COSE NOSTRE – MALAVITA

Pubblicato: novembre 7, 2013 in Uncategorized
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Fonte: Youtube

Regia: Luc Besson

Con: Robert De Niro, Michelle Pfeiffer, Tommy Lee Jones, John D’Leo, Dianne Agron

Genere: azione, comico-drammatico

VISTO DA MARVIN

Vedendo questo film del regista Luc Besson, ho avuto l’ennesima conferma che una buona pellicola viene fatta, prima di tutto, da buoni dialoghi. Una scrittura brillante, intelligente e originale di questa parte di sceneggiatura è essenziale per creare un buon film, renderlo diverso dagli altri e dare la sensazione che si è di fronte a qualcosa fatto da persone intelligenti (e non da persone messe a caso che infarciscono i film di luoghi comuni e null’altro). L’unico dubbio che mi viene è se i dialoghi, in questa pellicola, siano merito del regista Luc Besson oppure dello scrittore Tonino Benacquisto da cui è tratto il film: purtroppo non ho letto il libro quindi non so dare una risposta precisa.

Mi dispiace molto sentire e leggere, da recensioni oltreoceano, che il film in questione “non decide che cosa essere di preciso: un po’ commedia, un po’ action, un po’ drammatico, un po’ sarcastico.”. Non mi piace per niente: non capisco perchè un film debba essere, per forza, etichettato o classificato oltre ogni equivoco (questa è una fissa tipica degli americani). Trovo questo insieme di generi e di intenzioni un punto di forza per una qualsiasi pellicola. Anche in questa occasione, la presenza di una moltitudine di temi e toni risulta una forza del film, più che un difetto.

Se proprio devo trovarci delle pecche devo riconoscere che ho trovato la sotto trama amorosa legata alla figlia della “family” (titolo originale della pellicola) un pò troppo forzata: mi sembra slegata dal tono generale di quello che si stava raccontando. Inoltre, alcuni scontri sociali/culturali tra Italia (origini della famiglia capeggiata da Robert De Niro), Stati Uniti (derivazione della famiglia più in generale) e Francia (luogo dove si svolge la vicenda) non sono sviluppati a dovere: si ha spesso la sensazione che si poteva fare di meglio a livello di ironia. Nonostante questo, tutti i ruoli principali (padre, madre, figlio e figlia) sono ben recitati e hanno il giusto spazio all’interno della vicenda.

Per quanto riguarda la regia, posso dire senza esagerare che Besson, nella prima ora e un quarto, si è limitato a sedersi sulla tipica sedia e ha lasciato i suoi attori leggere le straordinarie battute del copione. Poi, nell’ultima mezz’ora, si è ricordato di essere quel Luc Besson che ha diretto egregiamente film quali “Leon ” e “Il quinto elemento” e ha messo in scena una straordinaria grande scena finale

Da menzionare il grande momento di meta-cinema in cui Robert De Niro si ritrova a commentare a un cineforum la visione di “Quei bravi ragazzi” da lui stesso interpretato!!!!

VISTO DA JOE                                                   (*NB: MAIUSCOLE e CORSIVI non sono messi a caso…)

Qualcuno potrebbe dire Uffa! Il SOLITO film di mafia con il SOLITO Robert De Niro. Se così fosse, quel qualcuno, invece di cinefilo, verrebbe da me definito CINOFILO (con tutto il rispetto per gli amici quadrupedi). Può essere SOLITO il titolo che la distribuzione italiana gli ha dato, anche se l’originale (The family) non si è certo sbizzarrito per inventiva.

Innanzitutto bisogna arrivare in sala pensando che il prodotto sia VOLUTAMENTE sopra le righe. Sulla mafia è stato detto e raccontato TUTTO. Qui la novità è il voler prendere in giro i cliché cinematografici relativi all’argomento.

La storia è particolare. De Niro e famiglia fruiscono del programma protezione testimoni e per questo sono costretti a vivere in un borgo sperduto della Normandia. In America hanno seriamente pestato i calli a qualcuno che sta in alto: la cupola vuole la testa di tutti i componenti. Quindi, nuove identità, nuova casa, nuovo habitat, nuova vita all’insegna della discrezione. Peccato che tra i quattro membri della famiglia e la discrezione ci sia una distanza a dir poco INFINITA: qualunque sgarbo, torto, offesa abbia ricevuto il loro orgoglio italo americano, la risposta arriva con atti di violenza INAUDITA (e a volte un po’ gratuita, va detto) rendendo inevitabile un patatrac finale che cambia completamente il registro da comico parodistico in rambeggiante (le operazioni piazza pulita della mafia non guardano nessuno in faccia). Sul finale rimango opportunamente reticente, sempre per restare nel gergo poliziesco/mafioso.

Besson è bravo a costruire il film su due filoni paralleli: i figli, che si ambientano a scuola, contrapposti ai genitori che si integrano in città. Solo alla fine i quattro si compattano per controbattere l’assalto dei “cattivi”.

Nonostante visibili rughe, De Niro sembra vivere una seconda giovinezza con questo ruolo. Può parere un dettaglio strano, ma oltre alla sua incontestabile bravura profusa nella recitazione, ci metterei un fattore umano non indifferente: secondo me si è ANCHE divertito. Su Pfeiffer si possono dire le stesse cose: nonostante non sia più una ragazzina conserva una bellezza accattivante e coinvolgente al punto che fin da subito “TIENI” per lei. Non credo sia ricorsa a photoshop per rimanere così. I due figli (D’Leo e Agron: non li avevo mai visti prima d’ora) sono una rivelazione. Lui è credibilissimo con quell’aria da bullo quattordicenne senza scrupoli, ma attaccato alla sorella e ai valori della “famiglia”. Lei angelica nell’aspetto, quasi lolitesca ma anche “nikitesca” (cfr. NIKITA dello stesso Besson) se si tratta di diferndere pelle ed onore. Tommy Lee Jones non è certo uno sprovveduto nella sua parte, ma rispetto a De Niro e Pfeiffer scompare un po’.

Spazio per i CINEFILI, quelli veri. Il film è autoreferenziale: spacciandosi per scrittore, nel film, De Niro viene invitato ad un dibattito sul film QUEI BRAVI RAGAZZI (guardailcaso#1: De Niro ha recitato in quel film; guardailcaso#2: Scorsese, regista di quella vicenda, partecipa alla produzione di questa pellicola). Non mancano citazioni da Tarantino (KILL BILL soprattutto), ma anche da Besson stesso e dal suo già citato NIKITA. Forse l’elenco potrebbe essere più lungo.

In ogni caso, non è un film qualunque, non è da trascurare.

M (ironico) Che recensione MAIUSCOLA la tua!

JG (dopo una pausa, con un po’ di disprezzo) Spiritoso… La preferivi CORSIVA??!?

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commenti
  1. adryanab ha detto:

    Bella recensione. Incuriosita. Lo andrò a vedere. E non capirò i riferimenti agli altri film.

  2. 76sanfermoa ha detto:

    Anch’io vado a vederlo, invogliata dalla vostra/e recensione/i……
    Ciao,a presto , spero!

  3. joe ha detto:

    uhhh, che bello essere sorvegliati a vista così…se vai a vederlo, lascia commento che si apre dibattito volentieri

  4. marvin ha detto:

    grazie ancora x i commenti!! noi cerchiamo di fare il nostro meglio; infatti il nostro meglio è invogliare gli altri a vedere il film, se poi piace o no…ne parliamo dopo insieme!!!!

  5. Vale ha detto:

    La recensione non è male, bravi.
    Il film però mi sembra la solita stessa “zuppa” sui mafiosi. Già stravista.
    Altro che la Vita di Adele!
    Tzé

  6. joe ha detto:

    Grazie, Vale. Comunque io l’ho detto: bisogna sedersi al cinema con un certo stato d’animo, altrimenti si esce dalla sala con un giudizio negativo…
    La vita di Adele? Ce lo consigli?? Mmmh

    Marvin, non so tu, ma secondo me Vale ci invita a vedere una ciofeca… 😀

    joe

  7. Silvia A Nigretto ha detto:

    Devo vederlo, avevo già visto il trailer giorni fa, e per me, sia DeNiro che la Pfeiffer sono nel ruolo perfetto per loro, e la storia abbastanza divertente e interessante per qualsiasi età. Sta di fatto che probabilmente lo vedrò insieme al mio figlio diciottenne! Bellissima recensione, ci voleva un blog così per me! Non vado molto al cinema, e di quelli che non vedo mi piace leggere!

  8. marvin ha detto:

    grazie ancora a tutti e grazie Vale per il consiglio su “la vita di Adele”!!! appena possibile si va a vederlo!

  9. joe ha detto:

    noooo marvin!!! è una trappola!

  10. lavespista ha detto:

    Io ho letto il libro ma non ho visto il film. Vale?

  11. joe ha detto:

    vale eccome!!! hai letto il libro e adesso DEVI vedere il film e poi DEVI anche lasciare un commento dove dici la tua…
    E’ una serie di imperativi categorici a cui non DEVI sottrarti…
    Joe

  12. lavespista ha detto:

    tutti quei devi mi hanno fatto venire l’orticaria, sarà stato il maiuscolo

  13. joe ha detto:

    allora devi curarti :-)))))))))))

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