in cui (prima dell’inizio del film, poi alla fine) è circondato da esseri ipercinetici e vocianti, allora questo titolo è proprio da sconsigliare.

Chi vuole, si sorbisca pure tutti i titoli di coda, anche per scoprire chi canta (una delle voci è serena Autieri): come buona tradizione di certi film animati di Natale, anche in questo c’è un breve siparietto finale che, ciliegina sulla torta, DOVREBBE far ridere. Invece anche questo sketch finale (nemmeno un minuto) è sulla linea mediocre del film. Sarà sicuramente inevitabile, tra qualche anno, una produzione musical con attori in carne ed ossa che reciteranno sul ghiaccio…

 

JG (con tono entusiasta): Che ne dici se l’anno prossimo produciamo un musical a cartone animato sulla corazzata Potemkin di Eisenstein??

M (con aria amorfa, simulando malamente interesse): Ehm..vai avanti tu con il progetto… semmai ti raggiungo dopo…

JG (sprezzante): Uhh.. Coraggioso!

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commenti
  1. joe ha detto:

    Che bella “rece”, Marvin!!

    J.

  2. 76sanfermo ha detto:

    Siete talmente discordanti nelle vostre recensioni, che quasi,quasi vado a vederlo per sapere a chi dar ragione…..
    In Marvin e’ comunque sempre presente una nota entusiastica ,mentre un po’ di cinismo , ma anche di scoraggiamento e perfino di rassegnazione (!) , sembrano accompagnare le note di Joe….
    A me piace notare le conoscenze “tecniche” che traspaiono dagli appunti di Marvin , mentre Joe ricerca sicuramente quel lato filosofico che spesso latita nei prodotti come questo….
    Non chiedetemi se ho bevuto…. (Mai tante parole in vita mia , giuro!)

  3. joe ha detto:

    uè Marvin, mò ci tocca rispondere seriamente a questo commento 😉
    J.

  4. marvin ha detto:

    lo scopo di noi “2 individui al servizio del cinema ” è proprio questo : cercare dei film e dare i nostri pareri (spesso discordanti) in modi molto diversi andando ,ognuno di noi, a puntare su quello che la nostra sensibilità, attitudine ci guida. il fatto che queste nostre caratteristiche vengano riscontrare dall’esterno penso (credo di parlare anche a nome di joe) sia il miglior riconoscimento che possa esserci. un ringraziamento a voi che tenete conto dei nostri pareri, che vi fate coinvolgere e appassionare.
    ma in definitiva, per dirla in maniera meno garbata, noi lo facciamo apposta! diamo pareri diversi cosi che voi non ci capite più niente, andate a vedere il film e poi mettete un altro commento!!!

    AhAh!!

    grazie ancora

  5. 76sanfermo ha detto:

    AhAh!!
    Ma forse, lo avevo capito!…………………………….

  6. joe ha detto:

    Effettivamente da quando è iniziata questa avventura “bloggica” (?) mi rendo conto di aver dato l’ok a pochi film rispetto a Marvin. Non voglio costruire il personaggio sempre e perennemente bastian contrario. E’ vero quello che diceva Marvin (mi pare): la società è cambiata e cambiano anche i cartoni animati. Anni fa, ma nemmeno molti se penso al film ALLA RICERCA DI NEMO, i cartoni animati erano anche “pensati” per gli adulti. Adesso mi sembra che questo interesse per i grandi sia considerato meno.
    Probabilmente quest’anno vado al cinema con aspettative un po’ alte e nella “rece” traspare molto il mio essere disilluso nel momento in cui le aspettative sono disattese.
    Tornando al post di oggi, anch’io ho avuto una strana percezione: credo sia la prima volta che io ed il buon Marvin ci troviamo così agli antipodi.
    Comunque CI METTIAMO DAVVERO D’ACCORDO (???) per elaborare pareri diversi se non addirittura opposti per il semplice gusto di spiazzare l’utenza

    (nonèveeeroooooooo)

    J.

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