(ANTEPRIMA) IN SOLITARIO

Pubblicato: novembre 19, 2013 in Uncategorized
Tag:,

Fonte: Youtube

Regia: Christophe Offenstein

Con: François Cluzet, Guillaume Clanet, Virginie Efira, Samy Seghir.

Genere: avventura

VISTO DA MARVIN

Parte veloce il film, mettendo subito il pubblico nel mezzo della vicenda senza perdere tempo. (primo punto a favore). Soprattutto, evita quella ridicola e ormai troppo abusata, per lo più nei film U.S.A., costruzione e presentazione della famigliola felice e unita come nella pubblicità del Mulino Bianco e che si ritrova ad affrontare situazioni estreme (secondo punto a favore). Il rischio di fare un film tutto “in solitaria” con un solo personaggio sempre troppo presente sullo schermo viene scongiurato dai continui e ben ritmati intermezzi in cui si vedono gli altri personaggi della storia. Ma ogni volta che la telecamera mostra qualcuno di questi (una volta la figlia, una volta il cognato e cosi via), si vuole subito ritornare su quella barca con il nostro eroe e a non voler staccarsi da lui nemmeno un attimo (terzo punto a favore).

Dal punto di vista tecnico la telecamera rimane fluida: è impressionante come riesce a non trasmettere la sensazione di mal di mare anche nei momenti più concitati quando l’imbarcazione finisce dentro a una tempesta, facendo vivere attimi di vero pericolo. Inoltre , la regia, cambia, muta nei momenti più intimi e tranquilli in un modo simpaticamente subdolo: complessivamente, questa modifica stilistica rimane impercettibile (altro punto a favore). Bravissimo l’attore Francois Cluzet a reggere il peso emotivo e fisico della pellicola; bravissima nelle poche scene a lei dedicate la bellissima Virginie Efira nel ruolo della compagna dello skipper che cerca di costruire un rapporto con la figlia di lui; molto espressivo il giovane ragazzo, Samy Seghir, che si nasconde sulla barca e che, pian piano, ci fa affezionare a lui. Insomma cast azzeccato ( a quanti punti a favore siamo?).

La scelta stilistica del regista è quella di creare una sorta di video-diario della traversata, spogliando il film di vari fronzoli emotivi (solo accennati tra il rapporto figlia-compagna del protagonista), di eccessiva ricerca di buoni scorci visivi (tranne il rito di fotografare l’alba da mandare alla figlia) e continua aggiunta di espedienti narrativi per movimentare la vicenda (effettivamente il rischio della ripetività può farsi sentire in alcuni momenti). Tutto questo rende il film molto più capace di suscitare un legame profondo nel pubblico rispetto a molti altri dove, la ricerca spasmodica del creare empatia, si accartoccia su se stessa implodendo. (questo vale come 4 punti a favore come minimo!!!!).

“In solitario” è uno di quei casi in cui  piccoli errori narrativi o scelte discutibili passano in secondo piano di fronte ai tanti pregi della pellicola. Per concludere, per l’ennesima volta, gli europei (e in questo caso i francesi) riescono nell’impresa di fare un film “all’americana” senza quei difetti tipici delle produzioni hollywoodiane.

Vediamo se qualcuno ha il coraggio di battermi con i tanti punti a favori della pellicola!!!

VISTO DA JOE

Mare, onde spettacolari, schiuma, cieli tersi, tramonti da schianto: sembrano i classici ingredienti furbi per intortare qualsiasi spettatore. Furbo o no, il film mi ha preso dopo pochi secondi. La storia di questo skipper che gareggia da solo in questa massacrante competizione ha il pregio di creare con lo spettatore un’empatia in progressione geometrico/esponenziale al punto che alla fine lo fa sentire letteralmente incollato alla poltrona del cinema. Perché alla fine, che ti piaccia o no, fai il tifo per Yann Kermadec (Cluzet, già visto e apprezzato in “Quasi amici”) per la sua caparbietà, per il suo essere un Ulisse del ventunesimo secolo, per il suo essere burbero, per la sua capacità nel gestire gli imprevisti (come si vede dal trailer, che sorpresa trovarsi all’improvviso un compagno di viaggio sulla barca, che potrebbe costargli la squalifica).

Il mare, poi, è l’animale più mutevole che la natura possa aver creato: ora ti è amico, ora ti è persino complice, ma subito dopo è feroce nella sua isteria che non bada a spese con nessuno. Oltre alla poesia delle immagini, si può riscontrare anche una poesia nei rapporti umani, contrastati e non: con le nuove tecnologie, Cluzet rimane in contatto quotidianamente con i suoi familiari e con l’equipe tecnica, guidata dal cognato, che lo segue passo passo nei mari del mondo. Alla fine il mare rende complici pure lo skipper ed il suo clandestino, perché un compagno di viaggio alle volte è una necessità imprescindibile. Ma alla fine della gara vincerà la logica dello skipper o la logica dell’uomo?

Alla fine, uomo, busserai alle porte del cielo, e capirai di essere comunque un eroe: il finale con “knockin’ on heaven’s door” di Bob Dylan ha un sapore che ti riconcilia con il mondo, e non dico nulla delle immagini…

A distanza di poche ore dalla visione della pellicola, penso che il regista abbia voluto dare uno spaccato sulle diverse sfumature della solitudine. Lo skipper compensa la mancanza dei rapporti umani (la mancanza della moglie e della figlia lo “piegano” un po’) con lo spirito dell’avventura; la moglie e la di lui figlia, a causa della lontananza del loro congiunto, si trovano in un pericoloso “corpo a corpo” di sentimenti che potrebbe portare ad un silenzio assoluto scongiurato solo da una crescita interiore, maturata appunto in solitudine.

Ho già detto che Cluzet sfiora la perfezione assumendo atteggiamenti tipici del ruolo che interpreta. Ma anche i comprimari non scherzano, anche se a loro sono affidate le “briciole” del film: tra questi, il personaggio della moglie (Efira) che si deve giostrare tra le proprie ansie, quelle del marito (che si trova in mare), quelle del proprio fratello (che sarebbe dovuto essere in mare al posto del marito) e che infine se la deve vedere con gli alti e bassi della figliastra. Un bravo va anche al ragazzo che interpreta l’ospite inatteso.

Una notazione personale. I tramonti sono una mia particolare debolezza e vedere il protagonista che fotografava più volte il calar del sole con il suo i-pad per condividerlo con la figlia, mi ha fatto sentire ancora di più nel film.

E anche se non ci capisci nulla di navigazione, di vele, di mare aperto, ti senti marinaio per un paio d’ore…

JG (allegro): Hai notato che per la prima volta siamo d’accordo?

M (contrastando): Puro caso, non ti illudere. Vedrai che non durerà molto.

JG (con un po’ di astio): Svegliato male stamattina, eh?

M (ironico): Naa…semplice constatazione!

Annunci
commenti
  1. 76sanfermo ha detto:

    Durante la lettura, avevo notato anch’io quanto eravate d’accordo!
    ……………………………..
    Dev’essere una gran bella cosa,visto il vs entusiasmo (che muoio dalla voglia di condividere) . Ci sentiamo!

  2. joe ha detto:

    forza allora, corri a vedere il film!!!
    joe

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...